Conto corrente: cosa fa la differenza sui costi
Quali sono i fattori che fanno lievitare le spese legate al rapporto con la banca e come si possono tenere sotto controllo?
Chiunque abbia avuto bisogno di aprire un conto corrente e abbia confrontato le varie offerte sul mercato avrà capito che ci sono delle differenze a volte anche sostanziali sui costi. Una volta avviato il rapporto con la banca, avrà anche fatto una valutazione quando, alla fine dell’anno, si trova tra le mani quello che viene chiamato estratto conto e che, dal 2020, ha ufficialmente il nome di «Riepilogo delle spese». Poco cambia: quel documento ci dice quanto è stato pagato nell’arco dei 12 mesi per tenere depositati i soldi presso un istituto di credito. Sul
La Banca d’Italia svolge ogni anno un’indagine proprio su questo tema che offre degli spunti interessanti su cui riflettere per capire come avere un conto corrente più conveniente.
Indice
Perché c’è differenza sui costi dei conti correnti?
Non tutte le banche offrono le stesse prestazioni quando si attiva un conto corrente. O meglio, le offrono ma non sempre allo stesso prezzo.
- la disponibilità di carte di pagamento;
- la possibilità di collegare al conto la gestione di un portafoglio titoli;
- la ricezione delle comunicazioni, come l’estratto conto (anzi, il riepilogo delle spese) in forma cartacea.
Di solito, i costi di questi servizi rientrano tra le cosiddette «spese fisse», cioè quelle che vanno pagate anche se il conto non viene mai utilizzato e che in media rappresentano circa i due terzi del totale dei costi annui. Per rendere l’idea, secondo l’ultima indagine della Banca d’Italia, siamo sui 64 euro all’anno.
Come contenere il costo del conto corrente?
Una delle possibili soluzioni per tenere il più basso possibile il
Altro «trucco» per tenere sotto controllo i costi del conto corrente è quello di contenere il numero delle operazioni come prelievi, bonifici, ecc., che rientrano nelle spese variabili. Sempre secondo Bankitalia, si arriva a pagare fino a quasi 30 euro all’anno per queste voci.
A tal proposito, e al momento di aprire il conto, è fondamentale avere un’idea del numero di operazioni che mediamente verranno effettuate durante l’anno. È facile che al correntista venga offerta una soglia di operazioni comprese nel canone fisso e che debba pagare, ad un costo anche elevato, tutte quelle che fa oltre quel limite.
A monte, è efficace dal punto di vista dei costi scegliere il conto corrente online: la Banca d’Italia ha stimato che, mentre il costo medio di un rapporto bancario tradizionale è di quasi 90 euro, un conto aperto su Internet costa poco più di 21 euro.
Cosa fa la differenza? Ad esempio, il fatto che per i conti online sono più bassi sia i costi fissi sia quelli di molte operazioni. Attenzione, però: potrebbe capitare che se si avesse la necessità di completare un’operazione allo sportello, si dovrebbe pagare più di quanto si pagherebbe per la stessa operazione attraverso un conto corrente tradizionale.
È importante anche tenere d’occhio l’Indicatore dei Costi Complessivi
La settima proposta è quella del «conto a consumo», adatto a persone che effettuano poche operazioni. Per ogni profilo è stato stimato il tipo e il numero di operazioni effettuate nel corso dell’anno.
Per approfondire i costi dei conti correnti, puoi consultare la nostra guida Quanto costa un conto corrente?.