Cosa succede alle ferie se mi licenzio?
Chi si dimette perde le ferie non godute o ha diritto al pagamento?
Il dipendente non può mai rinunciare alle ferie: si tratta cioè di un diritto “indisponibile”. Neanche dietro pagamento il lavoratore potrebbe abdicare al riposo annuale che gli riconosce l’articolo 36 della Costituzione. Ma che succede se il rapporto di lavoro cessa nel corso dell’anno, quando ancora il dipendente ha delle ferie arretrate e non godute? Non poche volte, il dipendente che decide di dimettersi si chiede: cosa succede alle ferie se mi licenzio? Ecco cosa dicono a riguardo la legge e la giurisprudenza.
Indice
Quanto mi spetta di ferie?
Salvo che il contratto collettivo nazionale preveda un trattamento più favorevole, ogni dipendente ha diritto ad almeno
Si può rinunciare alle ferie in cambio di uno stipendio più alto?
Il diritto alle ferie non può essere oggetto di trattativa. Sicché il datore di lavoro e il dipendente non possono accordarsi per una riduzione o una rinuncia alle ferie in cambio di un indennizzo o di una maggiorazione dello stipendio. Un patto di questo tipo è nullo e implicherebbe delle gravi responsabilità in capo all’azienda. Nel caso in cui un datore di lavoro
Che succede alle ferie non godute quando un lavoratore si dimette?
L’unico caso in cui il diritto alle ferie può essere “monetizzato” è quando il rapporto di lavoro cessa in corso dell’anno, prima che le ferie già maturate siano godute.
Se è il datore di lavoro a licenziare il dipendente, questi lo può prima obbligare a prendere le ferie, pagandogli regolarmente lo stipendio per poi risolvere il rapporto di lavoro.
Se invece è il dipendente a dimettersi, il datore è tenuto a pagargli
Le dimissioni volontarie del lavoratore non possono configurare un’ipotesi automatica di rinuncia all’indennità sostitutiva per ferie non godute.
Il diritto a tale indennità si prescrive, secondo la Cassazione, dopo 10 anni. Per cui il dipendente, prima di tale termine, deve esigere formalmente il pagamento dal datore di lavoro.
Cosa deve fare il datore di lavoro per non pagare l’indennità?
Il datore di lavoro può evitare il pagamento dell’indennità solo dimostrando di aver invitato il lavoratore a usufruire delle ferie. Questo invito deve essere, se necessario, formale e deve includere un avviso sulle conseguenze della mancata fruizione delle ferie.
Dunque, il diritto alle ferie si perde solo se il datore di lavoro riesce a provare di aver agito con diligenza, informando il lavoratore in modo accurato e tempestivo sulle modalità di fruizione delle ferie.
Le dimissioni del lavoratore incidono sul diritto alle ferie non godute?
No, le dimissioni di per sé non implicano la rinuncia automatica all’indennità per le ferie non godute. La Corte ha chiarito che le dimissioni non possono essere interpretate come accettazione delle conseguenze dell’estinzione del rapporto di lavoro, inclusa la perdita delle ferie maturate.
La vicenda
Nel caso specifico analizzato dalla Cassazione (ordinanza n. 32807), è stato riconosciuto il diritto all’indennità sostitutiva per un dirigente medico che aveva accumulato 157 giorni di ferie non goduti prima delle dimissioni. La Corte ha evidenziato che l’Asl non aveva fornito la prova di aver agito con la massima diligenza per consentire al lavoratore di usufruire delle ferie.