Dove trovo la ricevuta di pagamento PagoPA?
I versamenti alla Pubblica amministrazione tramite la piattaforma elettronica devono essere certificati. Come si fa?
PagoPa è un moderno sistema digitale che consente di effettuare pagamenti soprattutto alla Pubblica amministrazione. Permette, insomma, di versare da casa tasse, tributi, bolli, sanzioni e multe, canoni e così via. Abbiamo detto «soprattutto» alla Pubblica amministrazione perché con questo sistema è possibile anche effettuare altri tipi di pagamenti, come quelli verso aziende a partecipazione pubblica o gestori di servizi pubblici. Al momento PagoPA non gestisce lo strumento di pagamento dell’F24 che resta obbligatorio per le pubbliche amministrazioni in fase di incasso solo ed esclusivamente se sussiste una normativa che obbliga all’uso esclusivo di questo modello. Ovviamente, per ogni operazione che faccio come utente, ho diritto ad avere un riscontro scritto del versamento effettuato. A questo proposito,
In teoria non dovrebbe essere difficile rintracciarla, dato che l’Ente creditore ha determinati obblighi verso il cittadino quando incassa una tassa, un tributo o una bolletta. Vediamo come si fa e come possono risolversi altri problemi riguardanti le ricevute e il funzionamento di PagoPA.
Indice
PagoPA: il pagamento è sicuro?
Una volta spiegato che cos’è PagoPA e cosa si può pagare attraverso questa piattaforma digitale, partiamo proprio dal primo pensiero che di solito invade la mente di chi deve effettuare un versamento online: il sistema
Il livello di sicurezza della piattaforma è garantito dalle normative accettate da PagoPA e stabilite dalla Pci, la Payment Card Industry. Il sistema, inoltre, aderisce ai requisiti sulla cosiddetta Strong Authentication previsti dalla Psd2, l’ultima direttiva europea che rende più sicura e conveniente la gestione del denaro e dei pagamenti.
In parole povere: un istituto di pagamento può aderire a Pago PA solo se soddisfa determinati standard di sicurezza antifrode basato sulle normative europee.
PagoPA: dove si trova la ricevuta di pagamento?
Come nel mondo «analogico», anche in quello digitale è di fondamentale importanza conservare la ricevuta di un pagamento effettuato, sia per avere un riscontro scritto da esibire in caso di contestazioni sia per eventuali controlli. Ma
Ci sono tre modi per provare di avere effettuato il versamento. Il primo, entrare nella sezione «storica» delle transazioni, cioè nella pagina della piattaforma in cui sono elencati tutti i precedenti pagamenti andati a buon fine.
Il secondo modo è, appunto, salvare nel proprio dispositivo oppure stampare la ricevuta del pagamento. Quando si effettua un’operazione con PagoPA, l’ente creditore è tenuto ad inviare la ricevuta all’utente per posta elettronica. Significa che chi ha fatto un pagamento deve ricevere via e-mail il documento che attesta l’avvenuto versamento. Di solito, l’e-mail viene spedita entro 48 ore dal momento del pagamento ma, nella maggior parte dei casi, arriva in giornata, se non dopo pochi minuti.
C’è, infine, la possibilità di entrare nel sito dell’Ente creditore per richiedere la ricevuta di pagamento previo inserimento del codice fiscale dell’intestatario dell’avviso di pagamento e il numero dell’avviso stesso.
PagoPA: cosa succede in caso di pagamento errato?
PagoPA previene la possibilità di effettuare un pagamento sbagliato controllando l’esistenza della posizione debitoria e la sua consistenza prima di autorizzare il pagamento. Ciò non toglie, però, che qualche errore possa capitare durante il processo elettronico del versamento.
Se per qualsiasi motivo il cittadino ha bisogno di annullare un pagamento eseguito tramite PagoPA, può richiedere all’Ente Creditore il rimborso, motivando adeguatamente la richiesta e allegando, a scelta:
- la ricevuta di pagamento (o la quietanza) che ha ottenuto dallo stesso Ente Creditore;
- l’attestazione di pagamento ricevuta dal PSP con cui ha effettuato il pagamento.
Attraverso questi documenti, l’Ente creditore è in grado di ricostruire completamente la vicenda.
PagoPA: si può disconoscere un pagamento?
Abbiamo detto che la piattaforma digitale PagoPA garantisce un elevato livello di sicurezza ma si sa che, come succede con le carte di credito o i Bancomat, chi vuole impossessarsi su Internet di ciò che non è suo ha sempre il cervello fine e, in un modo o nell’altro, ci riesce.
L’utente, pertanto, ha il diritto di disconoscere un pagamento che non ha autorizzato, previa denuncia e blocco della carta, oppure contestando l’addebito entro 60 giorni dalla ricezione dell’estratto conto dal quale ha scoperto di essere stato derubato. In pratica, la procedura è:
- prima, il blocco della carta;
- poi, la denuncia alle forze dell’ordine;
- infine, la comunicazione alla propria banca o alla società che gestisce la carta per disconoscere il pagamento, allegando la denuncia fatta.
Resta ferma la possibilità per il pagatore di rivolgersi direttamente alla Pubblica Amministrazione che ha ricevuto il pagamento, per richiedere il rimborso dell’importo pagato, in quanto non dovuto in tutto o in parte.