Come scegliere il giusto CCNL per il proprio rapporto di lavoro

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Autore: Valentina Azzini

29 luglio 2023

Avvocato presso il Foro di Verona. Esperta in diritto civile e diritto del lavoro, in quest’ultimo ambito occupandosi sia di rapporti di lavoro privato che di pubblico impiego. Collabora dal 2009 con la Cattedra di Diritto dell’Unione europea dell’Università di Verona come Cultrice della materia. Dal 2013 al 2015 ha collaborato altresì con Adiconsum - Associazione italiana difesa consumatori e ambiente promossa dalla CISL, quale legale convenzionato per la zona di Peschiera del Garda e Domegliara (VR).

La scelta del CCNL da applicare al rapporto di lavoro è libera, purché siano rispettati in misura adeguata i diritti dei lavoratori.

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Hai deciso di assumere dei dipendenti, ma non sai come scegliere il giusto CCNL da applicare al rapporto di lavoro. Sai che per ogni settore possono esserci più contratti collettivi di riferimento, magari che prevedono retribuzioni di importo diverso o che garantiscono in misura diversa il lavoratore, ad esempio per quanto riguarda ferie, straordinario, scatti di anzianità. Sei tentato di applicare il contratto più vantaggioso per la tua azienda, ma ti chiedi se questa scelta sia corretta, se tu sia per qualche motivo obbligato in alcuni casi a scegliere un determinato CCNL e ad escludere gli altri. Vediamo allora in questa breve guida

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come scegliere il giusto CCNL per il proprio rapporto di lavoro.

Che cos’è il CCNL?

I rapporto di lavoro sono disciplinati dalla legge, dai contratti collettivi e dal contratto individuale di lavoro.

In particolare, i contratti collettivi rivestono nel nostro ordinamento un’importanza fondamentale, perché sono innanzitutto frutto di negoziazione tra le associazioni rappresentative dei datori di lavoro e dei lavoratori.
Essi si chiamano “contratti collettivi nazionali” proprio perché disciplinano i rapporti di lavoro per gruppi di lavoratori e datori di lavoro con previsioni valide su tutto il territorio nazionale.
Essi infatti regolano tutti gli aspetti che riguardano i rapporti di lavoro sia del settore privato, che del settore pubblico e ciascuno di essi è specifico per ogni diversa categoria merceologica.

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In altre parole, con il CCNL vengono disciplinati a livello nazionale i rapporti di lavoro dei diversi settori produttivi (ad esempio il settore commercio, turismo e pubblici esercizi, il settore tessile, edile, metalmeccanico, il pubblico impiego, ecc…), con riguardo a tutti gli aspetti del rapporto stesso: si pensi ad esempio alla retribuzione, alla classificazione del personale, all’orario di lavoro, al procedimento disciplinare, al part-time e così via.

Ogni settore produttivo può avere più contratti collettivi di riferimento, a seconda delle parti sociali che hanno preso parte alla loro negoziazione e possono di conseguenza disciplinare in modo un po’ diverso il rapporto di lavoro, a seconda delle pattuizioni frutto di quelle negoziazioni.

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Ad esempio, per il medesimo settore produttivo possono esserci contratti collettivi di riferimento che prevedono diverse tabelle retributive, oppure che articolano diversamente l’orario normale di lavoro, o ancora che prevedono una diversa maggiorazione economica per il lavoro straordinario.

Nel contratto individuale di lavoro dovrà quindi essere precisamente indicato il CCNL di riferimento applicato al rapporto e le parti dovranno scrupolosamente attenersi alle sue previsioni nella disciplina e gestione del loro rapporto lavorativo.

Quale CCNL scegliere?

In questo panorama apparentemente complesso, la scelta del CCNL da applicare al rapporto di lavoro non è poi così difficile.

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Innanzitutto dovrà essere il consulente del lavoro cui si affida l’azienda a consigliare il CCNL più adatto al rapporto di lavoro.

La scelta sarà semplicissima se il datore di lavoro aderisce ad un’associazione rappresentativa dei datori di lavoro firmataria di un CCNL. In questo caso l’azienda sarà obbligata ad applicare integralmente quel contratto collettivo. Ugualmente, se almeno il lavoratore risulta iscritto ad un’associazione sindacale firmataria di un CCNL di categoria, potrà proporre quel contratto collettivo a disciplina del rapporto.

Se, invece, il datore è libero da vincoli associativi, dovrà innanzitutto individuare correttamente la categoria merceologica in cui l’azienda opera; generalmente sul punto aiuta il codice ATECO riportato nella visita camerale dell’impresa. Fatto questo, si dovrà valutare quale CCNL scegliere tra quelli applicabili al rapporto, considerandone la convenienza soprattutto dal punto di vista dei costi per l’azienda stessa. Non è obbligatorio applicare il CCNL sottoscritto dalle organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative (quali ad es. Confcommercio, Confindustria, Cgil, CISL e UIL), potendosi applicare qualsiasi CCNL relativo allo spedisco settore di appartenenza, purché esso preveda un grado di tutela minima per i dipendenti.

Si tenga presente che i CCNL possono infatti prevedere condizioni di lavoro più o meno favorevoli per il lavoratore. Quest’ultimo, firmando il contratto di lavoro, accetta che al rapporto venga applicato un determinato CCNL, anche se per lui meno garantista rispetto ad altri.
Tuttavia il CCNL scelto deve comunque garantire al dipendente, per andare esenti da possibili rivendicazioni anche in sede giudiziaria, condizioni di lavoro dignitose e livelli retributivi proporzionati alla quantità e qualità del lavoro prestato, che gli consentano di condurre un’esistenza libera e dignitosa, come prescritto dall’art. 36 della Costituzione.

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