Impugnazione cartella esattoriale: termini

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Autore: Angelo Greco

07 settembre 2022

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Entro quanto tempo fare ricorso contro una cartella di pagamento: termini e competenza.

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Per impugnare una cartella esattoriale bisogna rispettare i termini di decadenza previsti dalla legge: occorre quindi agire per tempo perché, una volta scaduti tali termini, la richiesta di pagamento da parte del Fisco diventa definitiva e quindi non più contestabile, anche in presenza di un vizio palese e conclamato. C’è un solo modo – come vedremo in seguito – in cui, anche dopo il decorso dei termini, è possibile fare ricorso: ciò succede quando la notifica non è avvenuta correttamente e il contribuente non ha potuto ricevere – non per propria colpa – l’atto in questione.

I termini di impugnazione della cartella esattoriale

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variano a seconda del contenuto della cartella stessa, ossia della pretesa avanzata dall’amministrazione finanziaria. Ragion per cui bisognerà leggere attentamente la pagina ove vengono indicati i tributi e/o le sanzioni riscosse.

Non solo: la natura dell’obbligazione tributaria determina una differente disciplina anche con riferimento alla cosiddetta competenza (ossia il tribunale a cui rivolgersi e chiedere l’annullamento dell’atto).

Ma procediamo con ordine e vediamo quali sono i termini di impugnazione della cartella esattoriale.

Impugnazione cartella esattoriale: termini

Come anticipato, a seconda del contenuto della cartella (ossia di quanto in essa richiesto), i

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termini di impugnazione variano nel seguente modo:

Come calcolare i termini di impugnazione della cartella esattoriale

Il termine di decadenza per impugnare la cartella inizia a decorrere dal giorno successivo a quando l’atto è stato consegnato al contribuente. Se l’ultimo giorno cade di domenica, la scadenza è posticipata al giorno successivo. Lo stesso vale per i giorni che sono festa nazionale (Natale, Pasqua, Capodanno, Ferragosto, ecc.).

Nel caso di irreperibilità per momentanea assenza del destinatario al momento dell’arrivo del postino (è la cosiddetta «irreperibilità relativa»), il termine decorre da quando il destinatario ritira l’atto presso l’ufficio postale o la casa comunale. Per evitare però che il contribuente posticipi tale adempimento per fruire di più tempo, si è stabilito che la notifica si considera comunque perfezionata non oltre

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dieci giorni dall’invio della raccomandata informativa (quella con cui si avvisa il destinatario dell’atto del tentativo di notifica).

Competenza per impugnazione delle cartelle esattoriali

Come anticipato, il contenuto della cartella determina una diversa competenza, ossia un diverso giudice a cui presentare l’impugnazione. In particolare:

Termine per impugnazione cartella se non c’è stata notifica

Può capitare che la cartella esattoriale sia il primo atto che riceva il contribuente perché quelli precedenti sono stati notificati in modo errato o all’indirizzo sbagliato (si pensi a un avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate o a una multa stradale mai consegnati). In tali ipotesi, il contribuente viene di solito a sapere della pretesa esattoriale nei propri riguardi attraverso la

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notifica della cartella. Egli dovrà quindi impugnare la cartella per difetto di notifica del cosiddetto “atto prodromico” o anche “atto presupposto”, quello cioè che sta a monte del procedimento amministrativo. I termini per il ricorso sono gli stessi che abbiamo menzionato sopra.

Diverso è il discorso in cui, pur notificato correttamente l’atto prodromico (l’avviso di accertamento, la multa, ecc.), la cartella non venga notificata correttamente. Il contribuente verrà a conoscenza del debito o attraverso una lettura dell’estratto di ruolo (che può essere richiesto, in ogni momento, presso l’ufficio dell’Esattore) oppure attraverso il successivo atto nei suoi confronti (ad esempio: una intimazione di pagamento, un preavviso di fermo o di ipoteca, un pignoramento). In tali casi, la legge stabilisce che l’estratto di ruolo non possa essere impugnato se non per le seguenti ragioni:

Ragion per cui, difettando uno di tali presupposti, l’unico modo per difendersi in caso di difetto di notifica della cartella è attendere il successivo atto di riscossione e impugnare quest’ultimo.

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