La querela penale: procedura, termini e conseguenze

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Autore: Mariano Acquaviva

07 ottobre 2023

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Guida breve alla querela: come e dove si sporge, entro quanto tempo va presentata e cosa succede dopo. Cos’è cambiato a seguito della riforma Cartabia?

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La querela è la segnalazione di reato proveniente direttamente dalla persona offesa, cioè dalla vittima. A differenza della denuncia, rappresenta una condizione di procedibilità dell’azione penale, nel senso che, senza di essa, le autorità non possono agire contro il responsabile del crimine, anche qualora fosse sorpreso in flagranza di reato. Con questo articolo parleremo diffusamente della querela penale analizzandone procedura, termini e conseguenze.

Come si sporge querela?

La querela può essere sporta presso qualsiasi

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presidio delle forze dell’ordine (carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza, ecc.) oppure direttamente in Procura.

La querela può essere scritta oppure orale:

La persona offesa può delegare un proprio procuratore speciale (in genere, l’avvocato di fiducia) affinché depositi la querela per suo conto.

La querela può essere anche trasmessa a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento: in questo caso, però, occorre che la firma in calce alla querela sia autenticata dall’avvocato oppure da altro soggetto abilitato (solitamente, il notaio).

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La persona offesa che si trova all’estero può depositare la propria querela presso l’autorità consolare.

Quanto tempo c’è per sporgere querela?

La querela può essere sporta entro tre mesi da quando la vittima ha avuto conoscenza del reato. Ciò significa che il termine non decorre dal momento in cui il crimine è stato commesso bensì da quando la persona offesa se ne è resa conto.

Per alcuni reati ritenuti particolarmente gravi il termine per sporgere querela è superiore: nello specifico, per i reati di stalking e di revenge porn è pari a sei mesi mentre per quello di violenza sessuale è di dodici mesi.

Quali sono le conseguenze della querela?

La querela è condizione di procedibilità

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dell’azione penale; ciò significa che, senza di essa, le autorità non possono perseguire legalmente il soggetto che ha commesso il crimine, quand’anche la sua responsabilità fosse evidente.

Se un poliziotto assiste a un furto non può arrestare il ladro né farne segnalazione alla Procura, a meno che la vittima non decida di sporgere querela.

Una volta presentata, la querela consente alle autorità di cominciare le indagini preliminari, cioè quella fase caratterizzata dalle investigazioni che la polizia compie per accertare la responsabilità penale del soggetto querelato.

Le indagini cominciano formalmente dal momento in cui il nominativo dell’indagato viene iscritto all’interno del

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registro delle notizie di reato conservato in Procura.

L’iter è quindi il seguente:

Querela: cos’è cambiato con la riforma Cartabia?

A seguito della riforma Cartabia entrata in vigore nel 2023, le indagini preliminari devono concludersi nel giro di un anno dalla data in cui il nome della persona alla quale è attribuito il reato è iscritto nel registro delle notizie di reato.

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Il pubblico ministero può chiedere una proroga ma, in ogni caso, quando si procedere per un delitto, il termine massimo di durata delle indagini non può superare i diciotto mesi.

Pertanto, dal momento in cui la querela è giunta in Procura e il nome del querelato è stato iscritto nell’apposito registro, le indagini devono concludersi entro un anno o, al massimo, entro un anno e mezzo.

A seguito della riforma Cartabia quasi tutte le ipotesi di furto sono diventate procedibili a querela di parte: ciò significa che la vittima di un ladro deve sporgere querela entro tre mesi per poter vedere tutelate le proprie ragioni.

Infine, con la Cartabia la remissione di querela è diventata molto più semplice, visto che essa può verificarsi anche contro la volontà della vittima, tutte le volte in cui questa non si sia presentata in tribunale a testimoniare senza un giustificato motivo.

Con la remissione, il reato si estingue e, con esso, anche il procedimento penale, visto che il giudice è tenuto a porre fino allo stesso pronunciando immediatamente sentenza di proscioglimento (secondo la formula (non doversi procedere”).

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