Revisione del testamento: quando e come farlo?

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Autore: Angelo Greco

04 dicembre 2023

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Guida alle modalità di revoca di un testamento e alle sue implicazioni legali.

Se vuoi modificare un testamento puoi farlo in qualsiasi momento, anche se ti sei impegnato con qualcuno a non farlo. Un testamento non può mai essere immutabile e qualsiasi patto contrario – anche se stipulato per iscritto e dietro corrispettivo – è nullo, non ha valore.

In questa facile guida ti spiegherà quando e come fare la revisione del testamento. Vedremo come agire se hai optato per un testamento olografo o per uno notarile e quali sono le modalità e i costi. Ma procediamo con ordine.

Quando modificare un testamento?

Come anticipato,

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non c’è un termine massimo per modificare un testamento. Lo si può fare anche un minuto prima di morire, purché sempre nella piena capacità d’intendere e volere.

Se una persona redige un testamento e, con uno successivo, lo revoca quando però è affetto da una grave forma di incapacità o demenza, il secondo testamento è nullo e resta valido il precedente.

La nostra legge vieta i patti successori: per cui nessuno può impegnarsi a non mutare il proprio testamento o a stabilire un determinato contenuto di esso.

Come modificare un testamento?

Si può modificare un testamento pubblico (quello cioè fatto con il notaio) con un altro testamento pubblico o anche con un testamento olografo, senza bisogno di ritirare il precedente testamento dal notaio (anche se è preferibile informarlo di ciò in modo che lo distrugga e non chiami poi a raccolta gli eredi una volta deceduto il testatore).

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Allo stesso modo si può modificare un testamento olografo (quello cioè fatto di propria mano) con un successivo testamento olografo o con uno pubblico.

Insomma, per la revisione del testamento non è necessario che la forma del testamento revocato e di quello successivo siano la stessa.

Qual è la formula per la revisione di un testamento?

Si può modificare un testamento in diversi modi. La più semplice, che toglie ogni equivoco, è quella espressa. In pratica, nel secondo testamento si afferma: «con il presente testamento tolgo efficacia a qualsiasi mio precedente testamento». La formula non è sacramentale ma solo un esempio: si possono quindi usare altre formulazioni con lo stesso significato.

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La revoca espressa può essere inclusa in un atto notarile. Come anticipato non è necessario che la revoca segua la stessa forma del testamento originale.

C’è anche una forma di revisione tacita. È quella che avviene quando, con il secondo testamento, si dispone degli stessi beni del primo ma in modo diverso: nell’incompatibilità tra i due, prevarrà quello successivo. Anche per questo è molto importante che il testamento abbia, oltre alla firma, anche la data.

Un’altra forma di revisione tacita del testamento si ha con la vendita o la trasformazione di un bene che era menzionato nel testamento stesso, a meno che non si dimostri il contrario. Si pensi al caso del padre che, nel testamento, lascia la propria casa al figlio ma poi, dopo cinque anni, la vende o la dona alla propria figlia.

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In ogni caso, sia che la revisione avvenga in forma espressa che tacita è sempre preferibile distruggere il precedente testamento con tutte le sue eventuali copie in circolazione. Questo eviterà che un giorno gli eredi possano litigarsi nel definire quale dei documenti debba prevalere.

Un’ultima forma per revocare il testamento è chiaramente distruggerlo ossia strapparlo. Nel caso del testamento notarile, sarà sufficiente comunicarlo al notaio che redigerà un apposito verbale.

La distruzione di un testamento olografo è considerata una revoca, salvo prova contraria.

Come funziona la revoca totale o parziale?

La revisione del testamento può essere:

In questo secondo caso, i beni non menzionati nel secondo testamento saranno divisi in base a quanto stabilito nel primo; viceversa, per gli altri si tiene conto dell’ultimo atto di volontà.

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In quali casi avviene la revoca legale per sopravvenienza di figli?

La sopravvenienza di figli, inclusi adottivi o nati fuori dal matrimonio, determina una revoca legale del testamento: si tratta cioè di una revoca automatica che avviene per previsione della legge, indipendentemente dalla volontà del testatore, a meno che questi non avesse previsto tale eventualità o che i figli non accettino la successione.

Che succede in caso di revoca del testamento?

Se, a fronte della revoca del testamento, il testatore ne redige un altro, l’eredità si dividerà in base a quest’ultimo documento. È tuttavia possibile anche annullare un testamento e non farne uno sostitutivo: in tal caso, alla morte, si procederà con la successione “legittima”, quella cioè secondo le regole definite dal codice civile.

Cosa succede in presenza di più testamenti?

Se esistono più testamenti, il più recente prevale. In caso di testamenti contemporanei con disposizioni compatibili, queste vengono eseguite, mentre le incompatibili sono annullate.

Come funziona il ritiro del testamento segreto?

Il ritiro di un testamento segreto dal notaio è generalmente considerato una revoca.

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