Telecamere finte in condominio: regole

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Autore: Angelo Greco

10 novembre 2023

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Scopri se l’uso delle telecamere false è legale in condominio e quali sono le leggi applicabili.

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Nel contesto condominiale, l’installazione e l’utilizzo di telecamere, sia vere che simulate, solleva numerose questioni legali per via del timore di eventuali lesioni alla privacy. In questo articolo, esploriamo le normative e le sentenze giurisprudenziali che hanno fissato le regole sull’uso delle telecamere finte in condominio. Affinché la guida possa essere più chiara e dettagliata, parleremo prima delle telecamere condominiali e poi di quelle private che funzionano regolarmente. All’esito di ciò vedremo se un condomino può installare una telecamera di plastica, ossia non collegata ad alcun circuito, e magari puntarla sulla proprietà del vicino, solo allo scopo di dissuadere ladri e altri malintenzionati. Ma procediamo con ordine.

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Telecamere condominiali: regole

L’installazione di una telecamera sulle parti comuni dell’edificio (scale, androne, garage, giardino, cortile, ecc.) è ammessa solo previa delibera dell’assemblea. Ci vuole la maggioranza dei presenti in assemblea (50%+1) che, al contempo, rappresentino almeno metà dei millesimi dell’edificio (500/1.000).

La telecamera deve essere segnalata con apposito cartello posizionato in un luogo facilmente visibile a tutti.

La violazione di tali norme può determinare l’incriminazione penale, anche in capo all’amministratore, per illecite interferenze nella vita privata.

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Le immagini possono essere conservate solo per il tempo strettamente necessario a verificare eventuali illeciti come, ad esempio, furti nelle abitazioni, danneggiamenti alle parti comuni, violazione delle norme sulla raccolta differenziata, trafugamento della corrispondenza, ecc.

Ciascun condomino ha diritto di accedere alle immagini: l’amministratore non può cioè negare la visione delle registrazioni, salvo verificare la sussistenza di un valido interesse.

Telecamere private: regole

Ciascun condomino può installare una telecamera privata, senza dover chiedere l’autorizzazione all’assemblea. A tal fine può ancorarla anche sulle parti comuni dell’edificio come ad esempio la parete del pianerottolo.

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Per le telecamere private non è necessario apporre il cartello di avviso come invece imposto per quelle condominiali.

Lo scopo della telecamera deve essere la tutela della proprietà individuale. Proprio per questo la giurisprudenza ha ritenuto legittima l’installazione di una telecamera sul balcone puntata in direzione dell’auto parcheggiata in cortile allo scopo di verificare eventuali furti o danneggiamenti. L’angolo di ripresa però non deve interferire con l’area comune, ossia con il resto del cortile.

Secondo una sentenza del Tribunale di Milano (6 aprile 1992), è legittima l’installazione di una telecamera che osserva il portone d’ingresso e l’area adiacente, a condizione che non violi la privacy delle unità immobiliari vicine.

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Nel caso in cui la telecamera privata riprenda, anche parzialmente, la porta del vicino dello stesso pianerottolo questi ne può chiedere lo spostamento. Tale comportamento infatti integra il reato di illecite interferenze nella vita privata.

Tuttavia, secondo la Cassazione (pronuncia 24151/2017) un sistema di videosorveglianza può riprendere le aree comuni se è strettamente indispensabile per tutelare il proprio alloggio. Ciò succede in quei palazzi dove il pianerottolo è così piccolo da non poter impedire che la telecamera finisca per riprendere anche gli spazi comuni nel lecito intento di tutelare la casa privata dai ladri.

Telecamera simulata: regole

Molto spesso, soprattutto per risparmiare, si installano telecamere di plastica, prive di dotazione impiantistica, perciò funzionali solo a fini dissuasivi nei confronti di male intenzionati. Come tale, questi apparecchi non sono in grado di riprendere e tantomeno registrare immagini.

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Secondo il Garante per la Protezione dei Dati Personali, l’uso di telecamere simulate non deve rispettare la normativa sulla privacy. Tuttavia, possono essere oggetto di contestazione se influenzano il comportamento delle persone nei luoghi pubblici e privati (Garante, 29 aprile 2004).

Un parere del Garante della Privacy (30 dicembre 2003) ha chiarito che l’uso di telecamere finte non viola le norme sulla privacy anche se inquadra aree comuni, in quanto il relativo proprietario non effettua alcun trattamento di dati personali. Di conseguenza, tali telecamere non sono soggette alle stesse restrizioni delle telecamere funzionanti.

Dal punto di vista penale, l’utilizzo di telecamere simulate non può mai integrare il reato di interferenze illecite, neanche quando sono puntate verso la proprietà del vicino, in quanto non sono in grado di catturare immagini o suoni relativi alla vita privata, elemento essenziale per configurare una violazione della privacy o altre interferenze illecite.

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In conclusione, l’uso di telecamere finte in contesti condominiali è generalmente permesso, purché non influenzi negativamente il comportamento delle persone. E, proprio a tal fine, sarà bene informare quantomeno i condomini al fine di evitare che questi sporgano querele che costringano, in un processo penale, a doversi difendere dimostrando l’inutilizzabilità della telecamera.

Giustamente, dinanzi a una telecamera fittizia, se non c’è violazione del diritto alla privacy, non ci può essere nemmeno il reato di interferenze illecite nella vita privata. Il codice penale sanziona chiunque, mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata che si svolgono nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi. Poiché la telecamera finta non è in grado di procurare dette notizie o immagini e le norme penali non possono essere interpretate in via estensiva, non può ravvisarsi alcun reato da parte di chi utilizza dispositivi giocattolo.

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Come capire se la telecamera e vera o falsa?

Identificare se una telecamera di sicurezza è autentica o una mera simulazione può essere essenziale per comprendere il livello di sicurezza effettivo di un ambiente. Ecco alcuni segnali chiave da considerare.

Alimentazione elettrica. Una differenza fondamentale tra le telecamere reali e quelle finte è l’alimentazione elettrica. Le telecamere vere richiedono una fonte di alimentazione per funzionare, che sia attraverso cavi o batterie. In assenza di fili o altri segni di connessione elettrica, è probabile che la telecamera sia finta.

Indicatori di stato. Le telecamere di sicurezza reali sono dotate di spie luminose che indicano il loro stato operativo. In condizione di stand-by, queste spie di solito lampeggiano, segnalando che la telecamera è attiva ma non sta registrando. Durante le registrazioni, invece, emettono una luce verde continua. La mancanza di tali indicatori, o la presenza di luci che non cambiano stato, può indicare una telecamera simulata.

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Aspetto fisico. Benché alcune telecamere finte siano costruite per sembrare realistiche, spesso presentano dettagli di qualità inferiore rispetto a quelle vere. Ad esempio, lenti in plastica opaca invece di vetro, assenza di marchi di fabbricazione, o costruzioni troppo leggere sono segnali che potrebbero indicare una telecamera finta.

Movimenti e funzioni aggiuntive. Le telecamere vere possono includere funzioni come il movimento motorizzato, la capacità di zoom o la visione notturna. La mancanza di tali funzionalità, soprattutto in modelli che dovrebbero averle, può essere un indizio che la telecamera non è autentica.

Connettività e cablaggio. Una telecamera reale potrebbe avere evidenti cavi di collegamento o segni di connettività wireless, come antenne o moduli Wi-Fi. La completa assenza di tali elementi è un chiaro segno che la telecamera potrebbe essere finta.

Ricorda, tuttavia, che alcune telecamere simulate sono progettate per essere estremamente realistiche e possono includere alcune delle caratteristiche sopra elencate. In caso di dubbio, è sempre consigliato consultare un professionista della sicurezza.

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