Ripartizione delle spese dell'acqua in condominio: criteri e regole

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Autore: Angelo Greco

28 aprile 2023

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

La divisione della spesa dell’acqua avviene, in assenza di strumenti tecnici che calcolano il consumo dei singoli appartamenti, secondo millesimi.

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La ripartizione delle spese dell’acqua in condominio è una questione che può generare discussioni tra i condòmini. È fondamentale conoscere i criteri legali e le regole per ripartire correttamente queste spese e prevenire possibili conflitti. In questo articolo, analizzeremo come ripartire le spese dell’acqua in condominio, seguendo la legge e l’interpretazione che la giurisprudenza ne ha dato.

Come si ripartiscono le spese dell’acqua in condominio secondo la legge italiana?

L’articolo 1123 del codice civile fissa un principio generale che non è possibile derogare se non all’unanimità ossia con il consenso di tutti i condomini: tutte le spese condominiali vanno sempre ripartite secondo i millesimi (salvo eventuali aggiustamenti nel caso in cui alcuni condomini facciano del bene un uso più intenso dell’altro, come nel caso dell’ascensore per chi vive ai piani alti o del riscaldamento per chi ha un appartamento più ampio).

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Di conseguenza le spese relative all’acqua in condominio devono essere ripartite in base:

Qual è la sentenza che stabilisce il criterio di ripartizione delle spese dell’acqua in condominio?

Esistono numerose sentenze che affermano il principio appena enunciato. Di queste abbiamo dato notizia nelle pagine di questo sito. Di recente la sentenza n. 6163 del Tribunale di Roma, pubblicata il 18 aprile 2023, stabilisce nuovamente che,

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in assenza di contatori individuali, le spese dell’acqua devono essere ripartite in base ai millesimi di proprietà e non in parti uguali tra i condòmini. La sentenza fa riferimento alla pronuncia della Cassazione n. 17557/2014, che conferma il criterio legale di ripartizione delle spese dell’acqua in base ai valori millesimali delle singole proprietà.

Cosa succede se le spese dell’acqua vengono ripartite in modo errato in condominio?

Se le spese dell’acqua vengono ripartite in modo errato in condominio, ad esempio in parti uguali tra i condòmini anziché in base ai millesimi di proprietà, i condòmini interessati possono impugnare la delibera assembleare che approva tale riparto. Il giudice può quindi annullare la delibera nella parte in cui è stato approvato il riparto delle spese per il consumo idrico e stabilire che le spese siano ripartite secondo i criteri legali. Ma attenzione: a tal fine è necessario avviare l’impugnazione

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entro 30 giorni (che decorrono, per gli assenti, dalla comunicazione del verbale dell’assemblea mentre per i presenti astenuti o dissenzienti dalla delibera stessa).

È possibile stabilire criteri diversi per la ripartizione delle spese dell’acqua in condominio?

Sì, il regolamento di condominio può prevedere criteri diversi per la ripartizione delle spese dell’acqua, in deroga all’articolo 1123 del Codice Civile. Tuttavia, questi criteri devono essere approvati all’unanimità. Il che può avvenire in due diversi modi: o con l’approvazione del regolamento in sede di compravendita dei vari appartamenti o con delibera assembleare cui partecipino tutti i condomini.

In assenza di una diversa disposizione regolamentare o di specifiche delibere assembleari, le spese dell’acqua andranno ripartite con le quote millesimali, come stabilito dalla legge e dalla giurisprudenza.

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Cosa fare se in condominio non sono presenti contatori individuali per l’acqua?

Se in condominio non sono presenti contatori individuali per l’acqua, è possibile proporre in assemblea l’installazione di tali strumenti. I contatori individuali permettono di misurare i consumi effettivi di ciascuna unità immobiliare e di ripartire le spese in modo proporzionale all’uso effettivo. In questo modo, si evitano possibili conflitti tra i condòmini e si garantisce una ripartizione più equa delle spese.

Quali sono i vantaggi dell’installazione di contatori individuali per l’acqua in condominio?

L’installazione di contatori individuali per l’acqua in condominio presenta diversi vantaggi:

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