Quali sono i pericoli per i minori sul web

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Autore: Giordana Liliana Monti

17 novembre 2022

Appassionata di criminologia e mafie, si è specializzata in strategie di contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Dopo la laurea in Giurisprudenza conseguita all'Università degli Studi di Milano, diventa giornalista pubblicista lavorando come redattrice di articoli di cronaca locale, continuando a coltivare la propria passione per il diritto scrivendo periodicamente news giuridiche.

Lasciare libertà di azione online a un minorenne può portare con sé gravi conseguenze causate dai pericoli che, soprattutto i più giovani, corrono online.

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È spesso difficile riuscire a vedere apertamente le insidie che il Web porta con sé. Se da un lato per gli adulti, che qualche esperienza e conoscenza in più dovrebbero averla, la capacità di riconoscere i pericoli online è più spiccata (non per tutti, basti guardare quante volte vengono condivise le fake news), i più giovani spesso non hanno gli strumenti per accorgersi di avere dinanzi una minaccia.

Dalle «social challenge» agli spazi web dedicati all’anoressia e bulimia, sono molteplici e sempre di più i pericoli che si nascondono nel web

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, secondo quanto riporta il Rapporto sui minorenni vittime di abuso realizzato dal Servizio Analisi Criminale del Dipartimento della Pubblica sicurezza – Direzione Centrale della Polizia criminale.

Le «social challenge» sono sfide che si diffondono tra i giovani attraverso la viralizzazione di video nei quali i ragazzi si sfidano a compiere azioni più o meno pericolose, allo scopo di crescere in popolarità sul web. Un attento monitoraggio della rete sui circuiti più tipicamente diffusi tra i giovani consente di intercettare i trend più popolari tra i ragazzi. Una valutazione psico-criminologica di questi trend, svolta attraverso il supporto dell’Unità di Analisi dei Crimini Informatici, consente di valutare caso per caso se sia utile e/o urgente diramare alert che sollecitino l’attenzione dei ragazzi e degli adulti rispetto alla diffusione online di

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sfide tra ragazzi.

Tra tutti nel rapporto si ricorda la skull breaker challenge, per la quale due ragazzi affiancano un terzo e, mentre questo salta, gli altri fanno uno sgambetto che determina la caduta violenta del malcapitato; la catena di messaggistica di Johnathan Galindo, che ha spaventato bambini e ragazzi inducendoli a partecipare ad alcune sfide, attraverso l’invio di messaggi privati e link (i contatti con nome Jonathan Galindo potevano richiedere di compiere vari tipi di azioni, come il procurarsi dei tagli sul corpo con la forma di lettere o numeri simbolici); lo Squid Game, serie televisiva che ha spopolato fra i bambini nonostante fosse destinato ad un pubblico adulto, inducendo ad alcuni episodi di violenza imitativa; il videogioco di

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Huggy Wuggy che, diffusosi anch’esso fra bambini in età scolare nonostante fosse un Pegi+12, ha determinato allarme tra i genitori e fobie tra i più piccoli, fino ad arrivare al recente aggravamento del fenomeno delle sextortion in danno di minori, approcciati sui social network e indotti a pagare denaro per evitare che vengano diffuse immagini sessuali autoprodotte.

Anche i disturbi alimentari trovano in rete un luogo per essere rappresentati. Sono essenzialmente riconducibili a due tipologie: da una parte sono presenti blog personali, spesso ospitati su piattaforme internazionali di cessione gratuita di spazi web, nei quali si dichiara, talvolta con fierezza, la propria condizione di anoressia, attraverso diari alimentari, racconti di episodi (esperienze) personali, citazioni pseudo-scientifiche, a supporto del proprio stile alimentare per una ricerca di legittimazione globale attraverso la rete; dall’altra, i gruppi di messaggistica istantanea sui quali è avvenuto uno spostamento massiccio di ragazzi e ragazze con disturbi alimentari, rileva il Rapporto della Polizia criminale.

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Il report rileva anche come i gruppi di messaggistica istantanea sono costruiti, in generale, secondo una logica di sollecitazione alla partecipazione dei singoli membri: nei gruppi pro-ana (pro-anoressia) e pro-mia (pro bulimia) il costante, continuo, ripetuto invio di messaggi diventa ossessivo e talvolta prodromico al rafforzamento di un senso di appartenenza e identità purtroppo patologica – si sottolinea nel Rapporto -. Nei gruppi, l’identificazione dei minori partecipanti è resa possibile attraverso accertamenti di polizia che consentono di risalire agli utilizzatori reali delle utenze. L’identificazione è determinante per poter udire i ragazzi e avviare la complessa opera di ricostruzione dei ruoli ricoperti nel gruppo.

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Il rapporto analizza, per il biennio 2020-2021 e per i periodi gennaio-giugno 2021/2022, i delitti commessi relativi alle fattispecie delittuose abbandono di persone minori o incapaci, abuso dei mezzi di correzione o di disciplina, adescamento di minorenni, atti sessuali con minorenne, maltrattamenti contro familiari e conviventi, pornografia minorile, sottrazione di persone incapaci, violazione degli obblighi di assistenza familiare, violenza sessuale.

Nel 2021, il numero complessivo dei reati commessi è aumentato del 5% rispetto all’annualità precedente, che è stata, tuttavia, caratterizzata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19: si passa infatti dai 36.498 delitti del 2020 ai 38.188 del 2021. Nel confronto dei periodi parziali si rileva, invece, una diminuzione del 10%, in quanto da 19.431 delitti commessi nel semestre 2021 si passa ai 17.475 di quelli dell’analogo periodo del 2022.

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Nel 2021, aumentano quasi tutti i reati presi in esame, mentre subiscono un decremento solo quelli di adescamento di minorenni, sottrazione di persone incapaci e violazione degli obblighi di assistenza familiare. Diverso il trend registrato da gennaio a giugno 2022. Si rileva, infatti, una sensibile diminuzione di tutti i reati in esame, tranne che per le fattispecie di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina, violenza sessuale e violenza sessuale aggravata perché commessa presso istituti di istruzione, che fanno registrare un aumento. In particolare, l’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina ha visto tra il primo semestre 2021 e lo stesso periodo del 2022 un aumento del 3%, la violenza sessuale un aumento del 19% e la violenza sessuale aggravata perché commessa presso istituti di istruzione del 54%.

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