Quando decade una legge?

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Autore: Redazione

30 giugno 2022

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Abrogazione, modifica, cancellazione per referendum e dichiarazione di incostituzionalità: tutte le ipotesi in cui una legge cessa di essere in vigore.

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In teoria, le leggi possono durare in eterno se non interviene alcuna norma a cancellarle. Tuttavia, anche se esistono leggi, in Italia, che risalgono ai tempi in cui c’era il re (si pensi al Regio Decreto che istituisce il Canone Rai), molto spesso le norme hanno una durata limitata. Possono infatti essere modificate, aggiornate, sostituite o del tutto abrogate. Cerchiamo allora di capire quando decade una legge in modo da farci un’idea di quanto dover “sopportare” ciò che, spesso, digeriamo a fatica.

Come si modifica una legge?

Solo una legge dello stesso rango o di rango superiore può

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modificare una precedente legge. Questo significa che una legge può essere modificata da una legge costituzionale, da un’altra legge del Parlamento, da un decreto legislativo, da un decreto legge. Non può essere invece modificata da una legge regionale o da un decreto ministeriale o da un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (in quanto norme di carattere amministrativo).

La modifica può essere esplicita o tacita. È esplicita quando la norma successiva dichiara chiaramente che «è modificata la legge n. <…> del <…>». È tacita invece quando la norma successiva si pone in contrasto con quella precedente: tra le due disposizioni bisognerà applicare quella più recente.

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Cos’è l’abrogazione di una legge?

A differenza della modifica, l’abrogazione comporta la cancellazione totale della legge e di ogni suo contenuto. Restano però in piedi gli effetti già prodotti. L’abrogazione infatti non ha effetto retroattivo (come invece le pronunce di incostituzionalità della Corte Costituzionale).

Anche per l’abrogazione vale quanto detto per la modifica: essa può essere disposta solo da una legge costituzionale, da una legge del Parlamento o del Governo (decreti legge o legislativi). Una fonte subordinata alla legge non può abrogare una legge.

Si definisce «abrogazione» quel fenomeno in base al quale una norma viene revocata per porre fine alla sua vigenza, per cui viene circoscritta nel tempo la sua efficacia e applicabilità.

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L’abrogazione può essere:

Quando decade una legge?

Dunque, alla luce di quanto appena detto, una legge decade nel momento in cui

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entra in vigore una nuova legge che la modifica o l’abroga, in forma esplicita o tacita.

Ad eliminare una legge può essere anche il referendum abrogativo. In tal caso, però, l’abrogazione deve essere sempre espressa.

Vanno inoltre menzionate le ipotesi delle leggi a termine, leggi cioè che prevedono esse stesse la durata della loro efficacia. Lo sono ad esempio alcune leggi che dispongono benefici fiscali. Anche il decreto legge è una legge a termine in quanto non può avere efficacia superiore ai 60 giorni se non viene convertito in legge dal Parlamento. Poi, ci sono le leggi eccezionali emanate solo per un certo periodo in particolari circostanze come ad esempio le leggi durante il periodo di guerra o durante i terremoti.

Infine, una legge può decadere a seguito di dichiarazione di incostituzionalità da parte della Corte Costituzionale. In questo caso, l’eliminazione della legge avviene senza che ad essa segua una nuova norma. La dichiarazione di incostituzionalità ha effetto retroattivo: pertanto, è come se la legge illegittima non fosse mai esistita nel nostro ordinamento.

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