Cosa dice l’articolo 1453 del codice civile?

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Autore: Angelo Greco

28 luglio 2023

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

L’articolo 1453 del codice civile è rubricato «Risolubilità del contratto per inadempimento».

Questa norma stabilisce cosa rischia chi non rispetta un contratto. La vittima dell’altrui inadempimento può pretendere, tramite una causa civile, la risoluzione del contratto (ossia lo scioglimento dell’accordo) oppure l’adempimento forzato.

Perché l’articolo 1453 cod. civ. è una norma importante?

Perché dà una doppia tutela a chi ha a che fare con una controparte che non adempie al contratto. In tali casi infatti si può avviare una causa civile e chiedere al giudice una di queste due soluzioni:

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  1. a) condannare la controparte ad adempiere forzatamente alle obbligazioni contrattuali per come concordato.
  2. b) disporre la risoluzione del contratto: ciò significa che il contratto viene considerato come se non fosse mai esistito e le parti sono liberate dalle rispettive obbligazioni contrattuali. Pertanto chi ha già adempiuto ha diritto al rimborso.

La risoluzione può essere chiesta solo se l’inadempimento è tanto grave da far venir meno l’interesse all’intera prestazione.

Sia che chieda l’adempimento che la risoluzione, la parte danneggiata ha sempre il diritto di ottenere il risarcimento del danno subito a causa dell’inadempimento.

Perché l’articolo 1453 cod. civ. è una norma da ricordare?

Nella vita quotidiana concludiamo tanti contratti anche inconsapevolmente (non solo scritti ma anche verbali). Pensa a quando vai a fare la spesa, acquisti un vestito, fai un ordine su internet o chiedi all’officina di ripararti l’auto: in tutti questi casi, se non ti viene dato ciò che ti era stato promesso puoi ricorrere all’articolo 1453 cod. civ.

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Un esempio

Se una persona acquista un oggetto ma non ottiene ciò che aveva chiesto può rivolgersi al giudice affinché ordini al venditore o di eseguire la prestazione oppure la restituzione del prezzo già pagato.

Cosa dice l’articolo 1453 cod. civ.?

«Nei contratti con prestazioni corrispettive, quando uno dei contraenti non adempie le sue obbligazioni, l’altro può a sua scelta chiedere l’adempimento o la risoluzione del contratto, salvo, in ogni caso, il risarcimento del danno.

La risoluzione può essere domandata anche quando il giudizio è stato promosso per ottenere l’adempimento; ma non può più chiedersi l’adempimento quando è stata domandata la risoluzione.

Dalla data della domanda di risoluzione l’inadempiente non può più adempiere la propria obbligazione».

Cosa c’è da sapere sull’articolo 1453 cod. civ.?

Spesso si crede che chi, in malafede, non adempie un contratto commette reato (si pensi al debitore che volontariamente non paga o al venditore che non spedisce la merce). In verità non è così: in tutti questi casi c’è solo un inadempimento che è un illecito civile e dà diritto a quanto visto sopra.

Solo se c’è prova di una condotta truffaldina, volta a far cadere in errore la vittima con l’inganno e la malizia si può parlare di truffa.

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