Tirare uno schiaffo a una persona col casco è reato?

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Autore: Redazione

17 ottobre 2022

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Ciò che conta, nel reato di percosse, è l’idoneità dell’azione a realizzare una sensazione di dolore purché non simbolico.

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Colpire una persona al volto benché questa abbia indosso un casco integrale da moto, di quelli cioè che coprono interamente la faccia sino al collo, può considerarsi un reato? Strano a dirsi ma secondo la Cassazione sì [1]. Certo, non sarà considerato un reato particolarmente grave, forse uno di quelli che si farebbe bene a depenalizzare, ma di fatto tale comportamento è ancora un illecito penale. In particolare, si parla del reato di percosse. Partiamo proprio dalla spiegazione di tale reato per poi comprendere il percorso logico tracciato dalla Suprema Corte.

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Reato di percosse: in cosa consiste?

In particolare, l’articolo 581 del Codice penale punisce chi percuote un’altra persona, sempre che da ciò non derivino ferite o altri danni (nel qual caso scatterebbe il più grave reato di lesioni). La pena è nientemeno che la reclusione fino a sei mesi o la multa fino a euro 309.

Nel reato di percosse, quindi, non devono esserci conseguenze fisiche (i cosiddetti “strascichi”) se non il semplice dolore.

Nel reato di percosse rientrano anche gli schiaffi, la tirata di capelli, il calcio nelle parti basse, lo strattone per un braccio, lo spintone verso un muro in modo da procurare lievi contusioni. Sono tutti comportamenti caratterizzati da energia fisica esercitata con

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violenza e direttamente sulla persona.

Quando non c’è reato di percosse?

Se l’azione violenta fosse solo simbolica, rivolta cioè a procurare una sofferenza non già fisica, bensì morale e disprezzo, si ricade nell’ingiuria. L’ingiuria – come noto – non è più reato dal 2016 e costituisce solo un illecito civile a fronte del quale è possibile chiedere solo un risarcimento del danno.

Colpire una persona che indossa un casco rientra nel reato di percosse

Ebbene, secondo la Cassazione, si può condannare per il reato di percosse l’automobilista che, in occasione di un diverbio, colpisce con la mano il casco integrale indossato da un motociclista. Il gesto è violento e può procurare dolore alla vittima, seppur protetta dalle conseguenze ben peggiori che l’azione avrebbe potuto comportare se diretta sulla pelle.

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Insomma, la presenza del casco è, secondo i giudici supremi, un mero dettaglio che non può far venire meno il reato di percosse: reato configurabile – precisa la pronuncia in commento -, anche a fronte della «idoneità di una condotta di violenta manomissione dell’altrui persona fisica a produrre un’apprezzabile sensazione dolorifica», mentre «non è necessario che si verifichi tale sensazione di dolore». Come dire: ciò che conta è la potenzialità dell’azione a far male.

Per il reato di percosse – afferma la Cassazione – è innanzitutto necessario che vi sia un contatto fisico tra l’aggressore e la vittima. Vi deve essere poi un’energia fisica esercitata con violenza – anche se mediata da un’altra cosa come il casco integrale del motociclista.

Dunque, non conta che la persona offesa si giovi di protezioni, quando esse non facciano però venire meno l’idoneità della condotta violenta a produrre un’apprezzabile sensazione di dolore, vale a dire non siano tali da rendere la manifestazione di violenza di entità inavvertibile e simbolica.

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