Taxi: si può pagare con Pos?
Che succede se il tassista non accetta pagamenti con carta di credito o bancomat?
La nuova normativa sui Pos impone a esercenti e professionisti di accettare pagamenti con carte di credito e bancomat. Per ogni transazione via Pos rifiutata (di qualsiasi importo) la sanzione è pari a 30 euro, più il 4% del valore della transazione stessa. Ci si chiede se tale obbligo valga anche per i tassisti. Chi utilizza il taxi può pagare con Pos?
Chiariamo innanzitutto come funziona la nuova normativa sui pagamenti elettronici per poi vedere cosa può succede in caso di uso di taxi e cosa può fare il viaggiatore se il tassista non ha il Pos e rifiuta la carta.
Indice
Pagamenti con Pos: cosa dice la legge?
La legge obbliga chiunque venda beni o servizi, in qualsiasi forma, a dotarsi di un
- carta di debito (tipo bancomat);
- carta di credito;
- carta prepagata.
Chi rifiuta il pagamento elettronico subisce una doppia sanzione:
- una fissa pari a 30 euro per transazione rifiutata;
- una variabile pari al 4% del valore della transazione rifiutata.
Attenzione però: la sanzione scatta solo se il venditore o il prestatore di servizi non accetta il pagamento elettronico e non anche per il semplice fatto di non avere il Pos. Ragion per cui se, prima dell’esecuzione del contratto, l’esercente o il professionista chiarisce che non accetta pagamenti con carte e il cliente accetta ugualmente la prestazione, quest’ultimo non potrà poi esigere il Pos; di conseguenza, non gli sarà consentita alcuna contestazione nel caso in cui gli venga richiesto il pagamento in contanti.
Pagamento con Pos: sono previste eccezioni?
La sanzione non si applica «nei casi di oggettiva impossibilità tecnica» a ricevere pagamenti con carta via Pos. Sarà importante chiarire bene di quali ipotesi si tratta: ad esempio, effettivi problemi di connettività temporanea o malfunzionamenti tecnici dell’apparecchio.
Come denunciare chi non ha il Pos?
L’accertamento delle violazioni sarà a cura degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria, nonché degli «organi addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni». In realtà, però, le sanzioni saranno difficilmente applicabili: presuppongono che il cliente denunci e quindi perda tempo e risorse.
L’obbligo e le sanzioni riguardano solo le carte?
Sì, la norma è datata 2012 e in origine parlava solo di carte di debito. La legge di Stabilità 2016 ha poi inserito il riferimento anche alle carte di credito. E ora con la conversione del Dl 36/22 (decreto Pnrr 2) vengono aggiunte le carte prepagate. Non sono presi in esame gli altri strumenti di pagamento digitali (come le
Si può pagare il taxi con Pos?
Il cliente ha diritto a pagare il taxi con Pos, ossia con carte di credito, bancomat o carte prepagate. Non ha però diritto a pagare con app sullo smartphone o con bonifico perché tale diritto, come visto, non è contemplato dalla legge.
Il tassista, una volta finita la corsa, non può rifiutare il pagamento con Pos. Diversamente, il cliente può anche scendere e non pagare, se sprovvisto di contanti. Tuttavia, ciò non cancella il suo debito che dovrà onorare in un momento successivo, tramite bonifico ad esempio, contanti o sempre tramite carta di credito non appena l’esercente si sia avvalso del Pos.
Quando il servizio taxi può rifiutare il pagamento con Pos?
Come abbiamo anticipato, avere il Pos non è obbligatorio: le sanzioni scattano solo se c’è il rifiuto al pagamento con Pos una volta erogata la prestazione. Il che significa che se il cliente ha accettato, prima della conclusione del contratto (ossia, nel nostro caso, prima della corsa) di pagare in contanti non potrà poi esigere il pagamento con carta di credito o di debito. Né potrà esigere che il tassista venga multato.
Questo significa anche che se il servizio radio taxi o lo stesso tassista, prima di prendere a bordo il viaggiatore, fa presente di essere sprovvisto di Pos, quest’ultimo non potrà poi sollevare contestazioni per il rifiuto delle carta se ha accettato il servizio.