Come capire se una Pec è falsa?
I modi per verificare se un messaggio ricevuto tramite posta elettronica certificata è vero oppure è un tentativo di truffa.
Siamo ormai abituati a ricevere nella tradizionale casella di posta elettronica dei messaggi a dir poco ambigui, se non addirittura spudoratamente «tarocchi», in cui si invita a cliccare qua e là per poi finire inconsapevolmente in trappola: siti non meglio identificati dai quali qualcuno entra in possesso dei nostri dati per poi chiedere un riscatto in criptovalute. In altri casi, si spinge il destinatario a comunicare dati di accesso per improbabili errori di accesso al conto corrente. Risultato: nel giro di pochi minuti, in banca non ci sarà più nemmeno un centesimo. Questo può capitare anche con la posta elettronica certificata?
Se si riceve un messaggio nella casella Pec da un indirizzo sospetto o non conosciuto, ci sono diversi modi per fare una verifica ed evitare di correre dei rischi inutili. I più efficaci sono:
- il Registro delle imprese, nel caso in cui il mittente sia un professionista, una società o un’azienda;
- il sito Ini-Pec gestito dal ministero dello Sviluppo economico;
- il sito gov.it se il messaggio è arrivato da una Pubblica amministrazione;
- la pagina Posta elettronica certificata Inps, nel caso in cui si riceva un messaggio apparentemente inviato dall’Istituto (potrebbe anche essere vero ma meglio verificare);
- la classica ricerca su
Indice
Capire se una Pec è falsa dal Registro delle imprese
Per
- le imprese italiane;
- tutte le imprese estere con sede in Italia o con unità locale in Italia;
- tutte le associazioni o fondazioni che esercitano attività economica sotto forma di impresa.
Occorre collegarsi al sito registroimprese.it e procedere alla registrazione gratuita oppure accedere con lo Spid. In questa banca dati, oltre alle informazioni sugli iscritti, è possibile fare una ricerca anche partendo dall’indirizzo Pec. Se il professionista o l’impresa esiste davvero, il recapito di posta elettronica certificata verrà fuori. Altrimenti, possiamo pensare di avere ricevuto una
Capire se una Pec è falsa dal sito Ini-Pec
In alternativa al Registro delle imprese, per capire se una Pec è falsa si può consultare il Registro Ini-Pec, (inipec.gov.it) che è l’Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata di professionisti, imprese e ditte individuali.
Il registro è pubblico e l’accesso è libero e gratuito.
La sezione Professionisti contiene gli indirizzi Pec di notai, commercialisti, ingegneri, avvocati, architetti, giornalisti e di chiunque sia tenuto a comunicare il proprio indirizzo digitale al Consiglio dell’Ordine professionale.
La sezione Imprese contiene la Pec di società di capitali, società di persone o ditte individuale. Anche questi soggetti, infatti, sono obbligati per legge a possedere un proprio recapito digitale e a comunicarlo alla Camera di Commercio.
Per effettuare la ricerca, basta collegarsi al sito inipec.gov.it e selezionare se si vuole accedere al menu Professionisti o Imprese. Fatto questo, resterà soltanto da inserire il nome del professionista, dell’azienda o della ditta d cui si vuole avere la Pec. È anche possibile inserire, se conosciuta, la sua partita Iva o il suo codice fiscale.
Capire se la Pec di una pubblica amministrazione è falsa
Il modo più semplice per cercare la Pec di una pubblica amministrazione è quello di collegarsi al suo sito: in teoria, l’indirizzo della posta certificata dovrebbe essere lì a disposizione di tutti i cittadini.
Se, però, così non fosse, si può trovare la Pec dell’ente pubblico nel
Il Registro contiene gli indirizzi di posta elettronica certificata delle pubbliche amministrazioni. Lo si trova al sito indicepa.gov.it, aggiornato periodicamente ogni sei mesi.
Per la consultazione, occorre registrarsi al portale, anche se il servizio è gratuito.
Capire se la Pec è falsa dal sito Inps
Se il messaggio ricevuto per posta elettronica certificata arriva apparentemente dall’Inps ma si ha l’impressione che qualcosa non quadra, si può capire se la Pec è falsa collegandosi alla pagina Posta Elettronica Certificata Inps (inps.it/it/it/sedi-e-contatti/contatti/pec.html) e cliccando su una deve voci presenti, nello specifico:
- elenco PEC Sedi;
- elenco PEC Direzioni centrali;
- elenco PEC Attività professionali;
- elenco PEC Uffici di supporto agli organi;
- elenco PEC Uffici centrali;
- elenco PEC Direzioni regionali;
- elenco PEC Coordinamenti metropolitani.
Se l’indirizzo da cui si è ricevuto il messaggio non è presente in uno di questi elenchi, è probabile – per non dire sicuro – che si tratti di una truffa.
Capire se la Pec è falsa da Google
Se quanto detto sopra non basta, non c’è che affidarsi al vecchio e solito sistema: copiare l’indirizzo di posta elettronica certificata da cui è stato ricevuto il messaggio e incollarlo nel campo di ricerca di Google. I risultati diranno se la Pec è associata a un’impresa, a una ditta, a un professionista o a un provato. Insomma, se esiste o non esiste.
Se non ci sono dei risultati soddisfacenti, le possibilità sono due:
- che la Pec sia vera ma non sia stata registrata perché il titolare non è tenuto a farlo;
- che la Pec sia falsa.