Cadute e incidenti: quando c’è responsabilità del Comune
Un’analisi sulle responsabilità in caso di incidenti e cadute, esplorando quando il risarcimento è escluso per fattori come caso fortuito e condotta del danneggiato.
Apparentemente la questione è semplice: se una persona cade in una buca stradale o, a causa di qualsiasi altra insidia, ha un’incidente, il Comune dovrebbe risarcirla in quanto tenuto alla manutenzione del suolo pubblico. Ma l’equazione non è così automatica: tanto il diritto al risarcimento quanto la sua misura possono essere influenzati da numerose variabili che potrebbero arrivare ad elidere del tutto la responsabilità dell’ente pubblico.
In questo articolo vedremo quando c’è responsabilità del Comune per cadute e incidenti
Indice
Quale norma sancisce la responsabilità del Comune per le cadute nelle buche stradali?
Chi gestisce o possiede una struttura pubblica, come un edificio o una strada, ha la responsabilità dei danni che questa potrebbe causare. L’articolo 2051 del Codice civile
La presenza del “caso fortuito” può escludere il risarcimento, proprio perché slega il custode da una possibile negligenza.
Cos’è il caso fortuito?
Il “caso fortuito” rappresenta una
Ad esempio, se una strada con buche diventa scivolosa a causa di una improvvisa gelata notturna e provoca la caduta di un passante, il Comune non verrà considerato responsabile, poiché non avrebbe potuto prevenire o prevedere tale evento (Tribunale di Novara, pronuncia 627 del 2 ottobre 2023).
Alcuni giudici hanno escluso la responsabilità dell’amministrazione per la caduta del pedone in una buca qualora sia dimostrato che la strada era ben illuminata e che l’infortunato era distratto (ad esempio guardava il display dello smartphone).
In linea generale, il Comune non è responsabile per le insidie stradali se la situazione di pericolo poteva essere prevista e superata dal danneggiato con l’adozione di una normale attenzione. Tale cautela infatti è una norma comportamentale che deve sempre e obbligatoriamente improntare l’agire di qualsiasi utente della strada.
Affinché la sussistenza di un caso fortuito possa escludere la responsabilità dell’amministrazione è necessario che esso sia stato la principale causa dell’incidente. Si pensi al pedone che cada in una buca poco visibile, di notte, ricoperta di fogliame o ghiaia. Invece la presenza di una vistosa pozzanghera d’acqua deve sempre consigliare un atteggiamento più prudente (eventualmente passando ai margini della stessa) proprio per l’imprevedibilità del pericolo che essa potrebbe celare. Chi l’attraversa e poi rimane vittima di un “cratere” non può poi lamentarsi col Comune se poteva evitare l’insidia.
Caduta per imprudenza: spetta il risarcimento?
La legge assume che il custode di una struttura o strada la mantenga sicura. Tuttavia, coloro che la utilizzano devono anch’essi esercitare prudenza. Se un pedone cade a causa della propria imprudenza, nonostante la presenza di insidie, benché non segnalate ma comunque visibili, il legame causale tra l’anomalia e l’incidente potrebbe essere interrotto, escludendo quindi il risarcimento.
Il giudice deve valutare da un lato l’obbligo del Comune di rendere la strada sicura per la collettività e dall’altro il dovere dell’utente di prestare attenzione e prudenza. Come hanno stabilito le Sezioni Unite della Cassazione, il comportamento imprudente del danneggiato interrompe il nesso di causa-effetto tra la caduta e l’insidia stradale, escludendo il risarcimento del danno (Cass. SU ord. n. 20943 del 30 giugno 2022).
Chi cammina su una strada in evidente stato di dissesto deve prestare maggiore attenzione rispetto a chi percorre una normale via urbana. Ecco perché, se le condizioni pericolose del manto stradale sono ben evidenti, chi vi cade non potrà pretendere il risarcimento. Lo stesso dicasi per chi si fa male a causa di una buca molto estesa o comunque ben visibile: i danni possono spettare solo a chi non era nella condizione di accorgersi della situazione di pericolo.
Secondo la Cassazione, quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata se il danneggiato adotta le cautele normalmente attese e prevedibili, tanto più il suo comportamento imprudente interrompe il nesso causale tra fatto ed evento, escludendo il risarcimento (Cass. ord. n. 27648 del 29 settembre 2023).
I precedenti della giurisprudenza
Le decisioni dei tribunali forniscono una guida chiara su come viene applicata la legge in materia di responsabilità per cadute in buche e incidenti stradali. Alcuni esempi includono:
- il Comune è responsabile se una persona che inciampa su un tombino mal posizionato. Nel caso di specie mancava una striscia di asfalto e quindi i suoi bordi non combaciavano con la pavimentazione del marciapiede (Cassazione, ordinanza 27648 del 29 settembre 2023);
- il gestore di una strada è responsabile anche per gli elementi accessori ad essa come le barriere di protezione, il guard-rail, ecc. (Cass. ord. n. 5116 del 17 febbraio 2023). Se si lamenta un danno derivante dalla loro assenza (o inadeguatezza) occorre accertare in giudizio la resistenza che un’adeguata barriera avrebbe potuto opporre all’urto da parte del mezzo;
- il gestore della strada deve garantire che aree private adiacenti alla strada stessa non rappresentino un pericolo per i conducenti. L’amministrazione non ha alcun obbligo di provvedere alla manutenzione di tali terreni ma deve vigilare affinché da essi non sorgano situazioni di pericolo per gli utenti della strada e, in caso affermativo, deve attivarsi per rimuoverle o farle rimuovere (Cass. ord. n. 27137 del 22 settembre 2023).