Quante insufficienze per essere bocciati?

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Autore: Raffaella Mari

07 settembre 2023

Laurea in Scienze politiche "cum laude" presso l'università della Calabria. Laurea in giurisprudenza presso l'università "Magna Graecia" di Catanzaro. Avvocato con esperienze lavorative nel campo del recupero crediti.

Il TAR Lazio ha stabilito che sei insufficienze, di cui una grave, in materie non secondarie, non sono sufficienti per escludere automaticamente il passaggio di un alunno alla classe successiva.

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Sei insufficienze possono automaticamente escludere un alunno dalla promozione alla classe successiva? La questione della promozione scolastica è sempre delicata e complessa, poiché coinvolge la performance dell’alunno, l’efficacia degli insegnanti e delle metodologie didattiche e, naturalmente, le regolamentazioni scolastiche. Recentemente, il TAR Lazio ha affrontato questo problema in un caso che riguardante una studentessa della prima media bocciata dai suoi professori, nonostante avesse mostrato un miglioramento nelle sue prestazioni. La ragazza ha fatto ricorso ai giudici domandando:

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quante insufficienze ci vogliono per essere boccati? La risposta del TAR ha stupito non poche persone ma corrisponde all’esatta interpretazione del diritto. Vediamo dunque cosa dice la legge a riguardo.

Analisi del caso

La studentessa in questione aveva ricevuto sei insufficienze, di cui una grave, in materie non secondarie. I professori avevano deciso di non ammetterla alla classe successiva, sottolineando che il suo impegno era stato “scarso e inadeguato, sia nell’esecuzione dei compiti che nello studio”. Tuttavia, il TAR ha osservato che i professori non avevano considerato il percorso complessivo della studentessa, che aveva mostrato un

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miglioramento nel corso dell’anno scolastico.

Il Consiglio di Stato, con la sentenza 4107 del 2020, ha quindi stabilito che l’ammissione alla classe successiva è la regola generale, mentre la bocciatura è l’eccezione. Tale eccezione può essere applicata solo se sono stati adottati tutti gli accorgimenti previsti per evitare la bocciatura, come l’attivazione delle specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento previste dall’articolo 6 del Dlgs 62/2017, e se un esame predittivo e ragionato delle possibilità di recupero risulta irrimediabilmente sfavorevole.

Nel caso in questione, l’istituto non aveva attivato “specifiche strategie per i livelli di apprendimento

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“, come previsto dalla normativa scolastica. Pertanto, il TAR ha accolto il ricorso della famiglia della studentessa, annullando il procedimento di bocciatura.

Conclusioni

La sentenza del TAR Lazio sottolinea l’importanza di considerare l’intero percorso di apprendimento di un alunno prima di decidere sulla sua promozione o bocciatura. Inoltre, ribadisce che la bocciatura è l’extrema ratio che può essere applicata solo dopo aver attivato tutte le strade possibili per raggiungere il miglioramento dei livelli di apprendimento dell’alunno e aver valutato attentamente le sue possibilità di recupero. Pertanto, anche in presenza di sei insufficienze, non c’è un automatismo nella bocciatura.

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