«Guru finanziari» nei guai: quando i social ingannano

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Autore: Giordana Liliana Monti

15 dicembre 2022

Appassionata di criminologia e mafie, si è specializzata in strategie di contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Dopo la laurea in Giurisprudenza conseguita all'Università degli Studi di Milano, diventa giornalista pubblicista lavorando come redattrice di articoli di cronaca locale, continuando a coltivare la propria passione per il diritto scrivendo periodicamente news giuridiche.

Otto influencer finanziari sono stati accusati di frode: ecco, secondo gli investigatori, come avrebbero mentito a milioni di iscritti per poterci guadagnare.

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Non è tutto oro quello che luccica, specialmente sui social, dove tutto sembra facile e perfetto. Da qualche tempo si è ormai diffusa, quasi a macchia d’olio, l’usanza di qualche «influencer finanziario» o sedicente tale di dare consigli non richiesti su come fare facilmente e velocemente soldi. Tanti, tanti soldi. Tanti da diventare milionario, trasformando così questi «guru» in moderni (o truffaldini) geni nella lampada.

Sfoggiando stili di vita lussuosi, pieni di sfarzo, auto costose, brillanti e orologi, mostrano con orgoglio le loro vite degne di un nababbo, invitando chi li osserva a seguire i loro consigli per riuscire a raggiungere quei livelli di lusso in brevissimo tempo. Si tratta di attività svolte da

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personalità spesso controverse, che frequentemente non hanno alcuna competenza in materia finanziaria ma che, nonostante ciò, propinano consigli (anche a pagamento) su investimenti imperdibili e azioni finanziarie mirate.

Pratiche che spesso altro non sono che tentativi di truffa, come ha messo in evidenza una recente inchiesta che ha visto otto influencer accusati di frode dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. L’accusa nei loro confronti è quella di aver commesso una truffa finanziaria da oltre cento milioni di dollari.

L’attività truffaldina, secondo le indagini, veniva realizzata proprio grazie all’aiuto di social, configurandosi come un pump-and-dump scheme,

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ossia come una specifica forma di frode che comporta l’aumento artificiale del prezzo di un’azione posseduta (in questo caso dall’influencer) attraverso dichiarazioni positive false e menzognere, aventi lo scopo di vendere l’azione acquistata un prezzo più alto.

Nello specifico, gli otto indagati avrebbero volutamente gonfiato il prezzo di alcuni titoli acquistati da loro in precedenza, pubblicizzandoli sulle piattaforme sulle quali erano maggiormente seguiti (oltre un milione e mezzo di iscritti ciascuno), ossia Discord e Twitter, e dando informazioni false con lo scopo di renderli più appetibili rispetto a quanto o sarebbero stati per il loro reale valore. Una volta fatto salire il prezzo, gli influencer avrebbero venduto i titoli guadagnandoci enormemente grazie all’attività svolta.

Un meccanismo che, secondo gli investigatori, sarebbe stato attuato da gennaio 2020 fino ad aprile 2022, a causa del quale potrebbero essere condannati a una pena che potrebbe arrivare fino a 25 anni di detenzione in carcere per ciascuno degli indagati.

Il mondo di Internet ha da tempo gli occhi puntati su questo genere di attività potenzialmente truffaldine. Su Twitter, esiste un account chiamato Guru Leaks che si impegna a raccogliere e pubblicare tutte le segnalazioni provenienti dagli utenti di frodi o potenziali tali, e già da tempo gli otto influencer erano finiti nel mirino del passaparola di allerte.

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