Tributi locali: cos’è il canone unico patrimoniale

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Autore: Carlos Arija Garcia

27 luglio 2023

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

Perché cosa si paga il Cup a Comuni o Province e come vengono calcolate le tariffe. Quali sono le esenzioni.

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Quello dei tributi locali era il regno delle sigle: Tosap, Cosap, Icp, Dpa, Cimp ed altre ancora. Finché qualcuno ha deciso di raggrupparle in una sola: il Cup, che nulla ha a che fare in questo caso con il Centro unico prenotazioni del Servizio sanitario nazionale. Cup, in questo caso, sta per canone unico patrimoniale. Tre parole di cui due particolarmente odiate dai contribuenti, cioè «canone» e «patrimoniale». Di che si tratta? Nell’ambito dei tributi locali, cos’è il canone unico patrimoniale?

Stiamo parlando di una tassa dovuta a Comuni, Province o Città metropolitane, a seconda del contesto in cui ci si trova, dovuta per la concessione e l’autorizzazione ad occupare uno spazio pubblico o ad esporre un cartellone pubblicitario. In pratica, «unico» perché contiene tutte quelle altre sigle elencate prima, cioè le vecchie Cosap, Tosap, Dpa, ecc. Ecco quando è dovuto.

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Cup: quando bisogna pagarlo?

Il Cup, o canone unico patrimoniale, esiste in Italia dal 2021, quando è stato deciso di raccogliere in una sola sigla tutti i tributi locali che avevano a che fare con l’occupazione di spazi pubblici o l’esposizione pubblicitaria. Si pensi a chi mette dei cartelli sul bordo della strada per segnalare l’esistenza della propria azienda e dare delle indicazioni su come arrivarci o a chi chiede (e paga) il permesso per mettere dei tavolini del proprio bar o ristorante su un pezzo di marciapiede.

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Nel dettaglio, il canone è dovuto per:

Nonostante il presupposto sia duplice, è esclusa la possibilità di una doppia imposizione: l’applicazione del Cup dovuto in ragione della diffusione dei messaggi pubblicitari esclude l’applicazione del Cup dovuto per le occupazioni. In altre parole: o si paga l’una o si paga l’altra ma mai entrambe insieme.

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Per la pubblicità effettuata all’esterno di veicoli adibiti a uso pubblico o privato, il Cup è dovuto al Comune che ha rilasciato la licenza di esercizio e al Comune in cui il proprietario del veicolo ha la residenza o la sede.

Come si calcola il canone unico patrimoniale?

Se l‘oggetto della richiesta di autorizzazione è l’occupazione di suolo pubblico, il canone unico patrimoniale viene calcolato in base a:

Se, invece, si tratta di un Cup relativo alla pubblicità, il canone viene determinato in base alla superficie espositiva in metri quadrati del mezzo pubblicitario. Sono escluse le superfici inferiori a 300 cm².

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Come si può facilmente intuire, le tariffe possono variare a seconda del Comune, ed in particolare del numero di abitanti. Possono essere stabilite su base giornaliera oppure annua o anche pluriennale. Quelle standard possono essere riassunte in questo modo:

Per le occupazioni del sottosuolo la tariffa annua è ridotta a 1/4. Per le occupazioni del sottosuolo con serbatoi, la tariffa annua si applica fino a una capacità non superiore a 3.000 litri; per serbatoi con maggiore capacità la tariffa è aumentata di 1/4 per ogni 1.000 litri o frazione di 1.000 litri.

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Cup: le occupazioni permanenti con cavi e condutture

Anche gli operatori di telecomunicazioni o i fornitori di acqua, luce e gas sono interessati dal canone unico patrimoniale, poiché c’è un’occupazione permanente del territorio con cavi e condutture. In questi casi, il Cup è dovuto dal titolare dell’atto di concessione dell’occupazione del suolo pubblico e dai soggetti che occupano il suolo pubblico, anche in via mediata, sulla base del numero delle rispettive utenze moltiplicate per la tariffa forfetaria sopra indicata.

Ciò vuol dire che:

Il numero complessivo delle utenze è quello risultante al 31 dicembre dell’anno precedente ed è comunicato al Comune competente per territorio con autodichiarazione da inviare, mediante posta elettronica certificata entro il 30 aprile di ciascun anno. Lo stesso termine deve essere rispettato per il versamento del canone.

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Gli operatori che forniscono i servizi di pubblica utilità di reti e infrastrutture di comunicazione elettronica mediante antenne sono soggetti a un canone di 800 per ogni impianto insistente sul territorio di ciascun ente.

I relativi importi sono rivalutati annualmente in base all’indice Istat dei prezzi al consumo rilevati al 31 dicembre dell’anno precedente. Il versamento del canone è effettuato sempre entro il 30 aprile di ciascun anno in unica soluzione.

Canone unico patrimoniale: ci sono delle esenzioni?

In alcuni casi, il canone unico patrimoniale non è dovuto. Per quanto riguarda le occupazioni, il Cup è escluso per quelle:

Invece, per l’esposizione di pubblicità sono

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esenti dal pagamento del canone unico patrimoniale i messaggi:

Sono altresì esenti:

È, inoltre, possibile prevedere delle riduzioni del Cup per occupazioni e diffusioni di messaggi pubblicitari:

Il Cup deve essere pagato direttamente agli enti, contestualmente al rilascio della concessione o dell’autorizzazione all’occupazione o alla diffusione dei messaggi pubblicitari, mediante la piattaforma PagoPa.

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