Far cadere acqua e polvere dal balcone è reato?

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Autore: Angelo Greco

02 agosto 2023

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Quando le normali faccende domestiche diventano un illecito: una sentenza della Cassazione vieta di sbattere tappeti, stendere panni e lavare il pavimento del terrazzo.

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Ti è mai capitato di ritrovarti inaspettatamente sotto una pioggia di acqua, polvere o molliche proveniente al balcone del piano di sopra? A tutti è chiaramente consentito pulire il proprio appartamento ma questo non deve andare a discapito dei vicini. Ecco perché la legge vieta il comportamento di chi sporca la proprietà altrui. E non importa se si tratta

di semplici pulviscoli o dell’acqua di scolo delle piante. Di certo, in ipotesi del genere, si configura un illecito civile che dà diritto al risarcimento del danno e a ottenere, dal giudice, un’inibitoria che vieti il prolungarsi di tali comportamenti. Ma – qui la questione più importante – ci sono anche risvolti di carattere penale?

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Far cadere acqua e polvere dal balcone è reato? La risposta a questa domanda è stata fornita dalla Cassazione con la sentenza n. 32958 del 28 luglio 2023.

La Corte si è occupata proprio delle molestie che possono derivare quando, nel fare le normali faccende domestiche, si fanno cadere dal balcone oggetti di vario tipo, anche i residui del pranzo allorché si scuote la tovaglia, o la polvere quando si sbattono i tappeti.

Vediamo, più nel dettaglio, cosa ha detto la Suprema Corte in proposito.

La vicenda

In una vicenda che ha avuto luogo in un palazzo nella provincia di Massa, la Cassazione ha sanzionato tre donne per il

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reato di getto pericoloso di cose. Le imputate avevano arrecato disagio ai vicini sottostanti per oltre dieci anni, riversando sul loro terrazzo acqua, polvere, cenere di sigarette, terriccio, capelli, foglie, briciole di pane e mangime per uccelli. Il tutto nonostante le ripetute contestazioni verbali e scritte.

Qual è la pena per il reato di getto pericoloso di cose?

Il reato di getto pericoloso di cose è previsto dall’articolo 674 del codice penale che sanziona con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a euro 206 la condotta di chi getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose che possono far male, sporcare o molestare persone o, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti.

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Nel caso di specie, il tribunale ha condannato le tre donne a pagare una multa di 200 euro ciascuna e a risarcire i danni subiti dai vicini del piano di sotto. Questo caso dimostra che l’insensibilità nelle attività quotidiane può portare a una sentenza di condanna.

Quali argomenti ha portato la difesa?

Il difensore delle tre donne ha cercato di ridimensionare l’entità del reato, sostenendo che il materiale scaricato non superava il grado di tollerabilità normale. Ha anche affermato che l’acqua proveniva solo dai fori di scarico, tentando di attenuare l’atto accusato. L’aspetto principale della difesa però è stato rivolto a sottolineare come la molestia riguardasse le cose (ossia il balcone che veniva sporcato) e non le persone (i suoi titolari).

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Come ha risposto la Cassazione?

La Cassazione ha condivido, in linea generale, la riflessione proposta dall’avvocato: «La contravvenzione di getto pericoloso di cose non è configurabile quando l’offesa, l’imbrattamento o la molestia abbiano ad oggetto esclusivamente cose e non persone». Ma nella vicenda oggetto del processo, aggiungono i giudici, «la tipologia e la natura delle cose gettate dalle tre donne, ossia sporcizie varie, tra cui polvere, cenere di sigarette, terriccio, capelli, fogliame, briciole di pane, mangime per uccelli, acqua (sia da gocciolamento di panni stessi che da getto per lavare il pavimento del terrazzo – attività, questa, effettuata con utilizzo di secchi d’acqua versati sul pavimento e conseguente ricaduta di acqua sporca sul terrazzo sottostante), e le correlate modalità della condotta, protrattasi per dieci anni e con frequenza di più volte alla settimana» sono da valutare come «

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idonee a molestare le persone, arrecando disagio, fastidio o disturbo e turbando ed impedendo il pieno ed abituale utilizzo del terrazzo».

Tale valutazione è stata ritenuta sufficiente per confermare in via definitiva la condanna delle tre donne.

Quale reato si configura nel gettare oggetti, acqua e polvere dal balcone?

Il comportamento di chi fa cadere dal balcone o dalla finestra oggetti di vario genere, polvere, mozziconi di sigarette, acqua e molliche, anche se microscopici, configura il reato di getto pericoloso di cose.

La sentenza stabilisce che la molestia alla persona può consistere in qualsiasi azione idonea a causare disagio, fastidio o disturbo, o a interrompere il normale corso della vita quotidiana. Non è necessario che l’azione causi un danno effettivo, è sufficiente che sia in grado di offendere, sporcare o infastidire le persone.

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