Quando deve essere assunto lo stagista?

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Autore: Carlos Arija Garcia

31 agosto 2022

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

I casi in cui l’esperienza formativa si manifesta come un vero e proprio rapporto di lavoro e consente al tirocinante di pretendere un contratto.

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È una prassi consolidata in alcune aziende: anziché assumere del personale, si prende qualche stagista ad un costo decisamente più basso e, per il tempo che dura il tirocinio, lo si fa lavorare come se si trattasse di un dipendente; poi, quando conclude il periodo di formazione, lo si sostituisce con un altro stagista. Bene che vada, ogni tanto, se ne assume qualcuno particolarmente brillante a tempo determinato. Per il resto, si va avanti così. Sarà una prassi anche consolidata, appunto, ma non è certo molto edificante, anche perché il tirocinante, dopo aver portato avanti l’attività dell’azienda, si ritrova poi a doversi trovare un altro lavoro (se non, addirittura, un’altra esperienza simile). Stando così le cose,

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quando deve essere assunto lo stagista? E quando, viceversa, non può pretendere di essere «messo a libri», nonostante abbia avuto un’esperienza lunga diversi mesi presso lo stesso datore? Vediamo.

In che cosa consiste lo stage?

Lo stage, o tirocinio formativo, è un’esperienza di lavoro che interessa chi ha già assolto l’obbligo scolastico. Consiste in un inserimento temporaneo in un’azienda che, però, non configura un rapporto di lavoro.

Ci sono due tipologie di stage:

Il tirocinio non può essere utilizzato per:

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Allo stage può seguire un rapporto di lavoro subordinato a termine.

L’azienda è tenuta a riconoscere allo stagista un’indennità di partecipazione congrua, determinata dalle autorità competenti (Regioni e Province autonome). Di norma, quella congruità viene fissata in almeno 300 euro al mese, che devono essere pagati a chi completa almeno il 70% del tirocinio. Il mancato versamento di questa indennità comporta per l’azienda una sanzione amministrativa proporzionata all’illecito commesso.

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Quando dura uno stage?

Lo stage non può durare meno di due mesi, ad eccezione dei tirocini che si svolgono presso aziende che operano stagionalmente: in questi casi, la durata minima è di un mese.

Inoltre, gli stage promossi dai servizi per l’impiego e rivolti agli studenti durante il periodo estivo devono durare almeno 14 giorni.

La durata massima del tirocinio, comprensiva di proroghe e rinnovi, è di 12 mesi, ad eccezione dei tirocini per i disabili per i quali è fissata in 24 mesi.

Quando si deve assumere lo stagista?

Quando viene superata la durata massima appena citata del tirocinio, lo stagista ha diritto all’assunzione, poiché si è in presenza di una prestazione lavorativa che, se connotata dagli

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indici della subordinazione, comporta l’applicazione della maxisanzione. In sostanza, c’è l’obbligo di assunzione perché si sta facendo lavorare una persona in qualità di tirocinante quando, in realtà, non lo è più.

Lo stagista deve essere assunto anche quando sta svolgendo un «finto tirocinio», cioè sta facendo un’esperienza:

In questi casi, lo stagista può chiedere l’assunzione a tempo indeterminato.

Tuttavia, è fondamentale che la prestazione per la quale si chiede l’assunzione abbia gli indici della subordinazione, bisogna quindi riuscire a dimostrare di non svolgere o di non avere svolto un’esperienza finalizzata alla formazione ma un vero e proprio lavoro subordinato, continuativo e sistematico, magari anche con l’obbligo di rispettare dei turni [1].

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