Multa con targa errata: come contestarla

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Autore: Paolo Florio

11 maggio 2023

Dottore Commercialista (2007) e Avvocato (2010). Svolge l’attività professionale di consulente e giurista d’impresa, con specializzazione nel campo del diritto tributario, diritto societario, diritto commerciale, diritto fallimentare e diritto penale dell’economia. Ha maturato, altresì, una specifica esperienza quale munus pubblicum per conto di diversi Tribunali avendo svolto incarichi giudiziari e in particolare di Custode e Amministratore Giudiziario, di Curatore Fallimentare, di professionista delegato alle vendite nelle procedure esecutive, nonché C.T.U. in giudizi civili e perito per la Procura in procedimenti penali.

Cosa succede se il vigile sbaglia a indicare la targa sulla multa? Per contestare il verbale è necessaria la querela di falso? Ecco cosa dice la Cassazione.

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Non tutti gli errori commessi dai verbalizzanti consentono di impugnare una multa stradale. Solo quando ciò ostacola il diritto di difesa del conducente è possibile far ricorso al giudice e vedersi annullare la contravvenzione. Ad esempio, non è invalidante l’errore di battitura sul modello dell’auto o l’omessa indicazione del numero civico ove è avvenuto il divieto di sosta in una via non troppo lunga. Lo è invece l’errore sul giorno dell’infrazione.

Cosa succede invece nel caso di una multa con targa errata?

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È possibile fare ricorso e come contestarla? Alcune indicazioni ci vengono fornite da una recente ordinanza della Cassazione che val la pena di commentare. Ma procediamo con ordine.

Si può contestare una multa con targa errata?

Hai ricevuto una multa con un errore di battitura sulla targa della tua auto? La tua targa non corrisponde al modello indicato nel verbale? Ti starai chiedendo se sia possibile contestarla e come farlo nel modo corretto.

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La prima cosa che devi sapere è che, secondo la giurisprudenza, è possibile impugnare un verbale per violazione del codice della strada se in esso è indicata una targa completamente diversa, anche se il tipo di veicolo corrisponde a quello che tu guidavi al momento dell’infrazione.

Invece, l’errata indicazione di un solo numero o di una cifra della targa comporta non comporta la nullità del verbale se dal resto della contravvenzione è chiaramente identificabile il conducente (si pensi a un “3” che diventa un “6” per la vicinanza sulla tastiera, quando invece è stato indicato esattamente il modello dell’auto, i dati del conducente e dei dati della relativa patente).

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Come si contesta la multa per errore sulla targa?

Il fatto che la multa contenga un errore non la rende automaticamente nulla. È infatti necessaria una pronuncia del giudice che le tolga ogni valore. Diversamente la contravvenzione diventa definitiva e, non essendo più contestabile, dovrà essere pagata. Quindi è necessario che il proprietario dell’auto faccia ricorso contro il verbale. In caso contrario non potrà più opporsi ad esso.

Come si fa la contestazione contro una multa per targa errata?

Come per tutte le contravvenzioni stradali, ci sono due modi per fare ricorso:

Nel primo caso bisogna pagare il contributo unificato (la tassa per la giustizia) e partecipare alle udienze. Nel secondo caso basta inviare il ricorso all’organo accertatore o direttamente al Prefetto.

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Per contestare l’errore sulla targa è necessaria anche la querela di falso?

La regola vuole che, in caso di contrasto tra le dichiarazioni del privato e quelle di un poliziotto, prevalgano queste ultime: egli infatti è un pubblico ufficiale e le sue attestazioni fanno “piena prova”.

Pertanto, di regola, ogni circostanza accertata dagli agenti con i loro stessi occhi non può essere oggetto di contestazione a meno che non si svolta un apposito processo chiamato querela di falso. La querela di falso è rivolta a togliere il valore di “piena prova” alle dichiarazioni del pubblico ufficiale. Bisognerebbe ad esempio svolgere tale iter se si intende dimostrare la falsità delle dichiarazioni del verbalizzante di aver visto il conducente attraversare l’incrocio a semaforo rosso o guidare con il cellulare in mano o senza le cinture allacciate.

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Dunque la querela di falso è un secondo giudizio che si somma a quello di contestazione della multa.

Ci si è posti la domanda se ciò valga anche nel caso di errata indicazione della targa. Sul punto la Cassazione ha detto che, nel caso di un errore sulla targa, per contestare la multa non è necessaria la querela di falso. La percezione sensoriale dell’agente che rileva la targa di un veicolo in movimento può essere soggetta a errori materiali. Questa situazione non è quindi coperta da fede privilegiata, il che significa che è possibile contestare l’errore nella multa relativo alla targa del veicolo senza dover necessariamente proporre la querela di falso ma contestando l’errore con la normale opposizione al verbale.

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Poniamo il caso di Mario, che riceve una multa per aver invaso la corsia opposta. Tuttavia, sulla multa c’è un errore nella targa e anche il colore dell’auto non corrisponde a quello del suo veicolo. In questo caso, Mario può contestare la multa dinanzi al giudice senza dover anche proporre una querela di falso.

Se l’opposizione alla multa viene accolta dal giudice, la sanzione verrà annullata. Il conducente non sarà quindi tenuto a pagare l’importo previsto dalla multa e non subirà la decurtazione dei punti della patente.

Se l’opposizione alla multa viene respinta, il conducente sarà tenuto a pagare l’importo previsto dalla sanzione. Ma se il ricorso è stato presentato al Prefetto, l’importo da corrispondere raddoppia.

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