Cosa succede se muore un coniuge in separazione dei beni?

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Autore: Redazione

15 luglio 2022

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Il marito o la moglie superstite, la qualità di erede legittimario e la quota di legittima che gli spetta nel caso in cui il coniuge muoia.

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Nel momento in cui muore un coniuge si apre la successione dei beni destinata a spartire il patrimonio del defunto tra i vari eredi. Eredi che, se non indicati in un testamento, sono individuati dalla legge. Ma cosa succede se muore un coniuge in separazione dei beni?

Come noto, il fatto di essere marito o moglie del defunto attribuisce al superstite la qualità di «erede legittimario». L’erede legittimario ha una serie di prerogative. Innanzitutto non può mai essere diseredato, salvo i rari e gravi casi di «indegnità a succedere». In secondo luogo, l’erede legittimario ha sempre diritto a una quota del patrimonio del defunto, anche se quest’ultimo dovesse aver previsto diversamente col proprio testamento. Non in ultimo, l’erede legittimario che sia stato leso nella propria quota di riserva riconosciutagli dalla legge può contestare la divisione ereditaria entro 10 anni dal decesso del familiare e, in secondo luogo, può contestare le donazioni effettuate dal defunto che abbiano svuotato il suo patrimonio.

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Con riferimento più specifico al caso del marito e della moglie, ci occuperemo qui di seguito di verificare cosa succede se muore un coniuge in separazione dei beni. Procediamo con ordine.

Apertura della successione e diritti del coniuge superstite

Con la morte del coniuge, il marito o la moglie superstite è erede necessario. “Necessario” significa che non può essere diseredato. Egli però concorre con gli altri eredi eventualmente indicati nel testamento.

Gli eredi legittimari, quelli cioè che hanno sempre diritto a una quota del patrimonio del defunto, sono:

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Le quote spettanti a ciascun erede legittimario dipendono dal numero di altri eredi legittimari che concorrono alla divisione del patrimonio. Le vedremo qui di seguito.

Quali sono le quote degli eredi legittimari?

La legge indica le quote riservate agli eredi legittimari. La restante parte del patrimonio del defunto, detta «quota disponibile», può essere lasciata a chi si vuole.

Vediamo quali sono le quote dei legittimari. Se il defunto lascia:

Se il testatore non lascia il coniuge ma

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ci sono i figli, la quota legittima ammonta a:

Se il testatore lascia i genitori o, in loro mancanza, altri ascendenti ma non ci sono il coniuge e i figli, ai genitori/ascendenti spetta 1/3 dell’eredità.

Cosa spetta al coniuge in separazione dei beni?

La separazione dei beni non comporta alcuna deroga alle norme che abbiamo appena indicato. Egli cioè ha gli stessi diritti del coniuge in comunione dei beni. Pertanto il coniuge in separazione dei beni ha diritto:

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La quota di legittima spettante al coniuge superstite viene meglio identificata nello schema qui sotto.

Se chi muore lascia
Quote legittima
Quota disponibile
Solo il coniuge½ al coniuge½
Il coniuge e un figlio1/3 al coniuge; 1/3 al figlio1/3
Il coniuge e due o più figli1/4 al coniuge; 2/4 ai figli¼
Solo il figlio (senza coniuge)½ al figlio½
Solo due o più figli (senza coniuge)2/3 ai figli1/3
Solo ascendenti legittimi1/3 agli ascendenti2/3
Il coniuge e ascendenti legittimi (senza figli)½ al coniuge; ¼ agli ascendenti1/4
Il coniuge separatoHa gli stessi diritti del coniuge non separato salvo abbia subito l’addebito

Il coniuge legittimario, in separazione dei beni, può anche

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impugnare le disposizioni testamentarie che lo abbiano privato della propria quota di legittima. Può altresì contestare la donazioni fatte dal defunto prima di morire che abbiano avuto l’effetto di privare i legittimari dei loro diritti. Tale azione deve essere fatta valere entro 10 anni dal decesso.

Se uno dei donatari ha venduto il bene ricevuto in donazione dal defunto, l’erede legittimario leso ne può chiedere la restituzione all’acquirente purché non siano decorsi 20 anni dalla donazione.

Il coniuge ha diritto alla legittima anche se è intervenuta una sentenza di separazione (consensuale o giudiziale) con l’altro coniuge. Ma ciò solo a patto che la separazione non sia avvenuta con

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addebito, ossia con imputazione di responsabilità a suo carico.

Invece, con il divorzio, l’ex coniuge perde ogni diritto sul patrimonio dell’ex.

Se il testamento non c’è o è nullo

Diverso è il discorso se il defunto non ha fatto testamento o il testamento è nullo. In tal caso, l’eredità viene divisa secondo le seguenti regole.

Se chi muore lascia
Quote del patrimonio spettanti a
Solo il coniuge, senza altri eredi (figli, ascendenti, fratelli e sorelle)Tutta l’eredità al coniuge
Il coniuge e un figlio½ al coniuge; ½ al figlio
Il coniuge e due o più figli1/3 al coniuge; 2/3 ai figli
Il coniuge ed ascendenti o fratelli e sorelle (senza figli)2/3 al coniuge; 1/3 ad ascendenti – fratelli e sorelle
Solo il figlio (senza coniuge)Tutta l’eredità al figlio
Solo ascendenti½ agli ascendenti in linea paterna; ½ agli ascendenti in linea materna
Solo fratelli e sorelleUna quota ciascuno in parti uguali; i fratelli e le sorelle unilaterali (padre o madre diversi) conseguono però metà della quota dei fratelli e sorelle germani (stessi genitori)
Solo ascendenti e fratelli o sorelle½ eredità ai genitori; ½ diviso tra fratelli e sorelle
Altri parentiSe il defunto muore senza lasciare ascendenti, discendenti, fratelli o sorelle o coniuge, la successione si devolve in favore dei parenti entro il sesto grado. A tal proposito va precisato che si applica la regola secondo la quale i legami più prossimi escludono quelli di grado più remoto
Coniuge separatoHa gli stessi diritti del coniuge non separato salvo abbia subito l’addebito

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