Matrimonio omosessuale all’estero: è valido in Italia?
Quali effetti giuridici sono previsti per due uomini o due donne che si sposano in un Paese dove sono consentite le nozze gay?
Spesso chi non riesce a fare qualcosa in Italia perché la legge non lo consente si reca in un Paese straniero in cui la normativa permetta di fare quello che da noi è vietato. Il problema (per lui) è che dopo si trova davanti a un bivio in cui non può fare marcia indietro: o resta a vivere in quello Stato oppure deve affrontare le conseguenze del suo gesto una volta tornato in patria. Può succedere, ad esempio, quando due persone dello stesso sesso vogliono sposarsi scavalcando il concetto dell’unione civile e contraendo un vero e proprio
La normativa consente ai cittadini italiani (o a un cittadino italiano e ad uno straniero) di costituire un’unione civile in un altro Stato seguendo una determinata procedura. Il relativo atto verrà trascritto nel nostro Paese nell’apposito registro. Diverso è il caso del matrimonio omosessuale, anche se bisogna tenere conto della cittadinanza degli sposi perché ci sono delle differenze. Vediamo.
Indice
Matrimonio omosessuale: cosa dice la legge?
La normativa italiana non consente a due persone dello
Ci sono, infatti, delle differenze tra unione civile e matrimonio piuttosto evidenti. L’unione civile:
- è «una specifica formazione sociale» composta da persone dello stesso sesso;
- non prevede le pubblicazioni, quindi nemmeno le opposizioni richieste per il matrimonio. Per costituire l’unione basta la dichiarazione all’ufficiale di stato civile alla presenza di due testimoni: non ci sono, quindi, le formule di rito che fanno parte del rito nuziale:
- non è consentita ai minorenni, a differenza del matrimonio, per il quale ci possono essere delle particolari concessioni riguardante l’età degli sposi;
- non prevede la possibilità di adottare dei figli o di ricorrere alla procreazione assistita e, pertanto, nemmeno gli assegni o i congedi di paternità o di maternità;
- non prevede l’obbligo di fedeltà;
- non prevede il periodo di separazione prima del divorzio e nemmeno la possibilità di chiedere lo scioglimento dell’unione per la mancata consumazione del rapporto.
Matrimonio omosessuale: dov’è consentito?
L’Italia è uno dei Paesi europei che non prevedono la possibilità di contrarre
- Austria;
- Belgio;
- Danimarca;
- Finlandia;
- Francia;
- Germania;
- Irlanda;
- Islanda;
- Lussemburgo;
- Malta;
- Norvegia;
- Olanda;
- Portogallo;
- Regno Unito;
- Slovenia;
- Spagna;
- Svezia;
- Svizzera.
Fuori dai confini europei, il matrimonio omosessuale è consentito in:
- Argentina;
- Australia;
- Brasile;
- Canada;
- Colombia;
- Costa Rica;
- Ecuador;
- parte del Messico;
- Nuova Zelanda;
- Stati Uniti;
- Sudafrica;
- Taiwan
- Uruguay.
Matrimonio omosessuale all’estero: quale validità in Italia?
Se due persone dello stesso sesso si recano o abitano in uno dei Paesi appena citati e contraggono matrimonio, cioè costituiscono un legame coniugale e non un’unione civile, il matrimonio omosessuale non ha validità come tale in Italia ma produce da noi gli effetti di un’unione civile.
Tuttavia, c’è una distinzione da fare:
- se i contraenti sono entrambi italiani, oppure uno di loro è italiano e l’altro è straniero, l’atto di matrimonio non può essere trascritto in Italia come tale ma si converte in unione civile e finisce nell’apposito registro, acquisendone gli effetti;
- se i contraenti sono entrambi stranieri, l’atto di matrimonio può essere trascritto come tale, anche se finisce nel registro delle unioni civili, e mantiene l’efficacia originaria.