Quali sono i tre poteri dello Stato italiano?
Come si articola il potere dello Stato italiano e da quali soggetti è esercitato?
Sappiamo che il nostro Stato è formato da diversi poteri. In particolare si parla spesso del principio di “tripartizione del potere”. Cosa significa questa locuzione? Quali sono i tre poteri italiani?
Quando si parla dei poteri dello Stato, si fa riferimento al «potere legislativo», al «potere esecutivo» e al «potere giurisdizionale». Ciascuno di questi poteri è esercitato da organi diversi e tra loro indipendenti.
Si può dunque affermare che lo Stato italiano si articola in tre distinte funzioni, esercitate da organi che non hanno alcun contatto tra loro, proprio per garantirne l’autonomia.
Prima di analizzare nel concreto quali sono i tre poteri italiani e come funzionano, è necessario un accenno al motivo storico-filosofico che ha spinto all’ideazione di uno Stato con potere tripartito.
Indice
Perché il potere dello Stato non è unico?
Il motivo per il quale il potere statale non è unico si rinviene nelle teorie sulla separazione dei poteri di Montesquieu, il quale aveva teorizzato che uno Stato democratico non potesse funzionare se non attraverso una divisione tra poteri esercitati da distinti soggetti.
In particolare, sarebbe stato necessario garantire una piena indipendenza tra questi organi in modo tale che nessuno potesse ingerirsi nell’attività dell’altro, minacciando il concetto di libertà stessa.
Questo fondamentale principio venne in seguito ripreso ed utilizzato come base per la creazione delle moderne Costituzioni, tra le quali appunto quella italiana.
Il motivo centrale per cui il potere non può concentrarsi nelle mani di una sola persona o organo è abbastanza ovvio: evitare che qualcuno possa agire incontrollatamente ed in modo dittatoriale dettando regole e sanzioni a proprio piacimento, così com’era successo nell’era fascista.
Ecco perché in una repubblica parlamentare, quale è l’Italia, i poteri sono tre e vengono esercitati dal Parlamento, dal Governo e dalla Magistratura.
Ma vediamo più da vicino quali sono e come funzionano i tre poteri in Italia.
Il potere legislativo
Per potere legislativo si intende il potere di creare le leggi. Questo potere appartiene al Parlamento, costituito come noto dalla Camera dei Deputati e dalla Camera dei Senatori. Le due Camere hanno la stessa funzione: scrivono e votano le leggi. Per questo si parla di bicameralismo perfetto.
Questo organo è l’espressione stessa di uno Stato democratico, poiché è composto dai rappresentanti politici che vengono eletti dal popolo. Per eleggere i propri rappresentanti il cittadino deve aver raggiunto la maggiore età (18 anni).
Le due Camere esercitano le loro funzioni per 5 anni. Decorso tale termine, vengono indette le elezioni. In casi particolari il Presidente della Repubblica può sciogliere le Camere anticipatamente, ad esempio quando c’è una crisi di Governo (a seguito della mancata fiducia). Il Presidente non può sciogliere le Camere negli ultimi 6 mesi del proprio mandato. Si parla a tal proposito di “
Il potere esecutivo
Per potere esecutivo si intende il potere di eseguire o mettere in pratica le leggi. Questo potere è esercitato dal Governo, il quale è composto dalla figura del Presidente del Consiglio e dal Consiglio dei Ministri. Il Presidente coordina il lavoro dei Ministri.
Il governo ha anche poteri legislativi che esercita sotto il controllo del Parlamento. Può infatti emettere:
- decreti legge, in situazioni di necessità e urgenza, che entro 60 giorni devono essere convertiti in legge dal Parlamento;
- decreti legislativi, in tutti gli altri casi, muovendosi entro i limiti e i principi fissati da una previa legge delega del Parlamento. A volte è lo stesso Governo che crea la legge delega e la “passa” al Parlamento per l’approvazione. A dimostrazione di come il Parlamento abbia ormai perso ogni iniziativa.
Il decreto legge ed il decreto legislativo sono due
Quando si parla di potere esecutivo, in parole più semplici si fa riferimento al fatto che il Parlamento nella sua funzione legislativa individua i fini che lo Stato deve perseguire attraverso la creazione di leggi, mentre al Governo spetta il compito di dare attuazione/esecuzione a quei fini attraverso l’attività della Pubblica Amministrazione. Ad esempio, dopo che il Parlamento crea una legge sulla salute pubblica, il Governo si assicura la sua realizzazione concreta.
Il Governo dura in carica finché ha la fiducia del Parlamento.
Il potere giudiziario
Il potere giudiziario viene esercitato dalla Magistratura e consiste nella facoltà di giudicare coloro che non rispettano le leggi, nonché di tutelare i concittadini che subiscono lesioni ai propri diritti.
Il potere giudiziario viene esercitato nelle questioni di carattere civile, penale, amministrativo, tributario. Per ciascuno di questi settori c’è una tipologia di tribunale differente, con proprie regole.
Il Presidente della Repubblica
Spesso si pensa che il Presidente della Repubblica sia il quarto potere dello Stato. In realtà non è così: egli è il garante della Costituzione. Egli rappresenta l’unità nazionale. Per svolgere tali compiti le sue funzioni sono molteplici e vengono previste dalla Costituzione all’articolo 87. La durata in carica del Presidente della Repubblica è di 7 anni.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio sulla base delle consultazioni tra i partiti politici all’esito delle votazioni. Di norma nomina il soggetto indicato dal partito di maggioranza ma non sono mancati casi in cui il Presidente abbia scelto un soggetto tecnico terzo, almeno in assenza di una netta maggioranza.
Il Presidente nomina i Ministri su indicazione del Presidente del Consiglio incaricato.
Conclusioni
In conclusione, i tre poteri che connotano lo Stato italiano agiscono sinergicamente anche se indipendentemente per assicurare il funzionamento della Nazione e di tutto l’apparato democratico.