Come registrare online un contratto di comodato

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Autore: Paolo Remer

10 agosto 2023

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

Gli step della procedura telematica messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per registrare i contratti di comodato con il modello Rap: i dati da inserire e i documenti da allegare.

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Con una piccola rivoluzione partita in sordina alla fine del 2022, è diventato possibile registrare online un contratto di comodato. Quindi non c’è più bisogno di recarsi allo sportello, o di rivolgersi a commercialisti e Caf. Si può fare tutto da soli, se si preferisce. Questa registrazione online del contratto di comodato si affianca alle soluzioni già esistenti e non le sostituisce. In altre parole, per questo tipo di contratti la registrazione telematica non è obbligatoria.

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L’Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo modello Rap – Registrazione atti privati – che prende il posto del modello 69 e gradualmente verrà introdotto anche per altri tipi di contratti, come i preliminari di compravendita immobiliare e le locazioni. L’intenzione è quella di creare un sistema generalizzato per le registrazioni telematiche di tutti i tipi di atti. Intanto si è partiti proprio con il comodato. In questa breve guida ti esponiamo tutti i passaggi da seguire per ottenere la registrazione online del contratto di comodato sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Contratto di comodato: cos’è

Ai sensi dell’

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art. 1803 del Codice civile, il comodato è il contratto con cui una parte – detta comodante – consegna all’altra – il comodatario – un bene mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, e con l’obbligo di restituirlo al termine. L’ipotesi più diffusa è quella del comodato di appartamenti, o altri tipi di case, a parenti e amici.

La norma stabilisce che «il comodato è essenzialmente gratuito»: è proprio la gratuità l’elemento che distingue il contratto di comodato da altre figure a titolo oneroso, come la locazione e l’affitto, che prevedono il pagamento di un canone.

Comodato: obblighi e restituzione del bene

Il comodatario è un detentore di un bene di proprietà altrui, e come tale deve conservare e custodire il bene con diligenza e secondo l’uso convenuto (ad esempio, non può subaffittare la casa ad altri).

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Alla scadenza, il comodatario deve restituire le cose al proprietario, come dispone l’art. 1809 del Codice civile che fa salvo il caso della restituzione immediata «se sopravviene un urgente e impreveduto bisogno al comodante». Solo in presenza di determinati requisiti è possibile usucapire un immobile concesso in comodato e dunque acquisirne la proprietà.

Se muore una delle parti il comodato si risolve, essendo basato sulla fiducia tra i contraenti originari, e quindi il rapporto non passa agli eredi, salvi casi particolari.

Registrazione contratto di comodato: a cosa serve

La registrazione di un contratto di comodato (e, più in generale, di qualsiasi altro atto stipulato tra privati) assume «qualità di fatto» ai sensi dell’

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articolo 2704, comma 1, Codice civile: grazie alla registrazione si può validamente provare, nei confronti dei terzi, che il contratto è stipulato in una data certa. Questo requisito serve a dirimere i conflitti con chi potrebbe rivendicare il possesso del bene concesso in comodato.

Infatti la data di ogni scrittura privata non autenticata da un pubblico ufficiale «non è certa e computabile riguardo ai terzi se non dal giorno in cui la scrittura è stata registrata o dal giorno della morte o della sopravvenuta impossibilità fisica di colui o di uno di coloro che l’hanno sottoscritta o dal giorno in cui il contenuto della scrittura è riprodotto in atti pubblici o, infine, dal giorno in cui si verifica un altro fatto che stabilisca in modo egualmente certo l’anteriorità della formazione del documento».

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La registrazione del contratto di comodato è necessaria per fruire della riduzione IMU del 50% in favore dei genitori che concedono un’immobile (purché non di lusso) ai figli, i quali lo utilizzano come propria abitazione principale.

Contratto di comodato: quando va registrato?

Il contratto di comodato è soggetto a registrazione presso l’Agenzia delle Entrate se è stato redatto in forma scritta. Se è stato stipulato in forma verbale, va registrato solo se il suo contenuto è riportato o enunciato in un altro atto che deve essere sottoposto a registrazione obbligatoria (come le compravendite immobiliari o le donazioni di beni immobili).

Il comodato di un bene immobile va registrato entro

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20 giorni dalla data dell’atto, se stipulato in forma scritta; altrimenti – cioè se il contratto è verbale – la registrazione segue i termini previsti per il diverso atto in cui il comodato viene enunciato e riportato (ad esempio, 30 giorni per gli atti di compravendite immobiliari che richiamano la presenza di un comodato sul bene).

La registrazione dei contratti di comodato è soggetta all’imposta di registro pari a 200 euro. È un’imposta dovuta in misura fissa, senza tenere conto del valore del contratto o del bene (come accade, invece, per le locazioni, che pagano l’imposta con una percentuale dell’1% o del 2% sul canone annuo, e un minimo di 67 euro). Inoltre per i contratti di comodato in forma scritta è dovuta l’

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imposta di bollo di 16 euro ogni quattro facciate o ogni 100 righe.

Contratto di comodato: come si registra online

La registrazione di un contratto di comodato può essere fatta in modalità tradizionale, con il modello 69, presso un qualsiasi Ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate (quindi non necessariamente presso quello del luogo di ubicazione dell’immobile o del proprio domicilio fiscale), oppure utilizzando i servizi telematici disponibili sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate e compilando online il modello Rap – Registrazione atti privati – in vigore dal 20 dicembre 2022.

Per la registrazione online del contratto di comodato bisogna accedere all’area privata del sito dell’Agenzia delle Entrate autenticandosi con le consuete credenziali (Spid – Sistema pubblico di identità digitale Cie – Carta di identità elettronica, o Cns – Carta nazionale dei servizi, come la tessera sanitaria munita di microchip).

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Compilazione modello Rap: i dati da inserire

Ottenuto l’accesso all’area riservata, si compila online il modello Rap inserendo le informazioni richieste dalla procedura automatizzata, che sono le seguenti:

Dopo aver inserito i suddetti dati, il sistema calcola automaticamente le imposte di registro e di bollo, che possono essere versate con PagoPa e anche tramite addebito sul conto corrente del dichiarante.

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