Che cosa si intende per moneta legale e per moneta bancaria?

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Autore: Carlos Arija Garcia

09 aprile 2023

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

La differenza di utilizzo e di emissione tra i contanti e gli altri sistemi di pagamento, dal vecchio assegno ai più moderni sistemi mobili.

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Hai mai pensato che cosa succederebbe se l’unico sistema di pagamento al mondo fosse la moneta fisica, cioè quella fatta di pezzi di metallo e di banconote? Se non esistesse, cioè, la possibilità di fare un bonifico (anche all’estero)? Se non esistessero le carte di credito o di debito oppure gli assegni? Non solo pagare diventerebbe più complicato ma occorrerebbe una quantità enorme di contanti per soddisfare il fabbisogno di tutti. Per ovviare questa situazione, esistono fondamentalmente due tipi di moneta, quella legale e quella bancaria. Ne esisterebbe una terza, cioè quella fiscale che consente i pagare attraverso la cessione del credito d’imposta, sulla quale recentemente il Governo ha tirato il freno a mano. Ma

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che cosa si intende per moneta legale e per moneta bancaria? Qual è la differenza?

La moneta legale è quella che tutti hanno nel portafoglio, cioè l’insieme di banconote e monete metalliche in circolazione. In altre parole, quella che tutti conoscono come «contanti». Per legge, devono essere accettate in pagamento, grazie all’esistenza di un’Autorità che le emette, cioè una banca centrale.

La moneta bancaria, invece, è quella che «non si vede» ma che viene utilizzata sempre di più per effettuare pagamenti, soprattutto, di cifre consistenti: assegni circolari, bancari, carte di credito, bonifici, giroconti, ecc. Si tratta, quindi, di mezzi di pagamento messi in circolazione dalle banche o da Poste Italiane a fronte di conti correnti con depositi disponibili.

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Una delle principali differenze tra la moneta legale e la moneta bancaria consiste nel limite di utilizzo. La prima è soggetta ad un tetto massimo, fissato dal 1° gennaio 2023 a 4.999,99 euro. Significa che è possibile effettuare un solo pagamento con moneta legale fino a quella cifra, dopodiché occorrerà utilizzare la moneta bancaria.

Quest’ultima, infatti, non ha limiti di utilizzo, né sul minimo né sul massimo. Con una carta di credito, ad esempio, è possibile pagare un caffè da poco più di un euro o un televisore da 1.500 euro. Con un bonifico bancario si può pagare la prestazione di un servizio da 20 o 30 euro oppure pezzi di arredamento da 7.000 euro. Anche con un assegno circolare è possibile effettuare pagamenti senza limiti. L’importante, in ogni caso, è che ci sia la disponibilità sul conto corrente, cioè che ci siano abbastanza soldi per coprire l’assegno o per fare il bonifico.

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Chi emette la moneta legale?

In Italia, l’emissione della moneta legale, cioè dell’euro, spetta alla Banca d’Italia in base ai princìpi e alle regole stabiliti nell’Eurozona.

Bankitalia, dunque:

L’Istituto, inoltre, esercita

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poteri di controllo sui gestori del contante (banche e altri operatori) e, nei casi di inosservanza delle disposizioni che ne disciplinano l’attività, può adottare provvedimenti sanzionatori e di divieto.

Le monete metalliche sono coniate in Italia dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per conto del ministero dell’Economia e delle Finanze che, in qualità di ente emittente, provvede alla loro distribuzione sul territorio nazionale avvalendosi delle filiali della Banca d’Italia.

Le banconote in euro hanno corso legale nell’area dell’euro, attualmente costituita da 20 dei 28 Stati membri dell’Unione europea, ossia: Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna.

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Chi emette la moneta bancaria?

Diverso il discorso relativo alla moneta bancaria. Viene chiamata anche «moneta scritturale» perché nasce da semplici scritture contabili effettuate dalle banche.

In altre parole, gli istituti di credito, a fronte di un ordine di pagamento da parte del cliente tramite richiesta di bonifico, assegno, carta di credito, ecc., si limitano ad addebitare la somma sul conto del debitore e ad accreditarla sul conto del creditore.

Non viene trasferita materialmente la moneta legale: si tratta di un’operazione telematica grazie alla quale chi paga si trova con minore disponibilità sul proprio conto e chi riceve la somma ha un credito maggiore a disposizione.

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I tipi di moneta bancaria più utilizzati e normalmente accettati sono:

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