Come registrare online un contratto di comodato
Gli step della procedura telematica messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per registrare i contratti di comodato con il modello Rap: i dati da inserire e i documenti da allegare.
Con una piccola rivoluzione partita in sordina alla fine del 2022, è diventato possibile registrare online un contratto di comodato. Quindi non c’è più bisogno di recarsi allo sportello, o di rivolgersi a commercialisti e Caf. Si può fare tutto da soli, se si preferisce. Questa registrazione online del contratto di comodato si affianca alle soluzioni già esistenti e non le sostituisce. In altre parole, per questo tipo di contratti la registrazione telematica non è obbligatoria.
L’Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo modello Rap – Registrazione atti privati – che prende il posto del modello 69 e gradualmente verrà introdotto anche per altri tipi di contratti, come i preliminari di compravendita immobiliare e le locazioni. L’intenzione è quella di creare un sistema generalizzato per le registrazioni telematiche di tutti i tipi di atti. Intanto si è partiti proprio con il comodato. In questa breve guida ti esponiamo tutti i passaggi da seguire per ottenere la registrazione online del contratto di comodato sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Indice
Contratto di comodato: cos’è
Ai sensi dell’
La norma stabilisce che «il comodato è essenzialmente gratuito»: è proprio la gratuità l’elemento che distingue il contratto di comodato da altre figure a titolo oneroso, come la locazione e l’affitto, che prevedono il pagamento di un canone.
Comodato: obblighi e restituzione del bene
Il comodatario è un detentore di un bene di proprietà altrui, e come tale deve conservare e custodire il bene con diligenza e secondo l’uso convenuto (ad esempio, non può subaffittare la casa ad altri).
Alla scadenza, il comodatario deve restituire le cose al proprietario, come dispone l’art. 1809 del Codice civile che fa salvo il caso della restituzione immediata «se sopravviene un urgente e impreveduto bisogno al comodante». Solo in presenza di determinati requisiti è possibile usucapire un immobile concesso in comodato e dunque acquisirne la proprietà.
Se muore una delle parti il comodato si risolve, essendo basato sulla fiducia tra i contraenti originari, e quindi il rapporto non passa agli eredi, salvi casi particolari.
Registrazione contratto di comodato: a cosa serve
La registrazione di un contratto di comodato (e, più in generale, di qualsiasi altro atto stipulato tra privati) assume «qualità di fatto» ai sensi dell’
Infatti la data di ogni scrittura privata non autenticata da un pubblico ufficiale «non è certa e computabile riguardo ai terzi se non dal giorno in cui la scrittura è stata registrata o dal giorno della morte o della sopravvenuta impossibilità fisica di colui o di uno di coloro che l’hanno sottoscritta o dal giorno in cui il contenuto della scrittura è riprodotto in atti pubblici o, infine, dal giorno in cui si verifica un altro fatto che stabilisca in modo egualmente certo l’anteriorità della formazione del documento».
La registrazione del contratto di comodato è necessaria per fruire della riduzione IMU del 50% in favore dei genitori che concedono un’immobile (purché non di lusso) ai figli, i quali lo utilizzano come propria abitazione principale.
Contratto di comodato: quando va registrato?
Il contratto di comodato è soggetto a registrazione presso l’Agenzia delle Entrate se è stato redatto in forma scritta. Se è stato stipulato in forma verbale, va registrato solo se il suo contenuto è riportato o enunciato in un altro atto che deve essere sottoposto a registrazione obbligatoria (come le compravendite immobiliari o le donazioni di beni immobili).
Il comodato di un bene immobile va registrato entro
La registrazione dei contratti di comodato è soggetta all’imposta di registro pari a 200 euro. È un’imposta dovuta in misura fissa, senza tenere conto del valore del contratto o del bene (come accade, invece, per le locazioni, che pagano l’imposta con una percentuale dell’1% o del 2% sul canone annuo, e un minimo di 67 euro). Inoltre per i contratti di comodato in forma scritta è dovuta l’
Contratto di comodato: come si registra online
La registrazione di un contratto di comodato può essere fatta in modalità tradizionale, con il modello 69, presso un qualsiasi Ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate (quindi non necessariamente presso quello del luogo di ubicazione dell’immobile o del proprio domicilio fiscale), oppure utilizzando i servizi telematici disponibili sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate e compilando online il modello Rap – Registrazione atti privati – in vigore dal 20 dicembre 2022.
Per la registrazione online del contratto di comodato bisogna accedere all’area privata del sito dell’Agenzia delle Entrate autenticandosi con le consuete credenziali (Spid – Sistema pubblico di identità digitale Cie – Carta di identità elettronica, o Cns – Carta nazionale dei servizi, come la tessera sanitaria munita di microchip).
Compilazione modello Rap: i dati da inserire
Ottenuto l’accesso all’area riservata, si compila online il modello Rap inserendo le informazioni richieste dalla procedura automatizzata, che sono le seguenti:
- tipologia del contratto (indicando il codice 1 se si tratta di comodato d’uso gratuito);
- dati anagrafici e codici fiscali del comodante e del comodatario;
- estremi identificativi dell’immobile oggetto del contratto (indirizzo e dati catastali con indicazione del foglio di mappa, del numero e dell’eventuale subalterno);
- copia dell’atto da registrare, sottoscritto dalle parti: il formato del file deve essere Tif, Tiff o Pdf/A;
- eventuali documenti allegati all’atto da registrare: ad esempio, l’inventario dei mobili presenti nell’abitazione e dati anch’essi in comodato, o la planimetria che indica quali parti di un immobile grande sono concesse in comodato e quali invece restano escluse.
Dopo aver inserito i suddetti dati, il sistema calcola automaticamente le imposte di registro e di bollo, che possono essere versate con PagoPa e anche tramite addebito sul conto corrente del dichiarante.