Rischio nucleare, i sospetti movimenti di Mosca

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Autore: Giordana Liliana Monti

04 ottobre 2022

Appassionata di criminologia e mafie, si è specializzata in strategie di contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Dopo la laurea in Giurisprudenza conseguita all'Università degli Studi di Milano, diventa giornalista pubblicista lavorando come redattrice di articoli di cronaca locale, continuando a coltivare la propria passione per il diritto scrivendo periodicamente news giuridiche.

Sembrerebbe che Mosca, per dimostrare la propria determinazione, abbia in programma di effettuare un test nucleare ai confini con l’Ucraina.

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È da quando è scoppiata la guerra in Ucraina che la Russia tenta di stringere il cappio attorno a Kiev e all’Occidente con la minaccia del nucleare. Anche nell’ultimo messaggio alla nazione, il presidente Vladimir Putin ci ha tenuto a precisare che non sta bluffando. E in questi ultimi giorni la situazione si sta evolvendo sotto gli occhi vigili del mondo, impegnato a trattenere il respiro scongiurando un attacco atomico, preso dalla preoccupazione di un’azzardata mossa di Putin.

Mentre la Russia perde terreno in Ucraina e manda allo stesso tempo segnali di una possibile escalation nucleare, il

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Times scrive che il presidente russo Vladimir Putin intende dimostrare la sua determinazione ad usare armi di distruzione di massa effettuando un test nucleare al confine con l’Ucraina. Le ipotesi sono diverse: un test nucleare ai confini dell’Ucraina? Un’arma nucleare nel mar Nero? Un test per il siluro nucleare Poseidon?

Secondo il giornale si ritiene che la Nato abbia già avvertito i suoi Paesi membri.

Il quotidiano riferisce che i timori di una escalation sono cresciuti ieri con le notizie di un treno gestito dalla divisione nucleare russa diretto verso l’Ucraina. Konrad Muzyka, un analista polacco della difesa, dice che il treno è stato avvistato nel centro della Russia ed è collegato al 12esimo direttorato del ministero della Difesa russo «responsabile per le munizioni nucleari, il loro stoccaggio, trasporto e consegna alle unità».

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Un’alta fonte di difesa citata dal Times ritiene tuttavia che una più probabile dimostrazione della prontezza di Putin all’uso di armi nucleari potrebbe avvenire nel mar Nero. E, secondo le fonti, non è impossibile che Putin possa lanciare armi nucleari tattiche in Ucraina. Anche se si tratta di un’ipotesi rischiosa, con la possibilità di colpire per errore una città russa vicino al confine, come Belgorod.

Il giornale britannico cita anche quanto scritto da “la Repubblica” sull’informativa Nato sui movimenti verso l’Artico del sottomarino russo K-329 Belgorod, che potrebbe testare il super siluro nucleare Poseidon, noto come «l’arma dell’Apocalisse».

Secondo il professor Andrew Futter, esperto di armi nucleari dell’università di Leicester, citato dal Times, sia i movimenti del sottomarino che quelli del treno potrebbero essere un avvertimento all’Occidente perché si tenga fuori dal conflitto. Per James Rogers, capo delle ricerche al Council on Geostrategy, non si può invece escludere un attacco nucleare sull’avanzata ucraina per quanto possa apparire improbabile.

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«Data la qualità del processo decisionale in questo momento al Cremlino, nulla deve essere escluso. I russi sono alla disperazione, ma sarebbe una escalation drammatica che paesi come l’India e anche la Cina condannerebbero sicuramente», ha detto Rogers al Times. Al momento, non è chiaro come risponderebbe l’Occidente. Rogers ipotizza un massiccio cyberattacco, lo strangolamento economico e un maggior sostegno all’Ucraino e le sue forze armate. Futton avverte che una risposta occidentale potrebbe essere come aprire «il vaso di Pandora»: «se l’occidente risponderà con armi nucleari non sappiamo veramente cosa potrebbe succedere dopo».

«Putin, se dovesse avvertire di essere spalle al muro, potrebbe diventare piuttosto pericoloso e incauto» ha affermato il direttore della Cia, Bill Burns, in un’intervista rilasciata alla Cbs.

Putin deve «essere preoccupato, non solo per ciò che sta accadendo sul campo di battaglia in Ucraina, ma per ciò che sta accadendo a casa sua e a livello internazionale», ha detto Burns.

Nonostante la promessa della Cina a febbraio di «amicizia senza limiti», Pechino finora non ha offerto il supporto militare richiesto da Putin e «ha controllato il suo entusiasmo per la condotta della guerra da parte della Russia», ha aggiunto il direttore della Cia, secondo cui il Cremlino ora ha meno opzioni e ciò rende il presidente potenzialmente più pericoloso.

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