Parcheggio abusivo in condominio: cosa fare

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Autore: Angelo Greco

21 luglio 2023

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Come comportarsi con un estraneo che lascia l’auto nel cortile condominiale senza autorizzazione.

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Cosa fare se un estraneo parcheggia in un cortile condominiale senza permesso? Quali sono i diritti dei residenti del condominio? È ormai noto che il carro attrezzi interviene solo sulla strada pubblica e dietro segnalazione della polizia, a meno di pagare il suo intervento e il deposito del mezzo. Né è possibile elevare le multe eventualmente previste dal regolamento condominiale nei confronti degli estranei.

Non resta che la leva penale. Si può denunciare l’estraneo per il reato di «violenza privata» se questi blocca il passaggio o rende più difficile la manovra in entrata o in uscita da un garage, da un box auto o dallo stesso cortile condominiale ad uno dei residenti. E ciò anche se la sosta selvaggia dura pochi minuti. Ma non è tutto: con una recente e innovativa sentenza, la Cassazione sostiene che esistono altri due motivi – e altrettanti capi di imputazione – che giustificano la querela. Vediamo allora

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cosa fare contro il parcheggio abusivo in condominio.

Quali sono i reati commessi dal parcheggiatore abusivo?

Chi sceglie di parcheggiare senza autorizzazione nel cortile condominiale, sta commettendo due reati. Il primo è quello di invasione di edifici previsto dall’articolo 633 del codice penale e definito come reato «contro il patrimonio».

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La novità sta nel fatto che, in passato, la Corte aveva precisato che tale illecito penale scatta solo nel caso in cui l’occupazione del suolo altrui sia stabile e si protragga per un tempo apprezzabile, non certo quello di un normale parcheggio. Ora però la Corte sembra aver mutato indirizzo, almeno su questo aspetto.

Il secondo reato è quello di «violazione di domicilio», previsto dall’articolo 614 del codice penale. Sicuramente quest’ultimo è l’aspetto più rilevante. Approfondiamone le ragioni.

Parcheggiare in un condominio altrui è violazione di domicilio

Già in passato la Cassazione aveva avuto modo di affermare che i cortili e gli orti, destinati al servizio e al completamento dei locali di abitazione, rientrano nel concetto di «appartenenza» tutelato dal dice penale. È irrilevante, ai fini della sussistenza del reato di violazione di domicilio, che tali appartenenze siano di uso comune a più abitazioni. Ciò che conta infatti è la sussistenza del cosiddetto «diritto di escludere» gli estranei da quei luoghi, diritto che – nel caso del parcheggio condominiale – spetta a ciascuno dei titolari delle singole abitazioni.

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Dunque commette reato di violazione di domicilio chi si introduce, contro la volontà di chi ha diritto di escluderlo, anche nel cortile dell’edificio condominiale, rientrando tale cortile nel concetto di appartenenze dell’abitazione (così Cass. sent. n. 7470/1974 e n. 7279/1978).

Qual è il caso specifico che ha portato a questa sentenza?

Un professionista di Napoli, titolare di un contratto di locazione di uno studio, ha continuato a parcheggiare nell’area comune del suo condominio nonostante la revoca dell’autorizzazione. La sua condotta ha portato a un conflitto con gli altri residenti e ha destato l’attenzione dell’amministratore. Nonostante la sua difesa abbia cercato di sminuire la gravità della situazione, la Cassazione ha emesso una sentenza definitiva di condanna a suo carico.

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Quali prove contro l’estraneo che parcheggia nel condominio?

La testimonianza ha avuto un ruolo cruciale nel processo. Diverse persone hanno confermato che il professionista utilizzava regolarmente auto e moto per accedere non autorizzato al condominio. Questa prova ha contribuito a stabilire la responsabilità penale dell’imputato. Ma non solo: il processo si può arricchire delle prove fotografiche tramite le immagini scattate dagli smartphone dei residenti, a confermare l’illegittimità del comportamento.

Entro quanto tempo sporgere la querela

Premesso che, in questo caso, trattandosi di reati procedibili solo a querela di parte, si parla di «querela» e non di «denuncia», è bene sapere che la stessa può essere presentata

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entro tre mesi da quando l’illecito è stato commesso, indipendentemente da quando viene accertato.

La querela può essere presentata:

L’amministratore non può agire autonomamente ma deve prima ottenere l’autorizzazione specifica dell’assemblea; il verbale poi deve essere firmato dai singoli condomini, diversamente la querela non ha valore legale.

Cosa significa tutto ciò per i residenti dei condomini?

La sentenza apre nuove prospettive per i residenti dei condomini. Da ora, se un estraneo parcheggia nel loro cortile, non sono più impotenti. Hanno il diritto di escludere l’intruso ricorrendo alla querela penale.

Questa decisione rappresenta un passo importante verso la tutela dei diritti dei residenti nei condomini e invia un messaggio chiaro ai parcheggiatori abusivi: il rispetto delle regole è obbligatorio, non opzionale.

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