Cosa fare se staccano la corrente in condominio?

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Autore: Mariano Acquaviva

23 agosto 2023

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Distacco energia elettrica: come comportarsi se l’edificio rimane senza luce per la morosità di un condomino? Cosa fare se la colpa è dell’amministratore?

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In condominio tutti sono tenuti a contribuire alle spese necessarie alla conservazione e alla manutenzione delle parti comuni, ciascuno in proporzione al valore della sua proprietà privata espressa in millesimi all’interno delle apposite tabelle. Da tanto deriva che anche la morosità di un solo condomino può pregiudicare le ragioni di tutta la compagine. Cosa fare se staccano la corrente in condominio?

In effetti, può accadere che, a causa del mancato pagamento degli oneri da parte di uno o di più condòmini, il fornitore decida di interrompere la somministrazione di energia, lasciando l’edificio

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privo di illuminazione nelle parti comuni (le scale, ecc.) e del funzionamento di alcuni servizi (l’ascensore, il cancello automatico, ecc.). Come comportarsi in un caso del genere? Approfondiamo la questione.

Condominio moroso: come recuperare il credito?

La legge impone all’amministratore di agire tempestivamente per il recupero dei crediti condominiali nei confronti del soggetto moroso.

Per la precisione, la legge dice che l’amministratore è tenuto ad agire per la

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riscossione forzosa delle somme dovute dagli obbligati entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio nel quale il credito esigibile è compreso [1].

Per fare ciò l’amministratore può dare mandato a un avvocato senza necessità di ottenere il previo consenso dell’assemblea.

Per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea, l’amministratore può ottenere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, che rimane tale nonostante l’opposizione del debitore [2].

Infine, se l’inadempimento si protrae per un semestre, l’amministratore può perfino sospendere il condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni suscettibili di godimento separato, come ad esempio dal riscaldamento centralizzato.

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Distacco energia elettrica per morosità: cosa fare?

Se la morosità di uno o di più condòmini comporta l’interruzione della fornitura elettrica per il mancato pagamento delle bollette, l’amministratore dovrà attivarsi immediatamente per recuperare il credito nei confronti dei morosi, con gli strumenti visti nel precedente paragrafo.

Poiché però il recupero delle necessarie somme richiede tempo, la soluzione più immediata è quella di provvedere quanto prima a saldare il debito. Una volta cessata la condizione di morosità, il fornitore è tenuto a riattivare il servizio

Per fare ciò l’amministratore può:

Condominio: cosa fare se il distacco è illegittimo?

Se, invece, si ritiene che il distacco della corrente elettrica in condominio sia

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illegittimo perché i pagamenti sono in regola, allora non resta che rivolgersi a un avvocato affinché agisca con un ricorso d’urgenza in tribunale, chiedendo al giudice di ordinare immediatamente al fornitore di ripristinare l’elettricità comune.

L’amministratore può procedere a tanto senza attendere il consenso dell’assemblea: si tratta infatti di un potere che rientra nelle sue competenze, e cioè tra gli atti conservativi relativi alle parti comuni dell’edificio.

Si tenga presente che l’interruzione dell’energia elettrica è illegittima anche quando effettuato senza preavviso.

Il fornitore è tenuto a informare l’utenza dei mancati pagamenti e delle conseguenze che ne derivano; si tratta di una sorta di

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ultimatum con cui si sollecita il condominio a mettersi in regola coi versamenti.

Solo a quel punto il fornitore potrà legittimamente procedere al distacco di energia elettrica, che per legge non può comunque avvenire nei giorni festivi e prefestivi.

Distacco corrente condominio: quando è responsabile l’amministratore?

Ci sono poi casi in cui il distacco dell’energia elettrica in condominio non è dipesa né dalla morosità dei condòmini né dalla malafede del fornitore, bensì dalla negligenza dell’amministratore, il quale non ha pagato le bollette (pur avendo riscosso le quote) né ha dato comunicazione dell’avviso di interruzione.

In ipotesi del genere non è possibile prendersela con il fornitore, il quale ha diritto al pagamento di quanto gli spetta; il condominio potrà però agire contro l’amministratore per chiedergli il risarcimento dei danni causati dal suo grave inadempimento. Ovviamente, l’incarico potrà essergli revocato.

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