Medico del lavoro: chi è e cosa fa?

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Autore: Mariano Acquaviva

11 novembre 2023

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

In quali casi è obbligatoria la designazione di un professionista sanitario in azienda? Il datore può delegare la nomina del medico competente?

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All’interno di un’azienda non ci sono solo il datore e i dipendenti ma anche altri soggetti che svolgono funzioni molto importanti. Ad esempio, la legge stabilisce che, al ricorrere di alcune condizioni, il capo debba nominare un professionista sanitario che, in gergo, prende il nome di medico del lavoro. Chi è e cosa fa? Approfondiamo la questione.

Chi è il medico competente?

Il

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medico competente (meglio conosciuto come “medico del lavoro”) è il professionista che collabora con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi legati allo svolgimento delle mansioni assegnate ai dipendenti, con il compito di individuare eventuali criticità e di formulare concrete e valide soluzioni, nonché di effettuare la sorveglianza sanitaria finalizzata alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

In poche parole, il medico competente è un professionista (per lo più specializzato in medicina del lavoro) che si occupa di tutelare la salute dei lavoratori delle aziende nelle quali è nominato, attraverso una serie di attività volte a prevenire le malattie professionali e gli infortuni sul lavoro.

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Il medico competente può essere interno (dipendente) o esterno (libero professionista) all’azienda.

Cosa fa il medico del lavoro?

Il medico del lavoro svolge molteplici compiti. Principalmente, egli sottopone a visite mediche i dipendenti; queste possono essere preventive, intese a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro, o periodiche (solitamente con cadenza annuale) per controllare lo stato di salute.

Il medico competente aziendale, al termine della visita ed eventuali esami clinici e biologici, esprime un giudizio di idoneità o inidoneità del lavoratore alla specifica mansione.

Le visite si possono tenere anche in occasione di determinati eventi, come ad esempio:

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Il medico competente vigila anche sulla sicurezza del posto di lavoro, assicurandosi che non vi siano situazioni di potenziale pericolo per l’incolumità dei dipendenti.

Quali sono i requisiti del medico del lavoro?

Per svolgere le funzioni di medico del lavoro è necessario possedere uno dei seguenti titoli o requisiti:

Tutti coloro che sono in possesso dei requisiti di cui sopra devono iscriversi al rispettivo

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elenco nazionale dei medici competenti presso il Ministero della Salute.

Per lo svolgimento delle funzioni di medico competente è richiesto un aggiornamento e una formazione continua.

La nomina del medico del lavoro è obbligatoria?

La nomina del medico competente è obbligatoria solo in presenza di attività lavorative che possano essere rischiose per la salute dei dipendenti, allorquando è necessario programmare la sorveglianza sanitaria.

Ad esempio, la nomina del medico del lavoro è obbligatoria nei seguenti casi:

Chi nomina il medico del lavoro?

La nomina del medico competente è prerogativa del datore di lavoro.

Per la precisione, la legge [2] dice che il datore (o il dirigente) provvede alla nomina del medico competente, previa consultazione con il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls), qualora l’azienda sia soggetta a sorveglianza sanitaria, ossia quando la legge richiede che debbano essere effettuati in capo ai lavoratori accertamenti preventivi e/o periodici, come specificato nel precedente paragrafo.

La nomina del medico competente è tuttavia uno di quei compiti che il datore può delegare a un’altra persona, solitamente a un preposto che, in quello specifico settore, sovraintende alle attività per conto del datore.

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