Chi eredita in mancanza di figli?

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Autore: Mariano Acquaviva

28 agosto 2023

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Chi succede alla persona defunta che non ha lasciato prole né coniuge? Quand’è che l’eredità va ai fratelli?

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I rapporti patrimoniali sopravvivono alla morte del loro titolare, con la conseguenza che essi devono necessariamente trasmettersi agli eredi. Ciò significa che sia i crediti che i debiti continuano a vivere in capo ai successori di colui che, originariamente, ne era titolare. Chi eredita in mancanza di figli?

Le situazioni che possono configurarsi sono diverse. Ad esempio, è possibile che il defunto non abbia figli ma sia sposato, oppure che non abbia neanche il coniuge ma abbia invece fratelli e sorelle; può poi accadere che, alla propria dipartita, non ci sia

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nessun familiare prossimo. Cosa accade in questi casi? Vediamo cosa dice la legge.

Chi eredita se non ci sono figli ma c’è il coniuge?

Cominciamo dalla prima ipotesi, cioè quella in cui il defunto non ha lasciato figli ma solo il proprio coniuge. In questo caso bisogna verificare se sono in vita anche gli ascendenti, cioè i genitori del deceduto. Lo schema è il seguente:

Stessa ripartizione si applica nel caso in cui il coniuge concorra con i

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fratelli del defunto (cioè, con i suoi cognati): in questa ipotesi, infatti, il coniuge eredita i 2/3 e i fratelli 1/3.

Chi eredita se non ci sono né figli né coniuge?

Se la persona che muore non lascia figli né coniuge, l’eredità andrà per intero ai genitori (o al genitore) ancora in vita.

Secondo la legge, infatti, a colui che muore senza lasciare prole, né fratelli o sorelle o loro discendenti, succedono il padre e la madre in eguali porzioni, o il genitore che sopravvive [1].

Se il defunto, oltre al coniuge, lascia anche dei fratelli, l’eredità si devolve tra tutti in parti uguali, ma ai genitori spetta una quota non inferiore alla metà.

Ai fratelli va invece l’eredità per intero, da dividersi in parti uguali, se il defunto muore senza lasciare figli, genitori né altri ascendenti

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[2].

Chi eredita se non ci sono né figli, né coniuge né fratelli?

A colui che muore senza lasciare figli, né genitori, né fratelli o sorelle o loro discendenti, succedono per metà gli ascendenti della linea paterna e per l’altra metà gli ascendenti della linea materna [3]. Si tratta in questo caso della successione dei nonni.

Chi eredita in assenza di familiari stretti?

In assenza di figli, genitori, coniuge e fratelli, l’eredità si devolve ai parenti fino al sesto grado. Ciò significa che anche un cugino o uno zio potrebbero ereditare. In mancanza anche di costoro, i beni sono devoluti allo Stato.

Chi si può escludere con il testamento?

Quanto detto sinora vale nel caso in cui la persona deceduta non lasci alcun testamento, dando luogo così alla cosiddetta successione legittima, regolata direttamente dalla legge.

In presenza di testamento, invece, il defunto potrebbe escludere totalmente dall’asse ereditario alcuni familiari, come ad esempio i fratelli.

Per legge, sono eredi legittimari il coniuge, i figli e gli ascendenti (compresi i nonni). A costoro la legge riserva una quota di eredità che non può mai essere sottratta.

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