La guida sulla legge per uscire dai debiti

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Autore: Angelo Greco

07 febbraio 2023

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Come cancellare tutti i debiti quando non si è in grado di pagare i creditori.

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Esiste una legge che consente alle persone in gravi difficoltà economiche di uscire dai debiti. Questa normativa è contenuta nel cosiddetto «codice della crisi d’impresa» che, tuttavia, si applica non solo agli imprenditori ma anche alle persone fisiche “consumatori”, ossia ai privati e alle famiglie. È anche chiamata legge sul sovraindebitamento ed è stata di recete riformata.

Oggi viene riconosciuta al debitore la possibilità di ricorrere al giudice e di ottenere da questi un provvedimento di cancellazione di tutti (o di una parte consistente) dei debiti contratti, anche senza bisogno di offrire garanzie di pagamento, quando la propria condizione sia assolutamente priva di redditi o patrimoni.

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In questa guida cercheremo di comprendere come funziona la legge per uscire dai debiti. Ci occuperemo dell’argomento senza soffermarci sulle questioni tecniche che lasceremo ai professionisti. Ed è proprio ad un professionista del settore che il debitore in difficoltà nei pagamenti deve rivolgersi per ottenere maggiori chiarimenti sull’iter operativo. Di solito se ne occupano avvocati e commercialisti.

A chi si applica la legge sui debiti?

La legge sul sovraindebitamento si applica sia alle

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persone fisiche che alle famiglie. In questo secondo caso, è possibile presentare un’unica richiesta per i componenti del medesimo nucleo familiare.

In entrambi i casi, la procedura è di due tipi:

Come si ottiene la cancellazione dei debiti?

Lo scopo della legge sul sovraindebitamento è consentire al debitore di

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cancellare i debiti pregressi attraverso un saldo e stralcio (ossia un pagamento à forfait) oppure, nei casi di assoluta e oggettiva impossibilità di pagare, senza alcuna contropartita. Quest’ultima è una novità inserita proprio per chi è nullatenente.

Tanto nel caso di debiti del consumatore che per attività lavorativa, il debitore deve rivolgersi, con l’ausilio di un rappresentante (come detto, preferibilmente un avvocato o un commercialista) a un Organismo di Composizione della Crisi, meglio noto come OCC. Quest’ultimo deve redigere una relazione in cui:

Il piano viene poi depositato al giudice che decide se accordare o meno il taglio del debito o, nel caso di debiti per l’attività lavorativa, presenta la proposta ai creditori al fine del voto.

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Come chiudere i debiti di una famiglia

La procedura familiare è uno strumento utilizzato principalmente da membri di una famiglia che si sono indebitati e che non sono più in grado di adempiere agli obblighi contrattuali. Ad esempio, succede frequentemente nei casi degli acquisti a rate.

Per poter accedere alla procedura, i soggetti devono soddisfare entrambe le seguenti condizioni:

In questi casi è possibile l’

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apertura di un’unica procedura su ricorso unitario di due coniugi e accompagnata da una unica relazione dell’OCC, riferita a tutti i membri della famiglia che si trovano in stato di sovraindebitamento.

Quando si può ottenere la cancellazione dei debiti?

Il debitore può accedere alle procedure in esame solo se si trova in uno stato di “sovraindebitamento“, definito dalla legge come una situazione di perdurante squilibrio, tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni o la definitiva incapacità di adempierle regolarmente.

Si ritiene che nella valutazione dell’ammissibilità alle procedure, devono esser presi in considerazione la totalità delle obbligazioni assunte, a prescindere che siano contratte per ragioni personali, imprenditoriali, familiari e anche i debiti non scaduti.

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Quando non si può ottenere la cancellazione dei debiti?

La procedura di esdebitazione non è ammessa quando l’interessato:

Non è inoltre possibile ottenere l’accordo di composizione della crisi quando l’interessato:

Non è infine possibile ottenere il piano del consumatore quando:

L’accordo per la composizione della crisi

Abbiamo detto che quando i debiti si riferiscono (in tutto o in modo prevalente) all’attività lavorativa, la procedura va sotto il nome di

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accordo di composizione della crisi. Ecco i passaggi da seguire:

Il debitore sovraindebitato deve:

L’accordo, che dev’essere omologato dal tribunale, è eseguito sotto il controllo dell’OCC.

Il procedimento ha un termine di durata massima, stabilito in 6 mesi decorrenti dal giorno del deposito della domanda (termine entro il quale deve avvenire l’omologazione).

Il debitore nella sua proposta deve prevedere un metodo di pagamento percentuale dei creditori. La legge non dice come ciò debba avvenire lasciando libero l’interessato di fare la propria offerta. La proposta deve comunque essere formulata tenendo conto dei beni e diritti che il debitore è in condizione di mettere a disposizione e della massa dei creditori destinatari. La soddisfazione può avvenire anche con forme diverse dal pagamento, come ad esempio, la

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cessione di immobili o di diritti di credito vantati verso terzi ai creditori.

Quando i beni o i redditi del debitore sono insufficienti a garantire la fattibilità del piano la proposta dev’essere sottoscritta da uno o più terzi che consentono il conferimento, anche in garanzia, di redditi o beni sufficienti per l’attuabilità dell’accordo. I terzi diventano così parti dell’accordo.

Come anticipato l’accordo deve essere condiviso non già dal 60% dei creditori ma dai creditori che rappresentano il 60% del complessivo debito. Il che significa che potrebbe trattarsi anche di uno soltanto (ad esempio il Fisco).

È chiaro quindi che tanto più garantista è la proposta di accordo tanto maggiore sarà la possibilità che questa venga accolta.

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Piano del consumatore

Il piano del consumatore è una procedura che si rivolge ai soli soggetti consumatori, simile nel contenuto e per i suoi effetti all’accordo in caso di crisi da sovraindebitamento.

Il consumatore predispone il piano aiutato da un OCC da lui nominato ma non è necessario in questo caso il consenso dei creditori. Il giudice infatti decide in autonomia valutando se l’offerta è congrua o meno con le possibilità del debitore.

Il piano è presentato al giudice che è chiamato ad omologarlo, dovendo decidere se il consumatore merita di essere ammesso alla procedura. I creditori possono poi formulare contestazioni.

Il tribunale decide con decreto se omologare o non omologare il piano.

L’esdebitazione

Il debitore, dopo avere avuto accesso a una procedura di sovraindebitamento, può chiedere di essere ammesso al beneficio della liberazione dei debiti residui nei confronti dei creditori soddisfatti (cosiddetta esdebitazione).

Per ottenere l’esdebitazione è necessario che il debitore dimostri di non essere in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno in prospettiva futura.

In questo modo il debitore cancella tutte le sue ulteriori pendenze.

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