Come annullare il regolamento condominiale?

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Autore: Mariano Acquaviva

02 dicembre 2023

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Cosa bisogna fare se il regolamento è stato approvato senza la maggioranza prevista dalla legge oppure se contiene norme illegali?

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Il regolamento condominiale contiene le norme principali per la gestione dell’edificio e l’utilizzo delle cose comuni. Si tratta di un documento importante ma non indispensabile: la legge ne stabilisce l’obbligo solamente nei fabbricati con più di dieci proprietari. Con il presente articolo ci occuperemo di un particolare aspetto della questione: vedremo cioè come annullare il regolamento condominiale.

In altre parole, vedremo cosa deve fare il condomino che, ritenendo illegittimo il regolamento oppure solo una parte di esso, intende farlo annullare dal giudice. Procediamo con ordine.

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Come si approva il regolamento di condominio?

Secondo l’art. 1138 del codice civile, il regolamento di condominio è approvato dall’assemblea con la maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio (500 millesimi).

Con la stessa maggioranza si determinano anche le eventuali modifiche al regolamento già esistente.

È invece necessaria l’unanimità, cioè il consenso di tutti i proprietari, se il regolamento deve stabilire norme che incidono sulla

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proprietà privata dei singoli condòmini o sul loro diritto al godimento delle parti comuni, ovvero che modificano i criteri di ripartizione delle spese.

Quando il regolamento è obbligatorio?

Il regolamento condominiale è obbligatorio soltanto negli edifici con almeno undici proprietari diversi.

In queste ipotesi, se l’assemblea non ha provveduto, ciascun condomino può fare ricorso all’autorità giudiziaria affinché adotti il regolamento proposto.

Secondo la legge, infatti, ciascun condominio può prendere l’iniziativa per la formazione del regolamento di condominio o per la revisione di quello esistente.

Come si annulla un regolamento condominiale?

Il regolamento condominiale

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può essere annullato se non è stato approvato con il quorum stabilito dalla legge, cioè con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti in assemblea che rappresenti almeno la metà del valore totale dell’edificio.

L’azione va proposta entro trenta giorni, che decorrono:

Quanto appena detto vale anche nell’ipotesi di modifica del regolamento già esistente: anche in questo caso, infatti, occorre rispettare le stesse maggioranza a pena di annullabilità della deliberazione.

Il soggetto che va citato in giudizio è l’intero condominio, in persona dell’

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amministratore che è il suo legale rappresentante.

Decorsi inutilmente i trenta giorni di cui sopra, il regolamento è “sanato”, nel senso che non è più possibile chiederne l’annullamento.

Come funziona l’istanza di mediazione?

In realtà, entro trenta giorni occorre proporre istanza di mediazione per cercare di risolvere bonariamente la controversia; solo nel caso di fallimento della conciliazione bisognerà procedere con il ricorso giudiziario, da proporsi entro trenta giorni dal verbale negativo della mediazione.

In altre parole, chi vuole annullare il regolamento deve:

Come far dichiarare la nullità del regolamento?

Se il regolamento presenta clausole che avrebbero dovuto essere

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approvate all’unanimità, contro di esse è possibile proporre impugnazione senza limiti di tempo: le previsioni di questo tipo sono infatti radicalmente nulle e, pertanto, possono essere contestate davanti al giudice da chiunque, senza limiti di tempo.

È il caso della norma che impone di ripartire tutte le spese condominiali in modo equo, senza tener conto dei millesimi, oppure della clausola che attribuisce in maniera esclusiva il lastrico solare al proprietario dell’ultimo piano.

Sono inoltre sempre nulle le norme del regolamento che autorizzano condotte illecite.

Si pensi alla clausola che autorizza i proprietari di realizzare ogni intervento edilizio senza dover chiedere il permesso al Comune.

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