Tutti i motivi del licenziamento

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Autore: Carlos Arija Garcia

30 agosto 2022

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

L’elenco dei comportamenti che portano al recesso dal rapporto di lavoro per giustificato motivo soggettivo o per giusta causa.

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Ci sono diverse circostanze che possono portare ad un recesso unilaterale dal rapporto di lavoro da parte del datore. Si possono raggruppare in due grandi aree: quelle legate alla crisi dell’azienda e, quindi, a ragioni economiche e quelle che hanno a che fare con un comportamento del dipendente. Nel primo caso, si parla di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Nell’altro, invece, subentrano il giustificato motivo soggettivo e la giusta causa. Se per il recesso motivato da questioni inerenti all’attività produttiva nulla può essere imputato al dipendente, nelle altre ipotesi bisogna valutare

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tutti i motivi del licenziamento, cioè quando la condotta del lavoratore può indurre l’azienda a ritenere che non ci sono le condizioni per proseguire il rapporto nemmeno a breve termine.

Vediamo di seguito tutti i motivi del licenziamento per giustificato motivo soggettivo e per giusta causa, distinguendo i comportamenti che rientrano nell’uno e nell’altra.

Cos’è il licenziamento per giustificato motivo soggettivo?

Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo

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è, a tutti gli effetti, un licenziamento disciplinare causato da una violazione dei doveri contrattuali da parte del dipendente. Il datore, in sostanza, ritiene sanzionabile in questo modo una condotta del lavoratore non così grave da essere considerata giusta causa di licenziamento ma, comunque, punibile con l’allontanamento del dipendente dall’azienda. Non è necessario, infatti, che il comportamento del lavoratore sia riconosciuto sanzionabile dal codice disciplinare aziendale: basta che il datore di lavoro lo consideri deleterio per sé stesso o per l’azienda (ecco perché si dice «soggettivo»), come nel caso in cui si ritenga che il dipendente non produce abbastanza secondo gli standard richiesti.
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Il lavoratore può contestare il licenziamento per giustificato motivo soggettivo rivolgendosi al Tribunale del lavoro.

Le ragioni del licenziamento per giustificato motivo soggettivo

Possono portare ad un licenziamento per giustificato motivo soggettivo i seguenti comportamenti del dipendente:

Cos’è il licenziamento per giusta causa?

Quando la condotta del dipendente è più grave rispetto ai casi appena elencati, il datore può essere legittimato ad intimare il

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licenziamento per giusta causa. Questo provvedimento scatta di fronte ad una situazione tale da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro nemmeno in modo temporaneo. Viene meno la fiducia del datore, insomma, ed è a quel punto che decide di interrompere immediatamente il rapporto.

Anche in questo caso, comunque, il dipendente ha la possibilità di contestare il licenziamento se non lo reputa legittimo.

I motivi del licenziamento per giusta causa

Possono motivare il licenziamento per giusta causa i seguenti comportamenti del dipendente:

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