Ex moglie ha un altro uomo: devo pagare il mantenimento?

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Autore: Angelo Greco

22 febbraio 2023

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Anche se non convive con il nuovo compagno l’ex coniuge perde il diritto all’assegno di mantenimento.

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L’uomo che, a seguito del divorzio, è tenuto a versare mensilmente l’assegno di mantenimento può rivolgersi al giudice per ottenere la cancellazione di tale obbligo se riesce a dimostrare che l’ex moglie ha intrapreso una nuova e stabile relazione con un’altra persona. Non si deve trattare di una relazione qualsiasi ma di una basata sugli stessi principi della famiglia (collaborazione e contribuzione ai bisogni comuni). Il più delle volte questi aspetti si rinvengono in caso di convivenza. Ma con una recente ordinanza [1] la Cassazione ha detto che la coabitazione con il nuovo compagno o compagna non è l’unico indicatore della stabilità della relazione di fatto.

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In questo articolo esploreremo le implicazioni giuridiche di tale pronuncia e chiariremo pertanto se si deve pagare il mantenimento all’ex moglie che ha un altro uomo. In tal modo si potrà avere una comprensione più chiara della situazione che si viene a creare in caso di relazione di fatto con un’altra persona.

Ex convive: ha diritto al mantenimento?

Quando l’ex moglie convive con un altro uomo perde, in linea di massima (e salvo le eccezioni che vedremo qui di seguito) il diritto al mantenimento. La coabitazione è infatti la dimostrazione che la donna ha iniziato una relazione stabile che è presupposto per far cessare l’assegno divorzile.

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La nuova convivenza infatti, frutto di una scelta libera e consapevole, comporta la formazione di un nuovo progetto di vita con un nuovo compagno o una nuova compagna, dalla quale si ricava anche un impegno per eventuali contribuzioni economiche in adempimento di doveri di assistenza morale e materiale.

In questa prospettiva, quindi, il venir meno dell’obbligo di corrispondere l’assegno divorzile da parte dell’ex coniuge si giustifica con la esigenza, anche da parte di quest’ultimo, di non vedersi egli stesso ingiustificatamente limitato nella possibilità di formare una seconda famiglia ossia dar vita a una nuova vita di coppia, nel contesto della quale realizzare alternative progettualità affettive e anche materiali.

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Quando, in caso di convivenza, spetta il mantenimento?

Abbiamo appena detto che la convivenza è il più conclamato indicatore per dimostrare la «relazione stabile» con il nuovo partner: relazione che fa cessare il diritto a percepire l’assegno di mantenimento. Ma ci sono casi in cui, anche in caso di convivenza, si ha comunque diritto a ricevere gli alimenti e, al contrario, casi in cui si perde l’assegno anche se non si convive con il nuovo compagno.

Con riferimento al primo caso, secondo la Cassazione a Sezioni Unite [2] la moglie che, durante la vita coniugale, ha sacrificato la propria carriera per dedicarsi alla famiglia, perdendo così i contatti con il mondo del lavoro (è il caso della casalinga),

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ha diritto a percepire l’assegno di mantenimento anche quando la nuova convivenza sia fondata sulla convivenza se non è in grado di mantenersi da sola (evidentemente il nuovo partner non deve avere un reddito sufficiente per entrambi).

Con riferimento invece al secondo caso, la Suprema Corte [1] ha appena detto che la coabitazione è solo uno degli indici potenziali di inferenza della stabilità della relazione di fatto tra due persone, ma non è l’unico e non è sempre necessaria per far cessare l’obbligo degli alimenti. Per cui, se anche due persone non convivono ma ormai sono una coppia stabile, l’assegno di mantenimento cessa.

Ex moglie non convive ma perde il diritto al mantenimento

Indici potenziali della stabilità del rapporto di fatto sono l’

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esistenza di figli, i conti correnti comuni, la contribuzione al ménage familiare e la coabitazione. Ne deriva che la coabitazione, proprio per questo, non è elemento indefettibile a tal riguardo, ma è solo uno degli indici potenziali al pari degli altri. Una conclusione difforme consentirebbe il perpetuarsi di “vere e proprie rendite di posizione”, in contrasto col punto di equilibrio tra il principio di autoresponsabilità e la tutela della solidarietà post-coniugale. La convivenza va quindi intesa quale legame affettivo stabile e duraturo, in virtù del quale i conviventi si siano spontaneamente e volontariamente assunti reciproci impegni di assistenza morale e materiale, e non come condizione necessariamente implicante una coabitazione materiale continuativa.

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