Chi fa un lavoro stagionale ha diritto alla disoccupazione?

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Autore: Valentina Azzini

10 settembre 2023

Avvocato presso il Foro di Verona. Esperta in diritto civile e diritto del lavoro, in quest’ultimo ambito occupandosi sia di rapporti di lavoro privato che di pubblico impiego. Collabora dal 2009 con la Cattedra di Diritto dell’Unione europea dell’Università di Verona come Cultrice della materia. Dal 2013 al 2015 ha collaborato altresì con Adiconsum - Associazione italiana difesa consumatori e ambiente promossa dalla CISL, quale legale convenzionato per la zona di Peschiera del Garda e Domegliara (VR).

Anche i lavoratori stagionali hanno diritto alla NASpI

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Lavori in un parco divertimenti aperto solo durante l’estate, oppure ogni anno vieni assunto per la raccolta delle fragole, o per la vendemmia e, terminata la stagione, il tuo rapporto di lavoro cessa. Ti chiedi se chi fa un lavoro stagionale ha diritto alla disoccupazione perché, terminata la stagione, termina anche il tuo contratto di lavoro e resti privo di reddito. Ebbene, la legge riconosce, proprio per i lavoratori stagionali, la NASpI stagionale, con regole particolari e a determinate condizioni. Vediamo dunque in questa breve guida come accedere alla NASpI stagionale, a chi spetta, quali sono i requisiti per beneficiarne, quanto dura e a quanto ammonta.

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Il lavoro stagionale

Per lavoro stagionale si intende quell’impiego che dura solo per un determinato periodo dell’anno. Esso si caratterizza dunque per la sua durata limitata nel tempo e si presenta soprattutto nei settori che sono soggetti a periodicità e ciclicità quali quello turistico, agricolo e alimentare. Si pensi, ad esempio, a coloro che sono impiegati presso bar, gelaterie, alberghi e villaggi turistici, oppure addetti alla gestione di stabilimenti balneari, a ancora, braccianti agricoli o personale impiegato nella raccolta e lavorazione dei prodotti della terra (ad esempio, raccoglitori di fragole, addetti alla sgusciatura di frutta secca, vendemmiatori).

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Si tratta, dunque, di rapporti di lavoro a tempo determinato, di durata variabile da 15 giorni a sei mesi.

La NASpI stagionale

La NASpI rappresenta una misura a sostegno del reddito a favore di quei lavoratori che abbiano involontariamente perso l’occupazione.
Come per la NASpI ordinaria, anche l’accesso alla NASpI stagionale è subordinato al possesso di determinati requisiti, quali:

A quanto ammonta?

L’

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importo spettante a titolo di NASpI viene definito in ragione della retribuzione imponibile previdenziale degli ultimi quattro anni, divisa per il totale delle settimane di contribuzione. Il risultato di questa equazione deve essere poi moltiplicato per il coefficiente 4,33.
L’importo erogato a titolo di NASpI subisce poi una riduzione progressiva a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione.

Quanto dura?

La durata della NASpI dipende dal numero di settimane coperte da contribuzione negli ultimi quattro anni ed è pari alla metà del numero di tali settimane. In ogni caso, la NASpI non può essere riconosciuta per un periodo superiore a 24 mesi.

La NASpI spetta a decorrere dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda e, in ogni caso, non prima dell’ottavo giorno dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Come si accede alla NASpI?

La domanda di NASpI deve essere presentata, a pena di decadenza, entro 68 giorni dalla cessazione del contratto stagionale, mediante procedura online collegandosi al sito Inps con Spid, Cie o Cns, oppure chiamando il Contact Center dell’INPS.
La domanda può essere inoltre presentata personalmente dall’interessato, oppure rivolgendosi ad un Patronato specializzato.

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