Colonnine di ricarica elettrica in condominio: la guida completa

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Autore: Angelo Greco

14 giugno 2023

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Scopri tutto ciò che devi sapere sulle colonnine di ricarica elettrica in condominio, inclusi i requisiti e i luoghi per l’installazione, il ruolo dell’amministratore, le maggioranze in assemblea e le soluzioni pratiche per la ricarica delle auto elettriche nei box privati.

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L’avvento delle auto elettriche ha portato al crescere della richiesta di soluzioni di ricarica all’interno dei condomini. Molti proprietari di veicoli elettrici desiderano installare centraline di ricarica nei propri box, ma questa situazione può generare discussioni e dubbi nelle assemblee condominiali. Installare colonnine all’esterno spesso non è una soluzione praticabile nelle grandi città, poiché gli spazi sono limitati. Pertanto, le richieste di ricarica all’interno dei box e le preoccupazioni degli altri condòmini si pongono al centro del dibattito.

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In questa guida completa, esploreremo i requisiti di maggioranza per l’installazione delle colonnine di ricarica elettrica in condominio, l’obbligo di costituire un fondo speciale per le opere, il ruolo fondamentale dell’amministratore condominiale e le soluzioni pratiche per la ricarica all’interno dei box privati.

Quali sono i requisiti di maggioranza per l’installazione delle colonnine elettriche in condominio?

L’articolo 17-quinquies del Dl 83/2012 stabilisce che l’assemblea di condominio può approvare le opere edilizie per l’installazione delle infrastrutture di ricarica elettrica con le maggioranze previste dall’articolo 1136 del Codice civile. In pratica, è necessario il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti in seconda convocazione e un numero di voti che rappresenti almeno un terzo del valore dell’edificio.

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Che fare se l’assemblea non approva le colonnine?

Se in assemblea non viene raggiunta la maggioranza per la realizzazione di colonnine, anche un solo condomino (o un gruppo) può procedere all’installazione delle colonnine elettriche, ma a proprie spese. Gli altri condomini non potranno usufruirne ma potranno farlo in un momento successivo, rimborsando una quota parte della spesa sostenuta all’epoca.

È obbligatoria la costituzione di un fondo speciale per l’installazione delle colonnine elettriche?

Essendo l’installazione delle colonnine elettriche un’opera di straordinaria manutenzione, contestualmente all’approvazione dei lavori l’assemblea condominiale deve deliberare la costituzione di un

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fondo ad hoc ove andranno accantonati i pagamenti fatti dai condomini. Senza il fondo, la delibera stessa risulterebbe nulla e i condomini potrebbero opporsi a eventuali richieste di pagamento.

Le quote dovute dai singoli condomini vanno accantonate sul fondo e devono essere riscosse dall’amministratore prima dell’avvio dei lavori o a SAL (stato avanzamento lavori).

Quali sono i doveri dell’amministratore rispetto alle colonnine di ricarica?

L’amministratore condominiale svolge un ruolo chiave nel gestire la questione delle colonnine di ricarica elettrica. Deve evitare prelievi illegittimi di energia elettrica dalla rete condominiale (comportamento che rientrerebbe nel reato di

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furto di energia) e garantire la sicurezza del fabbricato. Se si verifica un furto l’amministratore può sporgere querela solo previa autorizzazione dell’assemblea.

L’amministratore è responsabile della custodia tecnico-giuridica delle parti comuni condominiali e degli impianti.

Inoltre, per modifiche di impianti elettrici che impiegano una potenza superiore a 6 kW, è necessaria la progettazione di un tecnico abilitato e l’intervento di elettricisti qualificati.

Quali sono i problemi nell’installazione di centraline di ricarica nei box privati?

Le centraline di ricarica per auto elettriche richiedono una notevole quantità di energia, superando spesso i 10 kW. Questo crea delle sfide quando si tratta di collegarle all’impianto delle autorimesse, che è stato originariamente progettato per illuminare i corridoi e l’interno delle stesse. Per poter effettuare il collegamento, sarebbe necessario

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ristrutturare l’impianto elettrico e aumentare la capacità del contatore. Tuttavia, ciò diventa quasi impossibile considerando il numero di autorimesse che devono essere servite, la dimensione e il numero delle linee di alimentazione necessarie. Soprattutto nelle grandi città, molti edifici hanno un elevato numero di box o addirittura condomìni costituiti esclusivamente da autorimesse private.

Si può installare una centralina nel box auto?

Alcuni condomini hanno affrontato questa situazione trovando una soluzione individuale: collegando la propria auto elettrica al proprio contatore privato situato nel box. In questi casi, l’amministratore condominiale deve intervenire per adeguare l’impianto condominiale a queste nuove situazioni.

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È importante che il pulsante di disconnessione dell’alimentazione elettrica in caso di incendio, obbligatorio nelle autorimesse soggette a norme di prevenzione incendi, comandi anche lo spegnimento di tutte le linee private che alimentano i dispositivi di ricarica nei box. Ciò garantisce che nessuno rischi di essere folgorato in caso di intervento con idranti a acqua in presenza di linee elettriche attive.

Attualmente, la normativa sulla prevenzione incendi non impone restrizioni specifiche alla ricarica delle auto elettriche all’interno delle autorimesse. Tuttavia, è importante sottolineare che uno studio condotto dai Vigili del Fuoco nel 2020 ha evidenziato le criticità legate allo stoccaggio delle batterie al litio. Il vero problema, al momento, è l’adeguamento degli impianti elettrici alle norme di sicurezza per garantire che siano accessibili e sicuri per tutti i proprietari di box. È auspicabile un intervento legislativo che affronti anche la questione dell’impossibilità di fornire a tutte le autorimesse la potenza necessaria.

In sintesi, è importante valutare attentamente le implicazioni tecniche e normative quando si tratta di installare centraline di ricarica per auto elettriche all’interno delle autorimesse condominiali. La sicurezza e l’adeguamento agli standard di legge devono essere garantiti, al fine di consentire un utilizzo sicuro ed efficiente delle auto elettriche da parte dei proprietari dei box condominiali.

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