Professionisti: così cambia il fisco
Il fisco sta riscrivendo le regole per i professionisti. Con il nuovo decreto attuativo della delega fiscale, il reddito di lavoro autonomo sarà trattato allo stesso modo di quello dei dipendenti. La novità? Il reddito onnicomprensivo.
È quasi pronto il decreto attuativo sulla delega fiscale per quanto riguarda il trattamento fiscale dei professionisti. Molte le novità che interesseranno migliaia di avvocati, commercialisti, ingegneri, architetto e le altre categorie professionali. Il governo mira soprattutto a semplificare i rapporti tra queste categorie e l’erario, consentendo peraltro di detrarre le spese compiute per conto del cliente come viaggi, pasti, pernottamenti in hotel. Non sono le uniche novità. Forse la più rilevante riguarda i criteri di tassazione che saranno equiparati a quelli dei lavoratori dipendenti.
Vediamo quali sono gli aspetti più significativi della riforma.
Reddito onnicomprensivo: la rivoluzione sta tutta in un principio in questo principio, quello dell’onnicomprensività. In pratica tutte le somme conseguite nell’esercizio dell’attività formeranno il reddito. Il reddito di lavoro autonomo includerà tutte le somme e i valori ottenuti nell’esercizio dell’attività artistica o professionale, proprio come già avviene per i lavoratori dipendenti.
Determinazione del reddito imponibile: il reddito imponibile sarà determinato dalla differenza tra tutte le somme e i valori ottenuti e le spese sostenute nel periodo d’attività.
Esclusioni: non saranno conteggiate nel calcolo del reddito i
Spese indeducibili: Le spese come viaggi, trasporti, vitto e alloggio saranno irrilevanti per il calcolo del reddito.
Conferimenti in società: un’altra novità è la neutralità fiscale per i conferimenti dell’attività professionale in società, incluso il valore della clientela.
Gestione di immobili: viene introdotta una nuova categoria di beni immobili relativi all’arte o alla professione. Gli immobili utilizzati sia per l’attività professionale sia per la vita familiare saranno considerati strumentali, a patto che siano registrati correttamente.
Ammortamenti: il decreto mira a eliminare la disparità tra l’acquisto diretto e la locazione finanziaria di immobili strumentali. Le quote di ammortamento saranno deducibili al 50% per gli immobili promiscui registrati correttamente.
Il Mef definirà il decreto attuativo entro fine settembre. Le modifiche previste mirano a semplificare e uniformare il sistema fiscale, risolvendo alcune criticità del passato.