Quando è vietato avere il cane in condominio

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Autore: Carlos Arija Garcia

30 settembre 2022

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

La legge dice che non è possibile impedire di avere animali domestici in casa. Ma un certo tipo di regolamento condominiale può far valere il divieto.

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Finora si è sempre pensato che nessuno potesse vietare a un condomino di tenere un cane in casa. C’è una legge, infatti, che ritiene illegittimo il regolamento che impone questo limite. Detto così, però, il concetto è troppo generico: la possibilità di vietare di avere un animale nel proprio appartamento esiste ed è concreta. Tutto dipende dal regolamento in vigore. Può sembrare una sottigliezza ma ce ne sono di due tipi: quello contrattuale e quello assembleare. La differenza tra l’uno e l’altro ci porta a capire

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quando è vietato avere il cane in condominio. Solo uno di questi regolamenti, cioè quello contrattuale, può dimostrarsi più severo in questa materia. Vediamo perché.

Cani in condominio: cosa dice la legge?

Partiamo dal Codice civile, dove troviamo un articolo [1] che ci dice diverse cose importanti circa la detenzione di cani in casa. La prima: che quando in un edificio ci sono più di dieci condòmini, deve essere fatto un regolamento con norme sull’uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese. Questo regolamento deve essere

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approvato dall’assemblea con il voto della maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio. È il cosiddetto regolamento assembleare.

La seconda cosa importante che fa al caso nostro, contenuta nello stesso articolo del Codice civile, è piuttosto palese. Dice testualmente la norma: «Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici».

Questo principio, però, è riferito al regolamento assembleare che abbiamo appena citato. Significa, quindi, che è valido solo negli edifici il cui regolamento condominiale è stato approvato a maggioranza dall’assemblea. In tal caso, nessuno può vietare ad un condomino di avere con sé un cane, un gatto o un altro animale domestico nelle proprie aree di proprietà privata.

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Cani in condominio con regolamento contrattuale

Diverso il caso del condominio in cui vige un regolamento contrattuale, vale a dire quello che:

Il regolamento contrattuale non è interessato dalla norma secondo cui non è possibile vietare di avere un cane in condominio. Pertanto, è lecito il divieto contenuto in questo documento se così è stato previsto sin dall’origine e così è stato approvato all’unanimità dall’assemblea.

Ciò significa che se oggi una persona che ha un cane vuole comprare casa nel condominio il cui regolamento contrattuale vieta di detenere animali domestici, delle due una: o compra in un altro condominio dove i cani sono ammessi o lascia il cane a qualche persona di fiducia che lo possa tenere con sé. Sarà tenuto, infatti, ad accettare le norme già approvate da tutti.

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Va detto, comunque, che il regolamento contrattuale può subire delle modifiche ma sarà sempre necessario il voto all’unanimità e non a maggioranza. Vuol dire che se, in un edificio con dieci condòmini, nove di loro vogliono togliere il divieto di avere un cane e uno solo si oppone perché non sopporta di avere animali attorno o non vuole correre il rischio di sentirlo abbaiare giorno e notte, il regolamento non può essere modificato e il divieto resta in vigore.

E va detto pure che il regolamento contrattuale deve precisare in modo chiaro quali sono gli animali vietati in condominio. Per ipotesi, potrebbe stabilire che sono vietati solo i cani perché abbaiano, mentre è lecito avere un gatto.

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Cani in condominio: cosa dice la giurisprudenza?

I giudici hanno più volte confermato che il regolamento contrattuale può vietare di avere un cane in condominio. Lo ha fatto recentemente anche il tribunale di Lecce [2] che richiama, a sua volta, una sentenza della Cassazione [3] secondo cui ha natura contrattuale il regolamento contenente disposizioni in grado di incidere sui diritti dei condòmini o prescriva obblighi o divieti a loro carico.

I giudici pugliesi hanno fatto notare come il legislatore, nello stabilire che non è possibile impedire a un condomino di avere in casa un animale domestico, non ha considerato la differenza tra regolamento contrattuale e assembleare. Quest’ultimo non può sancire il divieto. Il primo, però, sì. E costringe ogni acquirente di un’unità immobiliare nel condominio interessato a dover fare a meno del cane o del gatto.

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