Reati contro il patrimonio: come vengono sanzionati?
Chi può sporgere querela in caso di delitti che offendono il patrimonio? In quali casi non sono punibili ladri e truffatori?
I reati più diffusi sono quelli contro il patrimonio: si tratta dei delitti che prendono di mira la proprietà altrui, in genere con l’obiettivo di impossessarsene senza alcuna autorizzazione. Basti pensare al furto, all’appropriazione indebita, alla rapina o alla truffa. In questa categoria rientrano però anche crimini di tipo diverso, come ad esempio il danneggiamento, la ricettazione oppure l’occupazione abusiva di immobili. Di seguito vedremo come vengono perseguiti e sanzionati i reati contro il patrimonio.
Indice
Cosa sono i reati contro il patrimonio?
Sono “contro il patrimonio” i
I reati contro il patrimonio non necessitano obbligatoriamente dell’appropriazione dei beni altrui; pur essendo di fatto la condotta più comune (si pensi ai furti e alle truffe, ad esempio), in questa categoria rientrano anche altre tipologie di delitti, come ad esempio il danneggiamento e l’imbrattamento di cose altrui, oppure l’uccisione di animali raccolti in gregge o in mandria: in ipotesi del genere l’autore del crimine non si arricchisce, ma arreca comunque un danno al patrimonio della vittima.
Pertanto, rientrano nei reati contro il patrimonio tutti i crimini commessi contro i beni che hanno un
Quali sono i principali reati contro il patrimonio?
Il reato contro il patrimonio per eccellenza è il furto, che consiste nell’impossessarsi di un bene mobile altrui sottraendolo a chi legittimamente lo detiene.
Simile al furto sono la rapina, che presuppone l’uso della violenza o della minaccia, e l’appropriazione indebita, per aversi la quale occorre che il reo sia già in possesso del bene che intende non restituire.
Sono reati contro il patrimonio anche quelli commessi contro gli immobili: è il caso dell’invasione di terreni o di edifici, dell’ingresso abusivo nel fondo recintato oppure dell’abbandono di animali nel terreno altrui.
Come detto, i reati contro il patrimonio scattano anche in assenza di un tornaconto economico del responsabile: è il caso del danneggiamento dei beni o del loro deturpamento.
Alcuni reati contro il patrimonio presuppongono poi la “collaborazione” involontaria della vittima, la quale viene ingannata oppure convinta a fidarsi: è il caso della truffa, della frode informatica, della circonvenzione di persone incapaci e dell’usura.
Come si denunciano i reati contro il patrimonio?
I reati contro il patrimonio possono essere procedibili d’ufficio oppure a querela di parte:
- sono procedibili d’ufficio, e quindi possono essere denunciati da chiunque, solamente i delitti più gravi, come ad esempio il furto in abitazione o con scippo, l’usura, la ricettazione e il riciclaggio;
- sono procedibili a querela, potendo dunque essere denunciati solo dalla vittima entro il termine di tre mesi, i delitti meno gravi, come il furto, l’appropriazione indebita e la truffa.
Inoltre, la legge stabilisce la procedibilità a querela ogni volta che un reato contro il patrimonio sia commesso
Per la precisione, i delitti contro il patrimonio, se non sono commessi con violenza, sono sempre punibili a querela se perpetrati a danno:
- del coniuge separato o della parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso, nel caso in cui sia stata manifestata la volontà di scioglimento dinanzi all’ufficiale dello stato civile e non sia ancora intervenuto lo scioglimento della stessa;
- del fratello o della sorella che non convivano con l’autore del fatto;
- dello zio, del nipote o dell’affine di secondo grado, purché conviventi con il reo.
Come vedremo tra un istante, i reati contro il patrimonio commessi a danno del coniuge oppure dei familiari conviventi
Come sono puniti i reati contro il patrimonio?
I reati contro il patrimonio sono sanzionati con pene crescenti a seconda della gravità del fatto commesso.
Ad esempio, il furto semplice e la truffa sono puniti con la reclusione da sei mesi a tre anni, mentre il furto aggravato (ad esempio, quello compiuto con destrezza oppure da più persone) è punito con la reclusione da due a sei anni.
Ben più severe sono le pene per i reati contro il patrimonio ritenuti più gravi e pericolosi: ad esempio, l’usura è punita con la reclusione da due a dieci anni, la rapina e l’estorsione con il carcere da cinque a dieci anni, il riciclaggio con la reclusione da quattro a dodici anni.
In quali casi i reati contro il patrimonio non sono punibili?
Eccezionalmente, la legge [1] ritiene non punibili i reati contro il patrimonio quando sono commessi a danno:
- del coniuge (purché non sia separato) e della parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso;
- di un ascendente o discendente o di un affine in linea retta, ovvero dell’adottante o dell’adottato;
- di un fratello o di una sorella che convivono con il reo.
In ipotesi del genere, attesa la “comunione dei beni” che spesso si viene a creare tra conviventi, la legge ha deciso di escludere del tutto la punibilità. La conseguenza è che se il figlio deruba il padre questi non potrà denunciarlo.
Quanto appena detto non si applica alla rapina, all’estorsione e al sequestro di persona a scopo estorsivo, nonché ad ogni altro delitto contro il patrimonio che sia commesso con violenza alle persone.