Come si calcola l'importo di un affitto a canone concordato?

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Carlos Arija Garcia

30 aprile 2023

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

L’ammontare viene stabilito nel minimo e nel massimo dalle associazioni di categoria: con quai criteri? Quanto deve durare la locazione?

Annuncio pubblicitario

Un contratto d’affitto a canone concordato è una locazione che prevede una durata di tre anni e un rinnovo automatico per altri due se non c’è disdetta da parte di inquilino o proprietario. Da qui che venga anche chiamato «contratto 3+2». Il termine «concordato» significa che gli importi minimi e massimi del canone vengono stabiliti dagli accordi presi dalle associazioni di categoria, cioè dai rappresentanti territoriali degli inquilini e dei proprietari. Con quali criteri? Come si calcola l’importo di un affitto a canone concordato?

Annuncio pubblicitario

Come accennato, il canone per questo tipo di contratti di locazione ad uso abitativo viene determinato entro una forbice che comprende un importo minimo ed uno massimo, fissato dagli accordi territoriali delle associazioni di categoria a seconda della fascia in cui si colloca l’immobile. Qualsiasi clausola che stabilisca un canone superiore al massimo fissato dagli accordi territoriali è da ritenersi nulla. È valida, invece, quella che preveda un importo inferiore al valore minimo.

Il proprietario ha il diritto di rivedere il canone in base all’aggiornamento Istat relativo all’anno in corso, purché lo comunichi a mezzo raccomandata a/r.

Per stabilire la fascia in cui rientra l’immobile, che incide sull’

Annuncio pubblicitario
importo dell’affitto a canone concordato, vengono considerati:

Inoltre, si tiene conto di altri fattori, come ad esempio:

Se il Comune in cui sorge l’immobile non è interessato da un accordo territoriale, si prende come riferimento quello del municipio demograficamente più omogeneo e più vicino.

Annuncio pubblicitario

Va detto che ogni Comune ha dei criteri di calcolo diversi. Per conoscere la scheda di determinazione, cioè l’importo minimo e massimo a cui si può fare l’affitto con canone concordato, è opportuno rivolgersi a:

Affitto canone concordato: i vantaggi fiscali

Chi ha un contratto di affitto a canone concordato, può usufruire come inquilino di alcune detrazioni fiscali, a seconda della condizione e del reddito. Nel dettaglio:

I

Annuncio pubblicitario
benefici fiscali per il proprietario, invece, sono i seguenti:

Quanto dura il contratto a canone concordato?

Un contratto di affitto a canone concordato ha una durata diversa rispetto a quello a canone libero. La locazione non può essere inferiore ai 3 anni, con un rinnovo automatico di altri 2 anni. Quello che è uguale al contratto a canone libero è la modalità di disdetta che abbiamo visto poco fa.

Significa che la clausola che indica una durata inferiore ai 3 anni è da ritenersi nulla, così come quella che preveda la rinuncia preventiva da parte dell’inquilino del rinnovo automatico.

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui