Il biliardino è un gioco d’azzardo?

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Autore: Paolo Remer

22 giugno 2022

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

Un recente provvedimento dell’Agenzia Dogane e Monopoli considera il calcio balilla soggetto ad autorizzazione amministrativa, come le slot machine; chi non la ha rischia pesanti sanzioni.

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Il calcio balilla è un gioco che spopola da decenni in tutti i luoghi di ritrovo: gli italiani lo amano ed è difficile trovare qualcuno che, da bambino o da adulto, non abbia mai impugnato le manopole per mandare la pallina in gol e divertirsi insieme agli amici con questa popolare forma di calcetto da tavolo.

Ma il biliardino è un gioco d’azzardo? A prima vista sembra difficile qualificarlo come tale, e dunque assimilarlo alle slot machine o ai videopoker, che erogano un corrispettivo in denaro ai vincitori. Eppure – strano ma vero – un recentissimo provvedimento dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli

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[1] include tra gli «apparecchi di gioco» anche i vari tipi di «biliardo, composto da un tavolo rettangolare, montato su gambe ovvero su analoghi supporti, circondato da sponde, con o senza buche, che consente giochi, basati esclusivamente sull’abilità del giocatore, tramite il movimento di sfere impresso attraverso l’utilizzo di apposite stecche ovvero della mano». Questa ampia definizione comprende non solo i classici tavoli da biliardo utilizzati per il “gioco a stecca”, ma anche e proprio i comunissimi biliardini, che quindi vengono equiparati.

È vero che il calcio balilla non è un gioco a premi, altrimenti sarebbe soggetto alle prescrizioni del Testo Unico di Pubblica Sicurezza

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[1] e potrebbe essere installato solo su autorizzazione della Questura nei luoghi aperti al pubblico (come bar, ristoranti e stabilimenti balneari, o nei circoli privati; ma in base a questa normativa, anche gli «apparecchi e congegni di gioco lecito» che funzionano a moneta o a gettone e «attraverso i quali il giocatore esprime la sua abilità fisica, mentale o strategica» richiedono uno speciale nulla osta dell’Autorità all’installazione, e un certificato identificativo, con una targhetta da applicare su ogni apparecchio. Il nuovo decreto dell’Agenzia – che puoi scaricare qui – richiama proprio questa normativa e dunque ritiene applicabile anche ai biliardini questo «regime autorizzatorio».
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La conseguenza di questa severa impostazione è che diventa applicabile la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro per apparecchio, prevista nei confronti di chi «distribuisce, installa o comunque consente l’uso in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli e associazioni di qualunque specie» di apparecchi di gioco (elettronico, elettromeccanico o manuale), tra cui biliardi e biliardini, «sprovvisti dei titoli autorizzatori».

Ed infatti, stando a quanto risulta dalle notizie stampa di questi giorni, molti organi di Polizia stanno procedendo a contravvenzionare esercenti e gestori di locali che hanno installato biliardini, per i quali, sinora, si riteneva non necessaria alcuna autorizzazione preventiva. Le associazioni di categoria ed il Forum del Terzo Settore hanno già richiesto chiarimenti all’Agenzia delle Dogane e Monopoli, evidenziando l’inopportunità di una norma che va a punire un gioco innocuo e di puro intrattenimento, come è il calcio balilla, che non può essere qualificato come d’azzardo o illegale. Per approfondire leggi anche l’articolo “Giochi d’azzardo: quali sono legali“.

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