Lavoro senza contratto scritto: è valido?

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Autore: Redazione

05 giugno 2023

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Cosa succede se si lavora senza contratto? È valido un contratto di lavoro stipulato solo a voce e senza forma scritta? Spiegazione e casi pratici.

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Il lavoro subordinato è soggetto a numerose regole sia di carattere civile che amministrativo. E ciò al fine di evitare abusi ai danni dei lavoratori ed evasioni ai danni del fisco. Oltre quindi al contratto di lavoro vero e proprio sono previste una serie di comunicazioni agli enti competenti che, di norma, per conto dell’azienda cura il suo consulente del lavoro. Potrebbe però succedere che una persona inizi a lavorare senza prima firmare alcun documento. Ci si chiederà allora se il lavoro senza contratto scritto è valido

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. Una semplice intesa verbale può far essere considerata un’assunzione e far scattare il diritto alla retribuzione? Cosa si rischia se non si ha il tradizionale foglio di carta?

In Italia, la legge (art. 1325 c.c.) stabilisce che un contratto di lavoro può assumere qualsiasi forma, inclusa quella tacita o comportamentale. Tuttavia, sono previste alcune eccezioni. Questo articolo risponde a queste domande e ad altre simili, analizzando le diverse situazioni che possono verificarsi e fornendo esempi pratici.

Posso lavorare senza contratto scritto?

Lo Stato mira a contrastare il frequente fenomeno del

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lavoro in nero. Proprio per questo, nell’ambito dei rapporti di lavoro, la legge dà rilievo anche ai rapporti nati “di fatto”, ossia senza formalità e senza contratti scritti. Detto in altre parole, un rapporto di lavoro si instaura per da quando un soggetto presta la propria attività in favore di un altro, a prescindere dal fatto che questi abbia rispettato le regole previste dalla normativa lavoristica.

Per comprendere meglio la questione sarà bene fare un esempio attraverso un paragone con un altro settore del diritto.

In tema di compravendita immobiliari è noto che, se manca il contratto stipulato dinanzi al notaio, il cosiddetto rogito, la proprietà non si trasferisce all’acquirente, benché questi abbia pagato il relativo prezzo. Invece, in materia di lavoro dipendente, un soggetto accampa il diritto alla retribuzione, ai contributi, alle ferie, ai permessi e a tutte le altre tutele previste dalla legge anche se tra le parti non c’è stato un contratto scritto.

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Questa regola va sotto il nome di principio dell’effettività che sta a significare che, nei rapporti di lavoro, più che la “carta” conta ciò che effettivamente e concretamente avviene.

Cosa rischio se lavoro senza contratto?

Il fatto che un rapporto di lavoro sia avviato senza contratto non implica necessariamente che sia in nero, perché il datore potrebbe ben aver avviato le pratiche dell’assunzione presso i competenti enti. Il lavoro in nero si verifica invece quando anche questi adempimenti non siano adempiuti e il rapporto è completamente “sommerso” al fisco e alla pubblica amministrazione. In tal caso, le sanzioni sono a carico del solo datore di lavoro. Il dipendente può rischiare un

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procedimento penale per truffa ai danni dell’Inps se, nonostante il lavoro in nero, percepisce qualche sussidio di disoccupazione o per persone non abbienti.

Posso lavorare senza un contratto scritto?

Sì, puoi lavorare senza un contratto scritto. Il principio generale è la libertà di forma (art. 1325 c.c.), che significa che un contratto di lavoro può essere concluso anche con un comportamento concludente e tacito. Molto spesso infatti, al posto del tradizionale contratto, il datore di lavoro invia al dipendente una lettera di assunzioni firmata dalla sola azienda, che comunque ha lo stesso valore del contratto.

Sotto un piano amministrativo spetta al datore poi inviare le varie comunicazioni dell’assunzione all’Inps e all’Inail, ma l’eventuale violazione di tali doveri non intacca la validità del contratto con il dipendente.

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Quindi, il dipendente che non ha un contratto scritto ha comunque diritto ai medesimi trattamenti del lavoratore che invece ha ricevuto una documentazione.

La forma scritta è utilizzata principalmente per motivi di prova e non per la validità del contratto (art. 1352 c.c.). Tuttavia, il datore di lavoro è soggetto a obblighi specifici di comunicazione sia verso il lavoratore (D.Lgs. n. 152 del 26 maggio 1997) sia verso la Pubblica Amministrazione (art. 1, comma 1180, legge 296/2006), che richiedono la forma scritta.

Ho diritto alla busta paga se non sono stato assunto?

Come anticipato, l’assunzione avviene già con il semplice fatto di accettare la prestazione lavorativa del dipendente e immetterlo nelle sue mansioni. Se poi non vengono adempiuti gli obblighi di carattere amministrativo, il datore rischia delle sanzioni.

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Il dipendente quindi ha diritto a essere pagato anche se assunto per fatti concludenti e senza contratto scritto.

Ci sono eccezioni a questa regola?

Sì, ci sono eccezioni in cui la legge richiede la forma scritta non solo per la prova, ma anche per la validità del contratto. Queste includono:

Immaginiamo il caso di Alessia, che lavora in un bar senza un contratto scritto. Il suo contratto è ancora valido, a meno che non rientri in una delle eccezioni menzionate sopra.

Al contrario, Federico, un calciatore professionista, ha bisogno di un contratto scritto per la validità del suo contratto di lavoro sportivo. Se non avesse un contratto scritto, questo sarebbe nullo.

Conclusione

La risposta alla domanda “È valido un contratto di lavoro senza forma scritta?” è, in generale, sì. Tuttavia, ci sono eccezioni importanti che bisogna conoscere. Ricordiamo che la forma scritta è normalmente preferita nella pratica, non solo per le prove, ma anche per la sicurezza di entrambe le parti coinvolte.

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