Bagaglio smarrito e riconsegnato: spetta il risarcimento?

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Autore: Raffaella Mari

07 febbraio 2023

Laurea in Scienze politiche "cum laude" presso l'università della Calabria. Laurea in giurisprudenza presso l'università "Magna Graecia" di Catanzaro. Avvocato con esperienze lavorative nel campo del recupero crediti.

Restituzione con ritardo della valigia: si può ottenere il rimborso delle spese per i vestiti acquistati?

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Immagina di partire per qualche settimana. Arrivato all’aeroporto di destinazione, scopri che la tua valigia si è persa. Gli addetti ti hanno assicurato che faranno di tutto per ritrovarla ma nel frattempo sei costretto a comprare abiti di prima necessità per uscire e per la biancheria. Chi ti ripaga di questa spesa? In caso di bagaglio smarrito e riconsegnato, spetta il risarcimento? E in caso affermativo, a quanto ammonta e soprattutto come fare per ottenerlo?

Sul punto si è pronunciata di recente la Cassazione [1]. Per quantificare la cifra è sufficiente, chiariscono i Giudici, fare riferimento agli

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scontrini relativi agli acquisti fatti dal passeggero per rimpiazzare alcuni beni di prima necessità.

Nel caso di specie i giudici hanno riconosciuto a una donna un risarcimento pari a 115 euro. Costei aveva, in origine, chiesto «il risarcimento di tutti i danni — compreso quello da stress – conseguenti alla ritardata consegna del bagaglio (di cinque giorni), all’esito di un volo aereo che da San Pietroburgo l’aveva condotta a Roma».

Il taglio del risarcimento viene così spiegato dai giudici: la cifra è ritenuta «pari alle spese che la passeggera aveva dovuto effettuare per rimpiazzare alcuni beni di prima necessità contenuti nel bagaglio smarrito, spese documentate dalla produzione in giudizio di copie degli scontrini di acquisto».

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La Cassazione ricorda che «il viaggiatore che si veda riconsegnare in ritardo il proprio bagaglio» non è certo esonerato dal dover dimostrare il danno subito per via della temporanea indisponibilità del bagaglio e le spese effettuate per il rimpiazzo di alcuni beni di prima necessità in esso contenuti.

A tal fine bastano i documenti fiscali che certificano l’acquisto come gli scontrini della merce comprata per rimpiazzare quella contenuta nel bagaglio smarrito. Nel caso di specie era stato sentito anche un testimone che aveva riferito di aver accompagnato il passeggero per effettuare tali spese.

In sostanza, «le spese sostenute dalla passeggera per l’acquisto di beni di prima necessità, destinati a rimpiazzare quelli contenuti nel bagaglio temporaneamente smarrito sono state provate anche sul piano documentale, attraverso la produzione di copie degli scontrini di acquisto della merce». E ciò basta per fissare la cifra del risarcimento destinato alla passeggera.

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