Cosa si intende per dirigente?
Quale ruolo può avere la figura che, in teoria, potrebbe portare avanti l’azienda alla pari dell’imprenditore? Che tipo di contratto ha?
Nel linguaggio comune dell’ufficio o della fabbrica si utilizza soprattutto il termine «capo», che raggruppa qualsiasi persona occupi un posto superiore nell’organigramma rispetto a chi la pronuncia: che si tratti di un capo-ufficio, di un vicedirettore, del direttore dello stabilimento, dell’amministratore delegato, perfino dello stesso titolare dell’azienda, sempre «capo» rimane. Raramente si utilizza la parola «dirigente», forse per mancanza di abitudine o semplicemente perché ancora più astratta e meno immediata. Cosa si intende per dirigente?
Indice
Chi è il dirigente?
I dirigenti si collocano in una categoria superiore (dal punto di vista aziendale) tra quelle dei lavoratori dipendenti, cioè gerarchicamente al di sopra di quadri, impiegati e operai. Il loro ruolo ha delle peculiarità particolari per l’elevato grado di responsabilità e per la posizione di rilievo che ricoprono all’interno dell’azienda.
La legge non specifica alcunché riguardo alle caratteristiche che deve avere chi viene assunto come dirigente. Secondo la contrattazione collettiva
Sono, ad esempio, dirigenti, secondo i vari contratti nazionali di categoria:
- i direttori;
- i condirettori;
- i vicedirettori;
- i capi di uffici e servizi di rilievo;
- i procuratori e gli institori con mandato stabile.
Per la giurisprudenza (punto di riferimento quando nella contrattazione nulla è previsto circa l’inquadramento di queste figure professionali), il dirigente è il lavoratore subordinato fornito di un elevato grado di responsabilità verso l’imprenditore, cui presta una collaborazione di carattere
Sempre la giurisprudenza attribuisce al dirigente le seguenti caratteristiche:
- elevata specializzazione o sperimentata esperienza che incidono in maniera immediata o rilevante sugli obiettivi dell’impresa;
- autonomia e discrezionalità nelle decisioni;
- mancanza di vera e propria dipendenza gerarchica, per quanto si debba fare riferimento alle dinamiche interne dell’azienda e a quanto previsto dalla contrattazione collettiva;
- capacità di imprimere indirizzo e orientamento all’azienda o ad uno dei suoi rami;
- conduzione dell’azienda con poteri di disposizione e di controllo pari a quelli dell’imprenditore.
Cosa distingue il dirigente da altre figure
È la vastità delle funzioni assegnate quella che fa capire che
Il rapporto di lavoro del dirigente
È possibile instaurare un rapporto di lavoro con un dirigente in due modi:
- attraverso la promozione di una persona che già lavora per l’azienda;
- con l’assunzione a tempo determinato o indeterminato di una persona esterna da far rientrare direttamente nella categoria dirigenziale.
Il
Il rapporto di lavoro può prevedere, inoltre, delle condizioni particolari come:
- il patto di prova, solo per dirigenti di nuova assunzione e di durata massima 6 mesi;
- la durata del contratto, che non può essere superiore a cinque anni, comprese eventuali proroghe. Il dirigente può recedere liberamente dopo tre anni, dando regolare preavviso;
- la clausola di durata minima garantita, o patto di stabilità, prevista per i contratti a tempo indeterminato;
- il rapporto a part-time;
- il patto di non concorrenza al termine del contratto.