Tampone anticovid: per chi è stato reintrodotto
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, questo pomeriggio ha disposto l’obbligatorietà di effettuare tamponi antigenici Covid-19 a chi arriva dalla Cina.
A distanza di tre anni da quando si è iniziato a parlare di Coronavirus, in Cina la situazione dopo l’abbandono delle politiche zero Covid sembra degenerare inesorabilmente, tanto da richiedere un intervento degli altri Paesi, che corrono ai ripari per non veder tornare il virus come lo abbiamo conosciuto nel 2020.
Proprio per evitare che i contagi aumentino, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, oggi pomeriggio con un’ordinanza ha disposto tamponi antigenici Covid-19 obbligatori, e relativo sequenziamento del virus, per tutti i
Il Ministro, fin da subito, ha seguito con la massima attenzione gli sviluppi della nuova ondata Covid-19 in Cina – spiega una nota diffusa dal Ministero-. «Da venerdì scorso si è confrontato con la Cabina di regia dell’Istituto superiore di sanità (Iss) per il monitoraggio sull’andamento dei contagi Covid-19». Da sabato 24 dicembre a oggi, il ministro «ha seguito con attenzione l’esito dell’esecuzione dei tamponi sui passeggeri in arrivo a Malpensa provenienti dalla Cina e ha raccomandato il sequenziamento di tutte le varianti che possono emergere dai tamponi». Il ministro, inoltre, «è in contatto da giorni anche con le autorità competenti degli altri Stati Ue per definire strategie condivise», conclude la nota.
Il governo cinese ha assicurato oggi che la situazione epidemiologica relativa alla Covid-19 nel Paese è «sotto controllo», malgrado il rimbalzo dei casi rilevati nelle ultime settimane dopo l’allentamento delle restrizioni, nonostante ci sia diffidenza a crederci. «In questo momento l’evoluzione della situazione epidemiologica in Cina è come prevista ed è sotto controllo», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, spiegando che «Pechino è stata la prima a superare il picco dell’epidemia e la produzione e la vita stanno gradualmente tornando alla normalità». Circa 248 milioni di persone in Cina, il 18% della popolazione, sono risultate positive al coronavirus nelle prime tre settimane di dicembre.
«Tutti i Paesi del mondo attraversano un periodo di adattamento quando adeguano le loro politiche di prevenzione dell’epidemia e il caso della Cina non è diverso», ha affermato, sottolineando che le autorità stanno lavorando per contenere la situazione in tutto il Paese. Wang ha lamentato che «alcuni media occidentali hanno deliberatamente esagerato o addirittura distorto l’adeguamento nella politica cinese di prevenzione e controllo dell’epidemia, evitando di parlare del prezzo elevato che il Paese ha pagato per la prevenzione di fronte alla pandemia», secondo il cinese portale Sina.