Pensioni: il nuovo limite al pignoramento

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Autore: Giordana Liliana Monti

13 settembre 2022

Appassionata di criminologia e mafie, si è specializzata in strategie di contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Dopo la laurea in Giurisprudenza conseguita all'Università degli Studi di Milano, diventa giornalista pubblicista lavorando come redattrice di articoli di cronaca locale, continuando a coltivare la propria passione per il diritto scrivendo periodicamente news giuridiche.

Importante novità per i pensionati italiani: grazie all’approvazione in Senato del decreto Aiuti Bis, le pensioni fino a 1.000 euro non potranno essere pignorate.

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Questo pomeriggio, il Senato ha approvato il decreto Aiuti Bis, istituito per aiutare famiglie e imprese a fronteggiare la crisi economica derivante dalla guerra (e dagli strascichi del Covid). Tra le importanti novità che sono state previste, ce n’è una che riguarda da vicino i pensionati: il Senato ha fissato a 1.000 euro il tetto delle pensioni impignorabili.

Il «minimo vitale», grazie a un emendamento segnalato come prioritario e approvato oggi, passa dall’importo pari a una volta e mezza a due volte il valore dell’assegno sociale stabilendo un minimo di mille euro sotto il quale non è possibile procedere con il

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pignoramento.

Nel concreto, l’emendamento va a modificare l’art. 545 del Codice di procedura civile che fino ad oggi al comma 7 stabiliva che «Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà. La parte eccedente tale ammontare è pignorabile nei limiti previsti» dalla stessa norma.

Con le modifiche introdotte, invece, il limite di impignorabilità dovrà essere pari «al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro».

Considerando che nel 2022 l’importo mensile dell’assegno sociale era di 468,28 euro, il minimo vitale era pari a 702,42 euro, ossia 468,28 euro moltiplicato 1,5. In seguito alle modifiche approvate oggi, invece, il minimo vitale sarà pari a 1.000 euro, considerato che il doppio dell’assegno sociale è inferiore al limite minimo, ossia 936,56 euro, pari a 468,28 euro moltiplicato per 2.

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