Perché la Russia guadagna di più con l’Ue

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Autore: Giordana Liliana Monti

18 agosto 2022

Appassionata di criminologia e mafie, si è specializzata in strategie di contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Dopo la laurea in Giurisprudenza conseguita all'Università degli Studi di Milano, diventa giornalista pubblicista lavorando come redattrice di articoli di cronaca locale, continuando a coltivare la propria passione per il diritto scrivendo periodicamente news giuridiche.

Nonostante le importazioni dalla Russia all’Occidente siano materialmente diminuite, sono aumentate in termini di ricavi di quasi il 79%.

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A distanza di mesi dall’inizio dell’efficacia dei vari pacchetti delle sanzioni imposte dall’Occidente alla Russia dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, l’Eurostat (L’Ufficio statistico dell’Unione europea) ha calcolato quanto l’Europa stia spendendo nel commercio russo, e i risultati non sono particolarmente rassicuranti, anzi. Di primo acchito verrebbe da mettere subito in discussione l’efficacia delle sanzioni: com’è possibile che, pur tagliando buona parte degli scambi commerciali con Mosca, questa stia guadagnando più di prima proprio grazie all’Ue? La risposta è semplice e ancora una volta sta nell’

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aumento dei prezzi di gas e petrolio che proprio il Cremlino impone.

Secondo i calcoli di Eurostat, le importazioni dell’Unione europea dalla Russia sono aumentate del 78,9% in termini di ricavi, nei primi sei mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, malgrado le sanzioni introdotte da Bruxelles dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina il 24 febbraio. Tale andamento si spiega con l’aumento dei prezzi di gas e petrolio. La Russia è stata in questo periodo il terzo Paese per importazioni all’Ue, dopo la Cina e gli Stati Uniti, con forniture pari a 120,4 miliardi di euro.

Le importazioni di petrolio sono aumentate, in termini di spesa, del 70 per cento, a 52 miliardi di euro, quelle di gas del 240 per cento, a 24 miliardi di euro, il carbone del 170 per cento a 4,9 miliardi di euro importati dall’Ue.

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Il volume totale di petrolio e carburanti è tuttavia diminuito di più della metà, vale a dire di 500 milioni di barili al giorno da febbraio, raggiungendo i 7,4 milioni di barili al giorno a luglio (fonte Kommersant). Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia, la produzione di greggio in Russia aumenterà il prossimo anno. Le sanzioni occidentali hanno un impatto limitato considerati gli acquirenti asiatici che hanno compensato aumentando gli acquisti.

Le esportazioni dell’Unione europea in Russia nei primi sei mesi dell’anno sono invece crollate del 30,4 per cento per assestarsi a 29,8 miliardi di euro nei primi sei mesi dell’anno, sempre secondo Eurostat (dall’inizio della guerra la Russia non pubblica più i dati dell’agenzia di statistica).

Secondo anticipazioni trapelate dal ministero dell’Economia a Mosca, ci si aspetta che i proventi delle esportazioni di prodotti energetici quest’anno aumenteranno di quasi 100 miliardi di dollari per raggiungere i 338 miliardi a fine anno, con un balzo di più di un terzo rispetto ai 244 miliardi dello scorso anno. Il prezzo del gas, secondo le proiezioni di Mosca, dovrebbe in media più che raddoppiare quest’anno a 730 dollari per mille metri cubi, prima di tornare a scendere gradualmente fino alla fine del 2025.

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