Modifica delle tabelle millesimali: quale maggioranza?

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Autore: Angelo Greco

31 maggio 2023

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Più facile correggere errori nelle tabelle millesimali con il consenso della maggioranza, facilitando il processo di rettifica.

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Le tabelle millesimali sono fondamentali per la distribuzione delle spese condominiali. È proprio sulla base di queste che viene determinata la partecipazione di ciascun condomino agli oneri economici che servono per la gestione degli impianti e delle cose comuni.

In linea generale la legge prevede che le modifiche alle tabelle millesimali necessitino del consenso di tutti i condomini. Tuttavia, ci sono situazioni in cui la modifica può essere approvata con la maggioranza dei voti, purché rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio. Vediamo dunque

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qual è la maggioranza per la modifica delle tabelle millesimali alla luce di un recente e interessante chiarimento della Cassazione.

Qual è la regola per la modifica delle tabelle millesimali?

L’articolo 69 delle disposizioni attuative del Codice civile, modificato dalla riforma del 2012, stabilisce che i valori millesimali attribuiti a ciascun condomino possono essere rettificati o modificati solo all’unanimità. È interessante notare come tale norma non faccia distinzione tra regolamento contrattuale e non. Quindi anche le tabelle allegate a un regolamento non approvato all’unanimità possono essere cambiate solo con il consenso di tutti i condomini.

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Quando è sufficiente la maggioranza per approvare le modifiche alle tabelle millesimali?

L’ordinanza n. 13099/2023 della Cassazione pubblicata il 12 maggio 2023 chiarisce due situazioni in cui la maggioranza è sufficiente:

In tali casi l’assemblea non ha solo il potere ma l’

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obbligo di cambiare le tabelle millesimali. Lo si evince dalla parte della norma sopra richiamata (l’articolo 69 disp. att. cod. civ.) laddove dice che i valori possono essere rettificati o modificati, anche nell’interesse di un solo condomino. Il quale pertanto può ricorrere al giudice per effettuare tale rettifica in assenza di collaborazione da parte dell’assemblea. Egli sarà tenuto a citare in giudizio solo il condominio in persona dell’amministratore, senza dover notificare l’atto di ricorso a tutti i condomini. Ma l’amministratore dovrà informare di ciò al più presto l’assemblea.

Cosa significa “non adeguato alle necessità reali”?

Nel caso analizzato dalla Cassazione, un condomino contestava le nuove tabelle millesimali, affermando che erano state modificate a maggioranza non a causa di errori di calcolo, ma a causa di nuovi criteri e parametri utilizzati per determinare i valori delle proprietà individuali. L’assemblea aveva infatti indicato che le tabelle in vigore non erano “adeguate alle necessità reali”. Ma cosa significa esattamente questo termine?

La Cassazione ha confermato che, se le tabelle millesimali sono considerate “non adeguate alle necessità reali”, ciò rientra nella definizione di “errore“. In questo caso, non è richiesto il consenso di tutti i condomini per la modifica.

Un esempio pratico: se un balcone è stato ampliato e ora offre una vista panoramica, aumentando il valore dell’appartamento, le tabelle millesimali dovrebbero riflettere questo cambiamento. Se non lo fanno, potrebbe essere necessario correggere questo “errore”.

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